"Presidente, vuoi conoscerlo?", ecco come nasce il Gattuso allenatore

Estate 2013, il Palermo di Maurizio Zamparini cerca un allenatore per ripartire dalle macerie della retrocessione dopo un anno tormentato
26.03.2020 20:10 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tuttomercatoweb.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
"Presidente, vuoi conoscerlo?", ecco come nasce il Gattuso allenatore

Estate 2013, il Palermo di Maurizio Zamparini cerca un allenatore per ripartire dalle macerie della retrocessione dopo un anno tormentato tra cambi di guida tecnica e di direttori sportivi. L’anno prima Zamparini si era affidato a Perinetti e Sannino. Poi l’addio del direttore sportivo per fare posto a Pietro Lo Monaco. Ma tra l’ex presidente rosanero e il dirigente campano la scintilla non scocca. Finisce il mercato di gennaio ed è addio. Torna Perinetti, il Palermo chiude con dignità la stagione ma retrocede. E bisogna ricominciare. Il primo passo è, ovviamente, scegliere l’allenatore. Casa Zamparini, dove l’ex patron del Palermo si dilettava tra i vigneti e una chiacchierata con il suo pappagallo portafortuna, era il quartier generale rosanero.

Da oggi, per il periodo che ci costringerà a rimanere a casa per sconfiggere il Coronavirus, TuttoMercatoWeb.com per tenervi compagnia vi porterà dentro le trattative e le carriere di calciatori e allenatori con “I racconti dei protagonisti”. Cominciamo da Rino Gattuso, oggi allenatore del Napoli. La sua carriera italiana da tecnico l’ha iniziata nel Palermo. A dargli fiducia il duo Zamparini-Perinetti, ma Ringhio come s’è trovato a diventare l’allenatore del Palermo? “A volte la storia di un personaggio del calcio ha origini casuali. Voglio raccontarvi quella di Rino Gattuso, che dopo aver fatto una carriera strepitosa da calciatore sta facendo benissimo anche da allenatore”, ci racconta l’ex direttore del Palermo Giorgio Perinetti.

“Ero da Zamparini a Varese, dove stavamo incontrando Andrea D’Amico che voleva proporci dei calciatori per la stagione da affrontare. Ad un certo punto D’Amico disse al Presidente ‘vorrei presentarle Gattuso che comincerà a fare l’allenatore e avrei piacere che lo conoscesse’. Zamparini colse la palla al balzo e disse ‘mi fa molto piacere conoscerlo, Gattuso è stato uno dei calciatori che ho stimato di più’. Andrea si allontanò un attimo, poi tornò e disse a Zamparini: ‘Tra due ore arriva Gattuso’. Detto-fatto, Rino ci presentò le sue idee con grande trasporto. Il presidente mi disse che in quel momento avevamo trovato allenatore per il nostro Palermo. Ero un po’ perplesso per l’età e l’inesperienza perché avrebbe dovuto guidare una squadra che aveva come obiettivo quello di tornare assolutamente in Serie A. Ma le mie perplessità vennero fugate già in ritiro, quel Palermo era una squadra di uomini, uno spogliatoio forte”. Dopo qualche mese però arrivò l’esonero.

“A Palermo si sa - continua Perinetti - le panchine traballavano sempre. Però si vedeva che Gattuso sarebbe arrivato per le sue qualità e la capacità di trasmettere grande passione. Oggi è affermato, sono felice. Da quello spunto tra il serio ed il faceto con D’Amico è nata la carriera di un allenatore di grande qualità che sta dimostrando - conclude l’ex direttore generale del Palermo - di saper fare cose importanti”. Dopo il Palermo la Grecia, poi il Pisa dove Gattuso conquista subito l’amore della gente e lega con tutti i suoi calciatori. Ma l’esperienza toscana finisce in maniera turbolenta per le note vicende societarie e le incomprensioni con Petroni, oggi timoniere del Trapani. Ma il lavoro paga.

Massimiliano Mirabelli viene ingaggiato dal Milan dei cinesi come direttore sportivo e decide di dare una chance a Ringhio in Primavera, intanto Montella alla guida della prima squadra delude. E così arriva l’occasione della vita. Gennaro Gattuso diventa il nuovo allenatore rossonero. I risultati lo aiutano, la piazza a cui è estremamente legato pure. L’anno dopo qualche incomprensione interna porta all’addio, Rino lascia lo stipendio e si prepara per una nuova avventura. Il resto è storia recente. Dopo qualche proposta rifiutata in giro per il mondo, arriva la chiamata di De Laurentiis. Il presidente azzurro vuole affidargli la panchina del Napoli al posto di Carlo Ancelotti, il suo maestro. L’inizio è turbolento, poi la ripresa. Gruppo, voglia di far bene e non mollare mai. Da quell’idea di D’Amico e l’intuizione di Zamparini e Perinetti è passato qualche anno. Ma entusiasmo, grinta e passione, per Gennaro Gattuso, sono sempre al primo posto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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