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Calciomercato Napoli, Bellinazzo: "Manovra correttiva in estate. Cosa aspettarsi ora..."

Calciomercato Napoli, Bellinazzo: "Manovra correttiva in estate. Cosa aspettarsi ora..."
Oggi alle 16:20Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.

Cosa dobbiamo aspettarci dal mercato di gennaio? Anche perché sono stati un po' promessi degli acquisti a Massimiliano Allegri. Quindi Napoli può spendere sul mercato? Sappiamo il problema delle liste, ma a livello economico-finanziario, come è messo il Napoli per questo mercato di gennaio?
"Non bene come in passato, altrimenti si sarebbe mosso il club, ma non tanto per mancanza di risorse proprie, perché di capitale in cassa ce n'è ancora, nonostante gli ultimi bilanci in rosso. Il tema è che la gestione Conte ha impostato, come già accadde nella gestione Conte dell'Inter e come in genere avviene con Conte, ha pressato molto i bilanci sotto il profilo del conto economico, quindi del rapporto tra i ricavi e i costi. Diciamo che il Napoli in quest'estate ha fatto una manovra correttiva, cercando il possibile di liberarsi di ingaggi pesanti di giocatori in esubero. Non c'è riuscito per parecchi di questi, che sono rimasti in rosa e che sono anche stati oggetto di investimenti importanti, rispetto ai quali c'è il rischio di minusvalenze non irrilevanti. Ci sarà un Napoli a gennaio guardingo delle operazioni che verranno fatte, perché oggettivamente tra infortuni e carenze in alcuni settori del campo sono emerse. Molto, io credo, capiremo tra qualche settimana, quando verrà approvato il bilancio al 30 giugno 2026, e lì avremo delle cifre ufficiali su cui poter fare dei ragionamenti più precisi rispetto a quelli che attualmente possiamo fare, basati sulle stime."

Il presidente Aurelio De Laurentiis si è più volte espresso sul discorso legato alla costruzione del nuovo centro sportivo a Qualiano, che sembra essere diventata un po' l'area della nuova casa di questo progetto futuro del presidente del Napoli. Potrebbe essere questa la volta buona? Sono stati fatti anche dei passi avanti in questi giorni, proprio con Aurelio De Laurentiis impegnato direttamente in questi contatti necessari a sbloccare questa trattativa?
"Devo dire che stavolta sembra un po' più concreto il progetto. Sapete meglio di me quante volte è stato evocato il tema. Io credo che ci siano almeno 10 anni di ritardo rispetto a quando il Napoli avrebbe dovuto avere un centro sportivo di qualità. Vedo che soprattutto per un club delle dimensioni e della caratura territoriale del Napoli sia indispensabile averlo. Oggi più che mai, perché l'industria del calcio va in una certa direzione. I diritti TV renderanno sempre meno, in particolare quelli della Serie A, senza uno stadio che necessita di investimenti maggiori e comunque di tempi più lunghi. La via per abbattere i costi e fare plusvalenze e quindi rinforzare le entrate è il vivaio. Ma per avere un vivaio di qualità, al di là dei colpi di fortuna che puoi avere, devi investire e avere un centro sportivo di certo livello. Quello su cui hanno investito tutti i top club, anche quelli che teoricamente non avrebbero bisogno di questa voce. Però pensate a quanti giocatori vende il Madrid, quanti giocatori ci sono nel Paris Saint-Germain, tanto per fare due nomi. Paradossalmente, per quanto riguarda il Napoli, ancora più dello stadio è un'emergenza. Se dovessi scegliere tra il centro sportivo e lo stadio, direi il centro sportivo per il Napoli, ovviamente in una scelta paradossale. Anche lo stadio ha una serie di introiti per i quali una società può crescere e non a caso tutti i grandi club hanno grandi stadi e progettano di farlo anche in Italia. Tra le due priorità, in questo momento, se ci fossero risorse limitate, andrei su un investimento legato al centro sportivo. Non c'è un giocatore importante in più, ma tutto sul centro sportivo. Il centro sportivo sicuramente il Napoli vorrà farlo. Marco vorrà fare anche lo stadio. Per oggi è più difficile fare lo stadio."

Ma cosa porta a livello economico il centro sportivo? Solo il poter costruire dei calciatori per poi rivenderli?
"Sicuramente non è secondario, anzi credo che sia la funzione principale. Centro sportivo di qualità. Prendiamo l'esempio di Viola Park, che spesso viene indicato come l'esempio. È costato 120 milioni. Ogni anno costa per la gestione tra i 6 e i 7 milioni. Permette però di organizzare anche eventi, di sfruttarlo al di là dell'attività delle giovanili, partite. La Fiorentina ne incassa 3 o 4. Il costo vivo è di 3 o 4 milioni all'anno. Però immaginate che la produzione di calciatori ha un doppio vantaggio. La possibilità di inserire in rosa giovani a costo basso, quindi avere sempre dei ricambi. E poi la possibilità di fare vere plusvalenze, quelle che il Napoli ha sempre fatto con giocatori stranieri importanti. Il Madrid, per esempio, ha tutta una politica per cui quando i giocatori non sono ancora pronti per la prima squadra, pensiamo a Nico Paz, li vende con diritto di ricompra e su quei giocatori fa plusvalenze importanti. Il Napoli potrebbe immaginare di tirare fuori due o tre giocatori da 30 o 40 milioni in 5 anni, che si è ripagato l'investimento e resta poi di proprietà del club, quindi va a patrimonializzare il club. I vantaggi sono tanti, ovviamente devi assumere i costi e il rischio della gestione di tanti giovani, però c'è anche un impegno morale per chi governa un club come il Napoli per eseguire qualcosa sul territorio. Per me sarebbe importante, in questo centro sportivo di qualità, che ci fosse anche una formazione extracalcistica degli atleti. Uno, perché gli atleti intelligenti e preparati sono anche più forti. Due, perché per i tantissimi che non ce la faranno a fare un percorso professionistico di alto livello si possono aprire in questo modo tanti altri percorsi di studio, di professione, anche, per carità, all'interno del mondo del calcio, che ha sempre più bisogno di manager. Io credo che sarebbe un'opera utilissima per il club, per gli affari del club, ma sarebbe anche fondamentale per quanto riguarda la funzione sociale che i club di calcio svolgono."

Su questo calcio sempre più tiranno: sono arrivati anche un po' di allarmi da parte di alcuni calciatori. Ormai si gioca troppo, in che direzione si sta andando?
"C'è una bulimia alimentata dalla lotta, per esempio, tra FIFA e UEFA, la lotta di potere per accaparrarsi fette di questo business, che è in concorrenza a sua volta con tanti altri business dell'entertainment. Il calcio è dentro questa industria, è di alto livello, quindi è inevitabile il fatto che si gareggi in questo mercato allargato moltiplicando gli eventi, come è stato fatto negli ultimi 15-20 anni. È evidente che questo non può andare avanti, è evidente che bisognerà fare delle scelte, fare tornei di alto livello ma con minori partite, perché il valore dei singoli match per le TV anche in Premier sta radicalmente calando. Il calcio sta leggermente aumentando, comunque è stabile, ma calerà anche al prossimo giro anche il valore per match delle partite della Champions, quindi bisognerà accettare il fatto che aumentare il prodotto, aumentare la quantità, non solo non significa qualità, ma alla fine non produrrà neanche quegli incrementi economici attesi. Credo che sarà il mercato del calcio, il mercato delle TV, a spingere verso una riduzione degli eventi. Il problema è che nessuno accetterà di ridurre i propri eventi, che siano le leghe, la UEFA o la FIFA o magari i singoli club con le proprie amichevoli. Però bisogna prendere atto che non può più crescere il calendario e che i giocatori e la qualità del gioco si stanno riducendo sempre di più, anno dopo anno."