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Conferenza Allegri, Gaito: “Quanti autogol. Arronza e sposta su Brugge, Viking e Sabah”

Conferenza Allegri, Gaito: “Quanti autogol. Arronza e sposta su Brugge, Viking e Sabah”
Oggi alle 11:20Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini
Nel giorno di Porto-Napoli, il direttore Antonio Gaito ha aperto così il suo editoriale quortidiano nel "Buongiorno Tutto Napoli"

Nel giorno di Porto-Napoli, il direttore Antonio Gaito ha aperto così il suo editoriale quortidiano nel "Buongiorno Tutto Napoli", la prima trasmissione live già dalle 7 sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Come giudichi la conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida contro il Porto, soprattutto dal punto di vista della comunicazione?

"Credo sia oggettivo che potesse fare qualcosina di meglio. Poi magari il Napoli stravince la partita e saremo contentissimi, ma questo non cambia il ragionamento. A livello di comunicazione Allegri non entra mai nel dettaglio delle domande che gli vengono poste. Si dice che non si tiri indietro, che faccia tutte le conferenze stampa, ma oltre a farle dovrebbe anche riempirle di contenuti. È una consuetudine che si porta dietro da una vita, anche da quando vinceva gli scudetti alla Juventus. Il suo modo di comunicare non contempla gli aspetti tecnici, neanche minimamente, quasi volesse tenere a distanza l'interlocutore. Alla vigilia del Porto, però, è andato anche oltre, perché nelle poche risposte in cui è entrato nel merito mi è sembrato che abbia fatto più autogol che altro".

Ti riferisci anche alla risposta data al giornalista portoghese sulla costruzione dal basso e sui movimenti di De Bruyne?

"Esattamente. Il collega aveva posto una domanda ben costruita, anche per capire quale fosse l'idea del Napoli rispetto alla pressione avversaria. Allegri ha risposto che dipende da Farioli e da quanti giocatori porterà in pressione sulla linea difensiva. Ma dipende anche da te, da come reagisci alle contromosse dell'avversario. Non puoi giocare soltanto in funzione degli altri. Forse questa risposta ci racconta qualcosa della sua filosofia calcistica. Credo che abbia semplicemente liquidato la questione. Quando Farioli alza un giocatore per creare una situazione di tre contro tre, Allegri ne abbassa un altro. È quello che vediamo spesso: quattro o cinque giocatori che vengono incontro per prendere il pallone, con il risultato che dall'altra parte non c'è più nessuno. Ci abbassiamo tutti perché non vogliamo rischiare la parità numerica. Evidentemente non voleva entrare in questa spiegazione".

Quello che ti ha colpito maggiormente, però, è il discorso sull'importanza della partita e sulle possibilità di qualificazione.

"Questo secondo me è ancora più grave. Allegri ha detto che saranno decisive le ultime partite della fase campionato. È un discorso che vale sempre, per tutte le squadre, perché le ultime gare sono inevitabilmente cruciali. Ma nel frattempo ci sono altre partite da giocare. Spero sinceramente che ai calciatori abbia fatto un discorso diverso, altrimenti siamo messi maluccio. Se dici che questa non è la partita decisiva, che non è l'ultima spiaggia e che quelle fondamentali saranno contro Bruges, Sabah e Viking, stai facendo un ragionamento che possiamo fare noi giornalisti. Non è qualcosa che dovrebbe dire un allenatore in una conferenza stampa pre-Champions, davanti alla stampa italiana e portoghese. Mi sembra una comunicazione di basso livello, anche per rispetto dei tifosi che sono arrivati fino in Portogallo e hanno riempito il settore ospiti. È un avvicinamento alla partita piuttosto problematico".

C'è anche il rischio di sottovalutare le prossime avversarie, considerando che il Napoli dovrà comunque conquistare i punti necessari alla qualificazione.

"Assolutamente. Stiamo parlando di Porto-Napoli, una partita anche di un certo blasone. Dire che quelle decisive saranno contro Sabah, Viking e Bruges è pericoloso, perché non è che quelle vittorie te le porti da casa. Anche quelle partite avranno le loro difficoltà e non sappiamo in quali condizioni arriverà il Napoli. Speriamo meglio di oggi, ma ci sarà comunque un tour de force clamoroso. E poi bisognerà capire se basterà quella quota punti e se sarà necessario vincerle tutte e tre. C'è anche la partita contro il Manchester City, che sembra quasi proibitiva, ma lo è soprattutto per il livello attuale del Napoli. Il City è fortissimo, ma è stato appena battuto dal Brighton e non è una squadra imbattibile".

Come interpreti allora le parole di Allegri? Potrebbe essere un modo per preparare l'ambiente a un eventuale risultato negativo?

"È una possibile spiegazione. Non posso considerare Allegri un novizio della comunicazione, parliamo di un allenatore che fa questo mestiere da oltre vent'anni. Probabilmente sono le parole di chi è in grande difficoltà, di chi sa di arrivare a questa partita ai minimi termini e magari dentro di sé nutre poche speranze contro il Porto. È una mia deduzione, naturalmente, usciamo dai fatti ed entriamo nelle opinioni e nelle sensazioni. Potrebbe voler dire che, anche in caso di sconfitta, ci saranno altre occasioni per qualificarsi. Ma sarebbe un messaggio molto pericoloso".

Dal punto di vista tattico, con appena tredici giocatori di movimento disponibili, che partita dovrebbe fare il Napoli?

"Con due o tre cambi al massimo non puoi neanche pensare di fare una partita lunga di sofferenza. Allegri ha detto che dovremo soffrire e che questo potrebbe anche farci bene, ma immaginare novanta minuti in blocco basso con una rosa così corta mi sembra impossibile. Poi sicuramente lui avrà una strategia migliore, chi sono io per contestarla? Però, ragionando in maniera logica, credo che il Napoli debba dare tutto nel primo tempo, magari sparare tutte le cartucce nella prima mezz'ora, provare ad andare in vantaggio e soltanto dopo gestire una fase di sofferenza. Se invece partiamo subito con l'idea di arroccarci, come ha detto anche Politano riferendosi ad alcune fasi della partita, pensare di resistere per 95 minuti nella nostra area con tredici giocatori mi sembra surreale".

Quindi temi che Allegri stia già spostando l'attenzione sulle prossime partite?

"È questa la sensazione. Probabilmente sta cercando di spostare l'attenzione sulla Lazio e sugli impegni successivi, perché dentro di sé potrebbe sapere di avere poche possibilità contro il Porto. Se fosse davvero così, sarebbe gravissimo".