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Crisi Napoli, Forgione: "Se il Napoli perde con la Lazio, Allegri va esonerato!"

Crisi Napoli, Forgione: "Se il Napoli perde con la Lazio, Allegri va esonerato!"
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Angelo Forgione analizza la crisi del Napoli: "De Laurentiis deve intervenire, ma non basta una strigliata".

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "De Laurentiis sta cercando di proteggere i propri interessi, perché vede allontanarsi i possibili introiti della Champions League, sia per il rendimento europeo sia per una classifica di campionato che rende sempre più difficile la qualificazione. Quello che abbiamo visto a Porto è stato uno spettacolo indecoroso, con tutti contro tutti. Il presidente vuole capire che cosa stia succedendo, perché la stagione sta andando nella direzione opposta rispetto a quanto aveva programmato in estate. È un intervento comprensibile, che probabilmente avrei fatto anch'io al suo posto. Ma non significa che i problemi siano stati risolti. La situazione è molto ingarbugliata e serve ben altro di una semplice strigliata".

La partita contro la Lazio potrebbe essere decisiva per il futuro di Allegri?

"Non sappiamo quale prestazione offrirà il Napoli. Bisogna capire se la squadra sia ancora con Allegri e, nel caso lo fosse, se l'allenatore abbia la capacità di invertire la rotta. Mi torna in mente l'ultima partita di Rudi Garcia contro l'Empoli. In quell'occasione non ci fu unità d'intenti, la squadra sembrò abbandonare l'allenatore e alla fine arrivò l'esonero. Spero che domenica sia una situazione completamente diversa. Il Napoli, però, è arrivato a un punto talmente critico che anche un pareggio contro la Lazio avrebbe il sapore di una sconfitta. Non porterebbe alcun vantaggio concreto nella rincorsa alle prime posizioni. Se non dovesse arrivare una vittoria, sarei propenso a cambiare allenatore, perché questa stagione ha bisogno di una scossa".

Molti tifosi temono che un eventuale esonero possa riportare il Napoli alla stagione del decimo posto. Condividi questa preoccupazione?

"No, perché le situazioni sono diverse. Nella stagione del decimo posto De Laurentiis aveva sostanzialmente deciso di arrivare fino a giugno, quando avrebbe potuto affidare la squadra ad Antonio Conte. Per questo furono scelti allenatori chiamati soprattutto a traghettare il Napoli fino al termine della stagione, prima Mazzarri e poi Calzona. Oggi non mi risulta che ci sia già un allenatore di primissimo livello individuato per giugno. Se si decidesse di esonerare Allegri, bisognerebbe prendere un tecnico capace di restare anche nella prossima stagione. Non un semplice traghettatore. Un po' come accadde con Gattuso, che arrivò dopo Ancelotti, riuscì a rimettere insieme la squadra, vinse la Coppa Italia e rimase anche l'anno successivo".

Le tensioni emerse a Porto ricordano altri momenti difficili della storia recente del Napoli. C'è un problema nella struttura societaria?

"Secondo me sì. Il Napoli ha una struttura societaria molto asciutta, nella quale mancano alcune figure importanti di riferimento, capaci di fare da collegamento tra lo spogliatoio e la dirigenza. L'anno scorso questo ruolo veniva interpretato benissimo da Lele Oriali. Non aveva affatto una funzione marginale: era una figura di raccordo, capace di mantenere l'unità del gruppo e di riportare alla società ciò che accadeva all'interno dello spogliatoio. Sono convinto che quanto abbiamo visto a Porto non sarebbe successo con Oriali. E non parlo soltanto di Conte, che sappiamo essere un sergente di ferro, ma proprio della presenza di una persona autorevole, severa quando necessario e rispettata dai calciatori. Oggi non vedo una figura del genere. Landucci prova a tenere calme le acque, ma evidentemente non sempre ci riesce. Il Napoli avrebbe bisogno di una presenza più forte nella gestione quotidiana del gruppo".

Quanto pesano le responsabilità della società rispetto a quelle dell'allenatore e dei calciatori?

"Le responsabilità sono di tutti, ma continuo a pensare che le prime siano della società, che ha sbagliato l'impostazione della stagione e poi ha scelto un allenatore che, secondo me, non era adatto a questa squadra. Non credo che Allegri fosse particolarmente gradito alla maggioranza dei tifosi del Napoli, anche se poi è stato accettato con maturità. Personalmente non lo ritenevo il profilo giusto. Ci sono stati errori nella programmazione e nelle valutazioni tecniche. Poi bisogna considerare anche una squadra che appare usurata e forse assuefatta ai successi, senza più quella fame di vittoria che aveva caratterizzato gli anni precedenti".

Anche i calciatori, dunque, devono assumersi le proprie responsabilità?

"Assolutamente sì. Vedo una squadra troppo arrendevole, con diversi giocatori che non sembrano avere il fuoco sacro necessario per reagire e riportare il Napoli ai livelli che merita. Mi ha fatto piacere vedere le reazioni di McTominay e Hojlund, perché almeno dimostrano che c'è ancora qualcuno che non accetta passivamente le sconfitte e vuole invertire la rotta. Ma in tanti altri non vedo la stessa determinazione. Nessuno può chiamarsi fuori dalle responsabilità, tutti devono fare un esame di coscienza. Spero che l'arrivo del presidente e questi giorni di ritiro siano serviti a qualcosa. La partita contro la Lazio ci dirà se esiste ancora la possibilità di ritrovare un Napoli competitivo oppure se sarà necessario prendere decisioni più drastiche".