Il punto del Direttore: "Poco gioco e mentalità rinunciataria. ADL s'interroghi su Conte"
Il direttore di Tutto Napoli Antonio Gaito è intervenuto nel post-partita di Napoli-Bologna su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Da un possibile Scudetto a una bagarre Champions clamorosa: come si arriva a questo punto?
"Si dimentica sempre da dove si è partiti, cioè dalle aspettative che c’erano anche quando si giudica la classifica. Va bene, siamo secondi, ma il Napoli partiva per competere per lo Scudetto. Alla fine non è mai entrato davvero nella bagarre nelle battute finali e ha 30 gol di differenza dall’Inter, quindi dobbiamo fare un’analisi più ampia. Credo che il Napoli abbia ancora chance per chiudere al secondo posto, non voglio immaginare che non faccia risultato pieno anche con una delle squadre più scarse che abbia mai visto in Serie A, cioè il Pisa. Però anche col secondo posto i dubbi che stiamo raccontando ce li porteremo dietro, perché va contestualizzato pure l’eventuale secondo posto. Il Napoli, anche vincendo entrambe le partite, farebbe meno punti del quinto posto di Gattuso. Stiamo parlando di un anno in cui tutte le rivali, tranne l’Inter, hanno fallito il progetto tecnico. Alcune hanno cambiato allenatore, il Milan vuole cambiarlo ancora. Quindi dobbiamo contestualizzare anche questo secondo posto, altrimenti l’analisi muore sul nascere. Il Napoli non funziona, poi per fortuna ha qualche punto in più rispetto alle altre e taglierà il traguardo, ma non possiamo dire che la stagione sia stata azzeccata del tutto."
Quanto pesa il mercato e il rendimento di alcuni acquisti?
"A partire dal mercato estivo, dalle risorse spese, da giocatori già tagliati a gennaio, altri che il Napoli faticherà a piazzare per tante sessioni di mercato. Tanti giocatori scelti da Conte dovranno fare il giro dei prestiti per anni. Del gioco ne parliamo da tanto, ma al di là della bellezza o meno, è un gioco non efficace. E poi c’è anche un discorso di mentalità perché Conte nel post partita dice: ‘Se non puoi vincerla non devi perderla’, ma invece il Napoli si era accontentato del pareggio. Il Bologna invece no ed è stato premiato. Non mi sembra proprio uno spot alla mentalità vincente di cui tutti parlano in merito a Conte."
In molti ci scrivono che il calcio di Allegri e Conte sia ormai superato.
"A me piange il cuore accodarmi a questo messaggio, però purtroppo non è molto lontano dalla realtà. Su Allegri non avevo dubbi, infatti quando mi è rimasto Conte ero sollevato perché il Napoli aveva evitato Allegri. Però su Conte ho sospeso il giudizio per tanti mesi perché il Napoli delle belle partite le aveva fatte vedere. Poi però si è appiattito su sé stesso. Il Napoli ha fatto una vittoria nelle ultime cinque partite. Quando tutti si aspettavano che spiccasse il volo al completo, almeno per vedere una versione migliore della squadra, invece vediamo un Napoli stanco anche di quello che propone. È una squadra che crea sempre molto poco. Oggi faticava pure a leggere delle linee di pressione abbastanza semplici".
Il problema è il gioco offensivo?
"Dobbiamo concordare tutti su una cosa: oggettivamente il Napoli crea poco. Inutile ribadire tutti i numeri offensivi. Hojlund non è nei primi 25 per tiri, l’xG è bassissimo, per ingressi in area siamo ancora più in basso. Quindi questo gioco non va, non perché non piaccia esteticamente, ma perché non produce per quello che è il valore della squadra. Poi si dirà: siamo secondi, siamo terzi, ma bisogna contestualizzare quello che Conte ha in mano. Conte ha in mano un materiale che raramente il Napoli ha avuto ed in altri campionati questa quota non sarebbe bastata".
Il Napoli non è cresciuto nel corso della stagione.
"Concordo pienamente. Ci sono stati micro periodi legati ad alcune individualità che brillavano in quel momento. Prima Neres, poi Vergara, ora Alisson Santos per fortuna. Ma c’è sempre stato bisogno del singolo per accendere la manovra. E anche Alisson Santos lo serviamo male perché andiamo sempre e solo su di lui. A un certo punto il Bologna triplicava e noi continuavamo lì. Siamo monotematici. Il Bologna si buttava sulla destra in maniera asimmetrica per fermare la sinistra del Napoli e noi non affondavamo mai sull’altro lato perché entravamo dentro sia con Politano che con Giovane. Facciamo il gioco degli avversari".
Il Napoli deve interrogarsi sul futuro con Conte?
"Bisogna interrogarsi per capire che futuro dare a questa squadra. I ragionamenti sono sempre impostati sul fatto che Conte debba accettare le direttive del Napoli o su come trattenerlo, ma dobbiamo chiederci anche se la società voglia continuare con Antonio Conte. Questo è il Napoli che vogliamo? Perché poi si dà sempre la colpa al giocatore di turno. Prima il problema era De Bruyne, ricordate, poi i quattro centrocampisti. Ora senza De Bruyne che calcio abbiamo visto? È il complesso che non funziona. Diamo la palla ad Alisson o addosso a Hojlund e devono creare il gioco del Napoli. È una cosa clamoros".
Che giudizio dai su Hojlund?
"Secondo me ha fatto una grande partita perché è un lottatore incredibile. Però non ci viene neanche il pensiero che forse si debba cambiare anche il gioco. Tutte le squadre del mondo hanno un attaccante che finalizza il gioco della squadra, noi abbiamo un centravanti che deve creare il gioco della squadra. Hojlund oggi non ha avuto una palla gol, contro questo Bologna che molti definiscono scriteriato...".
Che impressione ti ha fatto il Bologna rispetto al Napoli?
"Il Bologna sembrava il Napoli. Mi ha deluso tantissimo questo risultato e questa prova perché il Bologna praticamente non aveva nulla da giocarsi. Veniva da un punto in quattro partite e non segnava da quattro gare. Eppure contro il Napoli ha fatto un figurone. Ha sempre avuto una mentalità propositiva, non ha mai rinunciato ad attaccare, anche sbagliando, anche in modo goffo, ma portava uomini in area. Il Napoli invece no, si è accontentto ed ha perso lo stesso. Dopo il 2-2 il Napoli si è fermato. È tornata subito quella mentalità: abbasso il baricentro, speculo, aspetto il Bologna fuori posizione. Ma perché? Se hai birra in corpo e qualità devi andare avanti. Invece li hai rimessi in fiducia e a un certo punto ti sei praticamente tirato dentro l’area di rigore".
Che giudizio dai sulla gestione dei portieri?
"Ogni errore di Milinkovic-Savic mi porta sempre a fare la stessa riflessione. Nulla contro di lui, ma non capisco come Meret sia stato accantonato totalmente. Non gioca da mesi un portiere che è almeno dello stesso livello. Meret magari non farà il miracolo, ma tecnicamente su certe cose è molto preciso e quelle respinte raramente le sbaglia e sicuramente non le rimanda al centro. Hai dato via Caprile e poi hai speso più di 20 milioni per Milinkovic-Savic. Io credo che a questo punto a Meret sia scappato anche un sorriso amaro".
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