Lite Lucca-De Bruyne, il comico Ciotola: "Ecco chi tra i due va messo fuori rosa"
Lucio Ciotola, comico e attore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Crisi Napoli? Il problema principale, secondo me, è lo spogliatoio. Non credo che sia tutta colpa di Allegri. Parliamo comunque di un allenatore di grande qualità, un tecnico importante al quale credo si debba dare fiducia. Ho la sensazione che all'interno del gruppo si sia creata una frattura, anche tra calciatori italiani e stranieri. Naturalmente è una mia impressione, ma vedo qualcosa che non funziona. Servirebbe una figura societaria più autorevole, capace di intervenire nello spogliatoio e tenere unito il gruppo. Non posso credere che questi giocatori abbiano improvvisamente dimenticato come si gioca a calcio. Li vedo svogliati, senza mordente. O è finito un ciclo e bisognava rinnovare profondamente la squadra attraverso il mercato, oppure esiste un problema interno che va risolto. La partita con la Lazio sarà decisiva per tutti. Se dovesse arrivare un'altra sconfitta, rischieremmo di compromettere definitivamente la stagione. A quel punto probabilmente bisognerebbe cambiare allenatore, anche se non saprei indicare un sostituto".
Ha fatto discutere il confronto tra Lucca e De Bruyne durante la partita. Come giudichi l'atteggiamento dell'attaccante?
"Per me Lucca andrebbe messo fuori rosa. È una questione di rispetto nei confronti di De Bruyne e della società. Non puoi rivolgerti in certi termini a un compagno che ha una carriera e un'esperienza come quelle del belga. Tra l'altro Lucca non sta attraversando un momento particolarmente brillante e dovrebbe pensare soprattutto a dimostrare il proprio valore in campo. Un comportamento del genere, se le parole riportate sono quelle effettivamente pronunciate, rappresenta una mancanza di rispetto. Nel mondo del teatro, se accadesse qualcosa di simile tra due attori, ci sarebbe immediatamente un intervento della produzione. Nel calcio è tutto più complicato, anche perché ci sono investimenti economici importanti, ma questo non significa che si debba accettare qualsiasi atteggiamento".
De Bruyne, però, può permettersi di richiamare continuamente un compagno più giovane?
"Non è soltanto una questione di diritto, ma anche di dovere nei confronti della squadra. Se un calciatore esperto richiama un giovane, bisogna pensare che lo faccia per aiutarlo e per il bene del gruppo. De Bruyne per Lucca dovrebbe rappresentare un maestro. Quando hai accanto un giocatore con quella carriera, devi cercare di imparare. Puoi anche non essere d'accordo con un suo consiglio, ma devi comunque ascoltarlo e rispettarlo. Le gerarchie all'interno di uno spogliatoio sono importanti. Un giovane dovrebbe osservare come si muove e come gioca un campione del genere, cercando di prendere esempio da lui".
Pensi che Lucca possa avere difficoltà a gestire le pressioni di una piazza come Napoli?
"È possibile che ci siano difficoltà personali o psicologiche, ma naturalmente non possiamo conoscere la sua situazione. Credo però che i calciatori debbano essere sostenuti anche sotto questo aspetto. Un tempo si parlava molto della figura dello psicologo all'interno delle squadre. Oggi mi sembra che se ne parli meno, mentre questi ragazzi possono trovarsi ad affrontare momenti molto complicati. Non sempre l'allenatore o il presidente possono riuscire da soli a gestire ogni situazione".
Ti aspettavi un Napoli così in difficoltà dopo l'arrivo di Allegri?
"Assolutamente no. Mi aspettavo una continuità rispetto al secondo posto dell'anno scorso, magari anche un miglioramento. Pensavo che alcuni giocatori, che con Conte avevano avuto meno spazio o avevano sofferto i suoi metodi di allenamento, potessero ritrovare entusiasmo. Ero ottimista anche per Allegri, che immaginavo avesse voglia di dimostrare ancora tanto dopo le esperienze precedenti. Invece stiamo assistendo a una situazione che non mi aspettavo. Continuo a vedere una squadra senza voglia di reagire, senza quella determinazione necessaria per recuperare una partita. Anche contro il Porto, dopo essere andati avanti di due gol, ci siamo fatti rimontare. È qualcosa che mi lascia molto perplesso".
Che cosa servirebbe per provare a invertire questa situazione?
"Vorrei che i giocatori si parlassero apertamente, anche discutendo in maniera accesa se necessario. Devono chiarirsi e capire che cosa non funziona, perché da fuori si percepisce un malessere. Ricordo Conte quando disse che non voleva accompagnare un morto. Dopo quel momento il Napoli riuscì a reagire e a ritrovare risultati importanti. Mi auguro che possa accadere qualcosa di simile anche adesso. Soprattutto bisogna avere rispetto per i tifosi. Ho sentito quelli presenti a Porto continuare a cantare e sostenere la squadra nonostante il risultato. Sono persone che percorrono centinaia o migliaia di chilometri, fanno sacrifici enormi e meritano un atteggiamento diverso. I calciatori devono ricordarsi che cosa rappresenta la maglia del Napoli. I tifosi vanno rispettati e chi scende in campo ha il dovere di dare tutto".
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