Marino consiglia Allegri: "Il Napoli ha perso fame, basta buonismo e vada col bastone!"
Giuseppe Marino, allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "In questo momento forse non poteva esserci avversario peggiore del Frosinone. È una squadra spensierata, viene da una vittoria importante contro il Como e ha dimostrato che, se le lasci spazio nelle ripartenze, può fare molto male. Il Napoli deve avere un approccio importante, con voglia, intensità e grinta, ma deve attaccare con criterio e prestare grande attenzione alle preventive. Bisogna giocare da grande squadra e avere la mentalità giusta, senza pensare di affrontare una squadretta. Il Frosinone è in fiducia e merita il giusto rispetto".
Si parla molto del possibile passaggio al 3-4-2-1, con Spinazzola e Di Lorenzo sulle fasce e De Bruyne e Neres più vicini a Hojlund. Cambiare sistema può aiutare il Napoli oppure sarebbe un rischio in questo momento?
"Nel calcio di oggi parlerei soprattutto di fluidità e capacità di interpretare più sistemi. Il classico 4-4-2, 4-3-3 o 4-5-1 ormai esiste soprattutto sulla carta, perché durante la partita cambiano costruzione, pressione e riferimenti. Il Napoli può impostare in un modo e difendere in un altro. Lo faceva anche con Conte: Politano poteva diventare un esterno molto alto quando si attaccava e poi la squadra difendeva anche con un 5-4-1. Più che il sistema, quindi, conta l'interpretazione. Il Napoli deve sfruttare le proprie grandi potenzialità offensive e mettere gli interpreti nelle posizioni migliori. Abbiamo visto cosa può fare De Bruyne quando viene liberato da determinati compiti. La bravura di Allegri, nel corso della sua carriera, è sempre stata proprio quella di mettere i giocatori nel posto giusto. L'idea di Spinazzola a sinistra con De Bruyne che stringe e gli libera spazio, mentre dall'altra parte Di Lorenzo può essere più prudente alle spalle di Neres, è coerente con le caratteristiche dei giocatori. Però continuo a pensare che non sia il momento ideale per stravolgere il sistema. Allegri ha lavorato poco con tutti durante la sosta e cambiare contemporaneamente modulo e uomini può rappresentare un rischio. In ogni caso questa squadra è già abituata a trasformarsi durante le partite: io, per esempio, l'ho vista spesso difendere a cinque anche quando sulla carta partiva a quattro".
L'emergenza può costringere comunque Allegri a cambiare e soprattutto a dare finalmente spazio a giocatori come Badiashile?
"Il Napoli ha comunque una squadra da mettere in campo e possiede delle alternative. Credo sia arrivato anche il momento di responsabilizzare Badiashile e di vederlo realmente all'opera. Se farà bene o farà male, poi si potrà formulare una valutazione, ma bisogna iniziare a capire chi da qui a dicembre può dare una mano importante alla squadra e chi invece si rivelerà un flop sul quale non poter contare. Un altro problema riguarda la catena di sinistra, che ultimamente è quella che mi è piaciuta meno. Con Olivera e Lang non ha funzionato come dovrebbe e bisogna trovare maggiore sinergia, meccanismi e automatismi. Al Napoli servono più uno contro uno e la capacità di creare superiorità numerica anche da quella parte".
Al di là di uomini e moduli, qual è allora il problema principale che Allegri deve risolvere alla ripresa?
"È arrivato il momento di fare punti, pedalare e dimostrare, parlando poco. Questa squadra deve riacquisire la fame, la voglia di vincere e di prendersi i tre punti. Secondo me non ha perso le qualità, ha perso la fame. L'approccio molto buonista di Allegri è una cosa che a me non piace: questa squadra va presa col bastone, va allenata e va fatta lavorare, perché per rendere ha bisogno di lavorare. Allegri ha concesso cinque giorni di riposo. Ma non siamo il Real Madrid o il Barcellona e non abbiamo una rosa composta esclusivamente da giocatori di livello internazionale. Ci sono buoni calciatori, alcuni dei quali sono anche in una fase calante della carriera per una questione d'età. Se la squadra non è stata ringiovanita con elementi freschi, forti e importanti, allora deve compensare attraverso il lavoro. Bisogna sputare sangue e soprattutto ritrovare l'umiltà e la mentalità giusta".
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