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Molaro: "Come prendersela con Allegri se non gli hanno fatto mercato? Mi fanno sorridere..."

Molaro: "Come prendersela con Allegri se non gli hanno fatto mercato? Mi fanno sorridere..."
Oggi alle 16:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Francesco Molaro analizza il momento del Napoli e difende Massimiliano Allegri sul mercato: "Non gli è stato regalato neanche un giocatore".

Francesco Molaro, fondatore di Tuttonapoli, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Cambio modulo? Per me diventa difficilissimo. Chiaramente si può provare perché gli elementi ci sono e, se Beukema sta bene, puoi pensare alla difesa a tre anche con Rafa Marin. Ma la situazione è veramente incredibile e non abbiamo molte alternative. Non so più se sia sfortuna o se ci siano altre ragioni. In passato ho chiamato in causa anche lo staff medico, chiedendomi se funzionasse tutto, perché ormai da due o tre anni il Napoli vive una situazione del genere. Però stavolta Favasuli e Olivera si sono fatti male con le rispettive Nazionali. Questa sosta ci ha nuovamente restituito dei problemi e ci sono ancora altre partite internazionali da giocare. Speriamo almeno che finisca qui".

Che cosa non ti è piaciuto maggiormente del Napoli in questo avvio e su cosa deve lavorare Allegri in vista delle nove partite in meno di un mese?
"L'atteggiamento, ma soprattutto la propensione offensiva. Il Napoli deve segnare e invece non segna: questo è un problema grosso, grossissimo. Per vincere le partite devi fare gol. Poi è sicuramente meglio non subirne, ed è sempre stata una delle prerogative di Allegri, ma quest'anno neppure questo sta funzionando come dovrebbe. Continuo inoltre ad avere dubbi sulla tenuta atletica: questa squadra dopo cinquanta o cinquantacinque minuti sembra stanca e non è possibile".

Pensi che anche la preparazione estiva possa aver inciso sulla condizione fisica della squadra?
"Me lo sto chiedendo. Forse bisogna riflettere anche sulla gestione di ritiri così lunghi e sulle tante doppie sedute. Il calcio è cambiato: ci sono moltissime partite, gli impegni delle Nazionali e calendari sempre più intensi. Vedo squadre che magari fanno una settimana di lavoro intenso e poi tante amichevoli in giro per l'Europa, eppure corrono molto più del Napoli. Non entro nelle strategie dei preparatori, però forse in futuro bisognerebbe ragionare anche su questo aspetto. Non vorrei che la necessità di fare doppie sedute durante i ritiri abbia finito per incidere".

De Bruyne con il Belgio appare molto più brillante rispetto a quanto visto finora nel Napoli. È soltanto una questione legata al tipo di gioco?
"Il tipo di gioco sicuramente incide, però continuo a dire una cosa: De Bruyne è un calciatore di altissimo livello, ma deve capire che non gioca più nel Manchester City, dove accanto aveva calciatori straordinari, e neppure nel Belgio, che resta una Nazionale di grande qualità. A Napoli si trova in un contesto differente. Deve fare due cose: metterci un po' di cuore in più e calarsi maggiormente nella realtà del Napoli. Non può aspettarsi di ritrovare attorno a sé lo stesso contesto tecnico che aveva al City".

Quindi pensi che anche De Bruyne debba adattarsi al Napoli e non soltanto Allegri alle caratteristiche del belga?
"Assolutamente. È evidente che anche la proposta di gioco possa aiutarlo o penalizzarlo, ma l'adattamento deve avvenire da entrambe le parti. De Bruyne deve comprendere il contesto nel quale gioca oggi e dare qualcosa in più anche sotto il profilo emotivo. Con il Belgio lo vediamo correre e giocare in maniera differente. A Napoli serve anche il suo contributo per alzare il livello della squadra".

Quanto pesa, invece, il mercato estivo sulle difficoltà attuali? La società avrebbe potuto consegnare ad Allegri una rosa più completa?
"Si poteva fare molto di più. Oggi, per esempio, vediamo quanto avrebbe potuto essere utile Gutierrez: il Napoli lo aveva acquistato pensando anche al futuro e poi lo ha immediatamente rivenduto. Questo è un problema. Ma soprattutto ad Allegri non è stato fatto il mercato. Mi fanno sorridere quelli che dicono che gli sia stato dato Badiashile perché arriva dal Chelsea: dobbiamo ancora capire in quali condizioni sia e forse lo vedremo contro il Frosinone. Favasuli, invece, è una bellissima scommessa e ha già dimostrato di poter dare qualcosa".

Quindi non consideri i nuovi arrivi sufficienti per parlare di un mercato costruito sulle esigenze di Allegri?
"No. Continuo a dirlo: il mercato ad Allegri non è stato fatto. Né Manna né De Laurentiis gli hanno praticamente regalato un calciatore realmente costruito sulle sue esigenze. Possiamo criticare Allegri, possiamo dirgliene di tutti i colori, ma se non gli fai neppure il mercato diventa davvero difficile chiedergli determinate cose".