Rinnovo McTominay, Imparato: "Temo che sia il suo ultimo anno al Napoli"
Gaetano Imparato, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Credo sia normale che un presidente vada a Castel Volturno, anche se De Laurentiis lo fa raramente. Non penso ci sia stato un blitz megagalattico, ma neppure che siano stati lì a parlare di tutt'altro. Il momento è quello che è. Immagino abbia voluto informarsi sulla situazione degli infortunati, capire cosa abbia in mente Allegri e magari anticipargli che a gennaio la società si muoverà sul mercato, anche per rasserenarlo. Sicuramente non doveva andare lì per dire ad Allegri: 'Vinci altrimenti ti caccio'. L'ipotesi di un esonero oggi per me è una barzelletta. Allegri ha fatto praticamente tutto quello che voleva la società, è un aziendalista e in questo momento, con tutti i suoi difetti, resta l'allenatore che può tirare fuori il Napoli dalle difficoltà".
Lang e Lucca sono stati indicati tra i giocatori chiamati a giocarsi il futuro nelle prossime settimane. Quanto dipenderà anche dalle scelte che il Napoli farà a gennaio?
"Su Lang aspetterei, perché mi sembra un giocatore voglioso di esplodere e anche di sacrificarsi. Su Lucca, se dovesse presentarsi nuovamente un club interessato, la situazione potrebbe essere differente. Ma starei attento anche a ipotizzarlo titolare contro il Frosinone: è una partita da prendere con le molle e Hojlund ha cominciato a segnare. Il Napoli ha già perso terreno e questo non è il momento di fare esperimenti. Il vero problema, però, continua a essere il centrocampo. Il Napoli sembra avere un'allergia all'acquisto di centrocampisti completi, capaci di fare fase difensiva, offensiva e di possesso. In questo momento gli interdittori sono pochissimi: McTominay è appena rientrato, Anguissa è fuori e Lobotka ha caratteristiche differenti. Se vuoi diventare una delle prime dieci o quindici squadre d'Europa devi investire su giocatori di un certo livello. Tutti i problemi del Napoli di oggi, per me, sono riconducibili al centrocampo: quando quel reparto è al massimo puoi giocartela con Inter e Arsenal, quando manca puoi discutere di moduli, diagonali e baricentro quanto vuoi, ma sei destinato a soffrire. Per questo, se a gennaio si deve intervenire, la priorità deve essere lì".
Guardando più avanti, temi una cessione eccellente? In particolare si discute del rinnovo di McTominay e delle sue richieste economiche.
"Su McTominay dico una cosa forte: sarà già una fortuna se non andrà via a gennaio. Non perché me lo auguri, ci mancherebbe, ma perché con le plusvalenze che può generare il Napoli non mi stupirei se arrivasse una grande società con un'offerta enorme. Mourinho lo conosce bene, in Premier sanno perfettamente quanto vale. A gennaio credo comunque che una partenza sia difficile, ma il rischio esiste. Soprattutto, temo che questa possa essere la sua ultima stagione a Napoli. È vero che chiede un ingaggio molto elevato, si parla di otto milioni, e possono essere tanti. Però se vuoi diventare una squadra di un certo spessore devi anche riuscire a trattenere calciatori di questo livello. Puoi provare a trovare un accordo a cifre leggermente inferiori, ma allo stesso tempo devi ringiovanire altri settori della rosa e liberarti progressivamente di chi ha già dato tanto".
La crescita di Vergara da mezzala può essere collegata proprio alla necessità di preparare il Napoli a un futuro senza McTominay?
"È una mia convinzione e nessuno riesce a togliermela. Tutto il lavoro fatto su Vergara, spostandolo dall'esterno destro e insegnandogli a essere più duro e completo a centrocampo, può essere legato anche a questo scenario. In Nazionale abbiamo visto crescere ulteriormente la sua capacità di interdizione. È come se il Napoli stesse pensando: se un giorno va via McTominay, l'erede possiamo averlo già in casa. Vergara avrebbe tranquillamente potuto costruirsi una carriera da attaccante esterno, ma lavorando in mezzo può diventare un centrocampista importante. Ovviamente deve ancora crescere, ma credo possa farcela. Il Napoli, però, deve comunque sapere cosa fare sul mercato e non può pensare che basti soltanto lui".
E per Anguissa e Lobotka quale futuro immagini? Allegri sembra considerarli ancora fondamentali.
"Su Lobotka mi risulta che Allegri abbia fatto poco l'aziendalista e molto l'allenatore, dicendo chiaramente: 'Non me lo toccate'. E lo stesso vale per Anguissa. Il problema è che sul suo rinnovo si continua a tirare e mollare e poi sono arrivati anche gli infortuni, rendendo tutto ancora più complicato. Ma se cominci a perdere anche gli uomini capaci di fare interdizione, allora diventa davvero difficile".
Quindi rinnovare McTominay avrebbe senso soltanto all'interno di un rinnovamento più ampio della rosa?
"Esatto. Il ragionamento economico è giusto: se investi tantissimo per trattenere McTominay, poi hai meno risorse per gli altri reparti. Ma il problema sarebbe rinnovargli il contratto e lasciare tutto il resto com'è. McTominay da solo non può risolvere ogni problema. Devi pensare progressivamente anche alla successione di Politano, Di Lorenzo e degli altri giocatori che inevitabilmente arriveranno alla fine del loro ciclo. Se vuoi convincere un calciatore così importante a restare, devi anche mostrargli una squadra che continua a crescere. Il Napoli deve iniziare a programmare adesso il futuro".
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