Ds Lazio annuncia sul caso Romagnoli: "Mi riserverò di agire per vie legali"

Ds Lazio annuncia sul caso Romagnoli: "Mi riserverò di agire per vie legali"TuttoNapoli.net
Oggi alle 21:10Serie A
di Pierpaolo Matrone

Nel corso della conferenza stampa odierna, il direttore sportivo biancoceleste Angelo Fabiani ha analizzato nei dettagli il caso Romagnoli. Queste tutte le sue dichiarazioni in merito: "Prendiamo il caso Romagnoli, ne ho sentite di tutti i colori e mi riserverò di agire per vie legali proprio per difendere la Lazio e l'onorabilità dei suoi tifosi. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione che ci sono dei professionisti e degli impiegati che operano giorno e notte per il bene della Lazio. Chi vi parla viene da un anno tremendo per vicende familiari, ma non ha mai fatto mancare il supporto alla società, ai giocatori e allo staff. È brutto dirlo, ma il giorno in cui mio nipote si toglie un rene io non c'ero, ero qui per lavorare al servizio della Lazio. Si può discutere poi sul rendimento, se avrò fatto bene o male lo dirà il tempo, ma da qualche anno a questa parte ho gettato le basi per far sì che chi mi succederà per coltivare quelle ambizioni che ogni squadra deve avere troverà basi solide, roba che non ho trovato io. Dal settore giovanile alla squadra femminile, gestire giocatori che non hanno mai calcato il prato dell'Olimpico. Io sono una persona seria e coerente, vi chiedo scusa se durante il mercato non ho risposto, non sono uno di quei dirigenti che fa la corsa a dare la notizia. Dare una notizia qualche volta significa bruciare l'operazione, molte operazioni sono state bruciate da gruppi che non si fanno scrupolo nel guadagnare soldi. Non credo che nella storia ci sia un dirigente che abbia denunziato mediatori e presunti tali che volevano recare un danno al mondo Lazio. Questo è il rispetto che debbo portare al mondo Lazio, non le chiacchiere e non facendomi bello perché ho fatto 60/70 milioni di plusvalenze con giocatori acquistati a poco meno della metà e che tra l'altro non erano stati messi sul mercato né dal sottoscritto né dal presidente Lotito. Io non mi sono mai nascosto dietro la proprietà e non vado al guinzaglio di questo o quel presidente, in tante società ho imposto le mie idee. Nel bene o nel male poi queste idee hanno prodotto qualcosa di positivo a quelle società, mi dispiace quando vengono a dirmi che Massimo Piscedda ritiene la categoria dei direttori sportivi dei maggiordomi, premesso che neanche dispiacerebbe tanto servire a tavola perché sono una persona umile, al suo contrario. Se gli faccio la scheda tecnica poi mi diverto io, certe cose venite a dirmele in faccia. Pensate che io sia il servo sciocco dei procuratori? Io sono al servizio della Lazio e della sua comunità, prendere o lasciare. Sono disposto, caro Luciano Moggi, di fare un confronto pubblico. Troppo comodo e troppo facile parlare senza il contraddittorio, ma sono stato tirato per la giacchetta. A questi cantastorie dico che se vogliono un confronto pubblico mi chiamassero. Dico poi al signor Luciano Moggi che i libri non vanno romanzati scrivendo cazzate, bisogna scrivere la verità. A Massimo (Piscedda, ndr), per il quale nutro anche affetto, dico di mettere in moto il cervello prima di parlare, non fare il capopopolo. Non lo trovo corretto, aver fatto 60 partite in Serie A non ti dà il diritto di avere in tasca la verità assoluta. Io devo ringraziare pubblicamente Romagnoli, che in tutta questa vicenda è stato l'unico a usare il buon senso. Non credo che abbia rifiutato il trasferimento perché non sapeva, credo abbia rifiutato perché ha fatto delle considerazioni. Se ha rifiutato per principio questo gli fa ancora più onore, ma devono sapere questi signori che non si sono comportati bene, questi signori che risponderanno compreso Raiola dovranno spiegare davanti a un magistrato se erano al corrente o meno delle condizioni che loro ci avevano imposto. Io posso dimostrare con messaggi e con mail, loro dimostrano solo di essere degli ignoranti, arroganti che si permettono di dire che alle ore 20 negli uffici della Lazio non c'era nessuno. Ho detto prima che non sono stato all'ospedale da mio nipote e mi vergogno di questo, mi assumo tutte le mie responsabilità, ma questi soggetti che pensano che la Lazio sia la vigna dei coglioni non avranno la vita facile. Non lo posso tollerare, poi vorrei dire un'ultima cosa, qui non bisogna fare come i ladri di Pisa che di giorno stanno litigati e la sera vanno a rubare insieme. Qui bisogna essere tutti coerenti e dico Lotito, Fabiani, Sarri, calciatori e inservienti, reparto medico, tutti. Qui non bisogna mettersi la giacca con lo stemma della Lazio e questo è sufficiente per fare, qui bisogna mettersi in testa che la Lazio è di tutti, la Lazio ha un attuale presidente che la governa. Bene o male non lo so e non mi frega niente, io so solo quello che faccio io e la Lazio è un patrimonio di tutti i tifosi, della città. E se devo dirvela tutta mi consentirà una bacchettata il presidente, forse con la sua generosità alcuni collaboratori gli raccontassero verità diverse, accumulando problemi su problemi. Quando vi dico che mi sono ritrovato a gestire una situazione al limite dico la verità, la sacrosanta verità. Sono arrivato alla soglia dei 65 anni e faccio questo lavoro per vera passione, non per un discorso economico. Il presidente me l'ha detto del contratto, io non lo faccio per soldi, in Serie C guadagnano più di me. Faccio questo lavoro per passione e per amore, non prendo per il culo nessuno. Smettiamola di fare i capopopoli, i tifosi capiscono e sanno. Ricordate che il popolo è vulnerabile, oggi ti porta in cielo ma come si accorge che lo prendi per il culo ti lascia. Spero che questo messaggio arrivi ai mercanti, interni ed esterni. Fino a quando ci sarà Fabiani nessuno sfrutterà la Lazio".

E ancora: "Oggi abbiamo giocatori richiesti sul mercato che abbiamo bloccato, da Noslin a Rovella e Tavares, ma ci sono giocatori che sono qui da cinque anni con contratti importanti e rientrano nel Costo del Lavoro Allargato. C'è molta gente che apre bocca e gli dà fiato senza sapere come funziona una società, questo intossica l'ambiente perché il tifoso vuole sognare. Se volete vi faccio vedere i contratti firmati con la squadra in cui sarebbe andato Romagnoli, andando anche contro un comunicato ma parlando con la società e l'allenatore. Se l'operazione è saltata non è colpa di qualcuno a Formello, il tempo di telegrafi e fax è finito, bastava una firma ma se a quel poveraccio di Romagnoli non viene detto come stanno le cose cosa c'entra. Questo fa onore a Romagnoli, qui non c'è discussione, ci sono sorrisi. Questa storia fa solo onore ad Alessio Romagnoli".