Conte-Italia, Sabatini: "Sarebbe un atto di coraggio, ma non avrei nulla da eccepire"
Il campionato ha già preso una direzione chiara, ma non è ancora tempo di verdetti. Ne è convinto Walter Sabatini, che analizza la corsa al titolo senza sbilanciarsi troppo: “Non è finito naturalmente, si sta indirizzando verso una città, ma non possiamo considerarlo chiuso”. Un pensiero rafforzato dai numeri, ma non definitivo: “Statistica e aritmetica portano a una soluzione chiara, però le partite vanno giocate”, le sue parole a Tuttosport.
Tra i temi caldi, anche il confronto tra Como e Inter. Sabatini spende parole importanti per Cristian Chivu: “Lo ammiro molto, ha salvato il Parma senza fare barricate e ora si sta confermando. L’Inter gioca bene, e con Lautaro Martínez tutto diventa più semplice”. Sul fronte opposto, elogi anche per Cesc Fàbregas: “È il nuovo che avanza, il suo è un calcio provocatorio, fatto di personalità e coraggio”.
Non mancano i giudizi sulla Nazionale. Sabatini respinge le critiche agli azzurri: “Non credo stiano rendendo male, il problema è che certe partite arrivano in condizioni precarie”. E sui fischi a Alessandro Bastoni è netto: “Non mi piacciono, è un ragazzo forte e sarà aiutato dal gruppo”. Infine, uno sguardo al Napoli e a Antonio Conte: “Devono crederci fino alla fine. Politano è il miglior trequartista italiano e Conte continuerà a lavorare duro”. Sull’ipotesi di Conte in Nazionale, chiude così: “Non avrei nulla da eccepire, è un atto di coraggio”.
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