L'editoriale di Chiariello: "Siamo sull'orlo del baratro e siete tutti contenti? Io sarei inca**ato nero!”
Il giornalista Umberto Chiariello, nel corso del suo editoriale a 'Campania Sport' su Canale 21, ha espresso tutta la propria amarezza per il pareggio per 1-1 tra Napoli e Lazio, contestando soprattutto il clima di soddisfazione che avrebbe accompagnato il risultato del Maradona “Io non capisco perché ci sia questo clima quasi gioioso per aver pareggiato con la Lazio. Ho visto Allegri, Rrahmani, ho saputo che lo spogliatoio è sereno. Questo pareggio è stato accolto benissimo. Io non ho mai visto un'azienda nella quale si fallisce l'obiettivo aziendale e si è contenti. Ma avete capito che oggi c'era un solo risultato possibile per il Napoli? Bisognava vincere per alimentare le speranze di mantenere vivo l'obiettivo aziendale, che è quello di rientrare in Champions League. Perché la situazione di De Laurentiis non è mai stata così grave come adesso”.
“Senza Champions il bilancio va in perdita, la situazione economica non è florida”
Il giornalista ha ripercorso le scelte societarie successive agli ultimi scudetti, soffermandosi sugli investimenti effettuati durante il biennio di Antonio Conte e sulle difficoltà che il Napoli potrebbe incontrare in caso di mancata qualificazione alla Champions: “Il biennio di Conte, sul piano dei risultati, è stato straordinario come mai nella storia. Mai un allenatore era arrivato, aveva conquistato un primo e un secondo posto e vinto una Supercoppa. Ora, invece, la squadra è vecchia e le plusvalenze che può realizzare sono davvero poche. Se il Napoli perde gli introiti della Champions League, il bilancio va in perdita. C'è il costo del lavoro allargato, il cosiddetto CLA, che è arrivato al limite, al punto che nel mercato di gennaio il Napoli ha dovuto operare a saldo zero. La situazione economica non è affatto florida e i soldi della Champions servirebbero come il pane. Il Napoli si ritrova con gli investimenti del biennio Conte, 400 milioni di euro, che si sono trasformati in crisuommoli rimasti sullo stomaco del Napoli, giocatori che non si riescono a piazzare e che sono stati strapagati”.
“Allegri ha sbagliato la formazione, ma non va esonerato: lo spogliatoio è con lui”
Passando all'analisi della partita, Chiariello ha criticato le scelte iniziali di Massimiliano Allegri, soprattutto per quanto riguarda la fascia destra, dove la Lazio ha creato numerose difficoltà agli azzurri: “Dopo il primo tempo capisco anche perché, visto che tatticamente e dal punto di vista del gioco la Lazio è stata migliore del Napoli. Vedere Vergara fare il Politano, praticamente il terzino, a me fa piangere il cuore. Vedere quella fascia destra, che era il nostro punto di forza, devastata in lungo e in largo dalla Lazio, mi fa piangere il cuore. La scelta iniziale di Allegri è stata assolutamente improvvida, perché nel primo tempo la Lazio ci ha sfondato proprio da quella parte. Il fatto che il Napoli abbia reagito bene e disputato un buon secondo tempo certifica soltanto una cosa positiva: la squadra non è contro l'allenatore. Perciò continuo a sostenere che Allegri non debba essere cacciato, perché un allenatore va esonerato soltanto quando ha lo spogliatoio contro oppure quando ha perso completamente il controllo della situazione”.
“La Lazio funziona, quanti dei loro giocatori sarebbero titolari nel Napoli?”
Il giornalista ha poi evidenziato la differenza tra il rendimento delle due squadre, sottolineando come Gennaro Gattuso sia riuscito a valorizzare diversi calciatori che in precedenza non avevano trovato continuità: “Questa squadra ha disputato cinque confronti diretti. Sapete quanti ne ha vinti? Zero. Ha perso con il Como in casa, con l'Inter e con la Juventus. Ha pareggiato con Roma e Lazio in casa e deve ancora andare due volte all'Olimpico. La Lazio resta in testa alla classifica con 29 punti, ben 14 in più del Napoli alla sosta di novembre. Eppure questa squadra oggi ha valorizzato tutti. Mandas sta disputando un campionato meraviglioso, Taylor e Frattesi sono due mezzali di livello, Isaksen è diventato un'ala di grande rilievo. E Noslin è un giocatore totalmente diverso rispetto al passato. Perché? Perché questa è una squadra che funziona. Ma vogliamo confrontare i loro giocatori con i nostri? Quanti, sulla carta, giocherebbero titolari nel Napoli? Due? Forse tre?”.
“Il moribondo non è morto, ma il Napoli resta grave. Allegri sorride e io sarei incazzato nero”
Nella conclusione del suo editoriale, Chiariello ha utilizzato una metafora particolarmente dura per descrivere la situazione del Napoli, criticando la serenità mostrata dall'ambiente dopo un pareggio che non modifica in maniera significativa la classifica: “Siamo contenti, perché oggi abbiamo avuto una notizia: il moribondo non è morto. Rimane però grave, perché il Napoli è decimo in classifica e non vince. Anche quando ha rimontato la partita e sembrava poterla azzannare alla gola, non è stato capace di vincerla. Allegri è rimasto in panchina, non è stato cacciato. De Laurentiis ha tirato un sospiro di sollievo, perché non vuole buttare i 27 milioni di euro previsti dal contratto che ha firmato con questo allenatore. Insomma, siamo arrivati sul ciglio del baratro e non siamo caduti di sotto, ma abbiamo ancora due ruote nel vuoto. E siete tutti contenti? Beati voi. Io sarei incazzato nero. Invece ho visto Allegri sereno, Rrahmani sorridente, i ragazzi uscire tranquilli. Il pericolo è scampato. Conte avrebbe detto che lui il morto non lo avrebbe accompagnato. Il moribondo, invece, Allegri sì. E a me non sembra affatto una buona notizia”.
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