Lo Monaco: “Il sorriso beffardo di Garcia a un giornalista è sembrata una presa per i fondelli”

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pietro Lo Monaco, direttore sportivo.
19.09.2023 07:15 di  Francesco Carbone   vedi letture
Lo Monaco: “Il sorriso beffardo di Garcia a un giornalista è sembrata una presa per i fondelli”
TuttoNapoli.net

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pietro Lo Monaco, direttore sportivo.

Più fragoroso il 2-2 del Napoli o il 5-1 del Milan?

“Il 5-1 rimediato dai rossoneri fa scalpore per l’entità del punteggio. Al di là di quanto ampiamente meritato dall’Inter, è un punteggio che mi pare esagerato per le dinamiche del match. Una volta che si perdono le misure ci sta tornare a casa con 4 o 5 gol sul groppone. Quello del Napoli fa, a mio avviso, più fragore in quanto potrebbe essere la lampadina che si accende su una miriade di problemi, figli di un certo comportamento che va ravvisato già dalla fine dello scorso campionato. C’erano state delle avvisaglie che si sono trasferite nei fatti accaduti oggi. Il Napoli, infatti, pur avendo vinto scudetto dopo trentatré anni, e con un autostrada per confermarsi e crescere ulteriormente, vede andar via l’allenatore, il direttore sportivo, il preparatore atletico, il responsabile marketing, colui che era stato designato come miglior difensore centrale della Serie A. Sono cose che fanno sorgere grandi dubbi… Poi, c’è stata una telenovela estiva dove abbiamo assistito a quel che chiamo ‘il grande palcoscenico’ di teatro, in cui il grande protagonista è stato il Marchese del Grillo. Un nomignolo simpatico che descrive i comportamenti e gli atteggiamenti del presidente. Con l’addio dell’allenatore, da inesperto, si è sminuito il suo addio e la sua importanza, pensando di potervi sopperire facilmente. Si è dichiarato, inoltre, che il direttore sportivo, in un club, non conta niente, salvo sostituirlo in un certo modo. Per sopperire all’addio di Kim si è fatto leva su tutta la forza dello scouting per individuare un calciatore che, ad oggi, non ha ancora svolto un minuto, e mi pare non goda delle simpatie del tecnico. La scelta dell’allenatore, poi, dopo i tanti nomi delle prime settimane, è ricaduta su un tecnico lontano dal calcio che conta da tanto tempo. Sono scelte che, alla fine, si pagano. Lo stesso Garcia pensava di potersi inventare qualcosa di nuovo. Il Napoli però era una macchina perfetta, con effettivi che si muovevano all’unisono nell’espressione di un calcio straordinario. Come si fa a non capire, tuttavia, che, se altero determinati equilibri, spostando un elemento della catena, come Zielinski, in fase avanzata, gli effetti saranno deleteri? Il Napoli è stato messo a disagio nell’espressione del suo calcio! Se da campione in carica mi presento al Marassi con la coppia Ostigard-Juan Jesus, comprimari della scorsa stagione, qualche domanda da porsi c’è… Naturalmente sussistono anche problemi atletici. Ciononostante, dopo quattro gare i punti di distanza dalla capolista sono già cinque. Se non è un campanello d’allarme questo…”.

La gestione dello spogliatoio, ed il rapporto con la squadra, potrebbe essere un ulteriore problema per Rudi Garcia?

“Che gli uomini siano diversi è innegabile. Basti pensare soltanto alla capacità di tenere una conferenza di Luciano Spalletti, rispetto a Rudi Garcia. Il sorrisino beffardo del francese dinnanzi alle domande dei giornalisti sembra quasi lasciare intendere una presa per i fondelli. Non escludo che possa trattarsi anche di un disagio del tecnico. Affrontare tutta questa negatività non è semplice. Tuttavia, accettare Napoli, dopo il tricolore, voleva dire mettere in preventivo tali difficoltà. Soprattutto, non c’era bisogno di alterare i suoi equilibri”.

L’involuzione azzurra potrebbe portare ad un cambio di modulo da parte di Garcia?

“L’allenatore ci sta provando. Per larghi tratti della gara il Napoli ha provato a passare al 4-2-3-1. Il Napoli, però, non ha questo modulo nelle corde. Nel tempo potrebbe tentare di esprimersi efficacemente con tale impostazione, ma ci vorrà tempo. Se questo dovrà essere il percorso, andrà posto un velo pietoso sulle ambizioni della squadra, dichiarando si tratti di una stagione di transizione. Ciò detto, mi auguro che il gruppo ritrovi l’animus pugnante, il carattere per imporsi di nuovo”.

Il mediatore del gruppo, ovvero il direttore sportivo, cosa può fare per dare una svolta anche mentale a questo Napoli?

“Il ruolo del direttore sportivo è importante. Giuntoli, infatti, ha ricoperto un ruolo cruciale, nella gestione del gruppo, al fianco di Spalletti. È il primo baluardo tra tecnico e squadra. Ciononostante, con tutto il rispetto per Mauro Meluso, per cui nutro grande considerazione, sono convinto che la squadra lo abbia già depotenziando. Le dichiarazioni sull’inutilità del DS vanno in tal senso. Il Marchese ha destabilizzato il ruolo. Se non si ha la forza per svolgere il proprio lavoro, si è inefficaci, anche per la gestione di situazioni delicate come quelle attuali”.