Roma, Dovbyk: "L'estate scorsa fui vicino al Milan di Allegri. Ora voglio capire il mio futuro"
Dal mancato trasferimento all'Atletico Madrid fino ai dubbi sul futuro alla Roma. Artem Dovbyk ha ripercorso gli ultimi anni della sua carriera in una lunga intervista concessa al canale YouTube ucraino Rosso Dritto, soffermandosi anche sull'esperienza vissuta in maglia giallorossa.
L'attaccante ucraino ha raccontato come la scelta di trasferirsi nella Capitale sia nata soprattutto dal rapporto instaurato con Daniele De Rossi: "Con l'Atletico era tutto fatto, poi improvvisamente non arrivavano più risposte. De Rossi mi chiamò e tra noi ci fu subito sintonia. Gli diedi la mia parola e la mantenni, anche quando l'Atletico tornò a farsi vivo. Non avrei mai immaginato che venisse esonerato dopo sole tre partite. Dopo Totti è la più grande leggenda della Roma, mi sembrò qualcosa di irreale". Dovbyk ha poi ricordato le difficoltà della stagione, vissuta con tre allenatori: "Abbiamo perso tante partite, i tifosi ci fischiavano davanti a 70mila persone. Poi è arrivato Ranieri, un uomo molto saggio. Nonostante tutto ho segnato 17 gol".
Sull'ultima stagione e il presente: "Per me questa stagione è stata un fallimento, anche per gli infortuni. In estate sono stato vicino al Milan, poi a gennaio c'era il West Ham, ma volevo finire la stagione alla Roma. Adesso voglio capire se c'è ancora spazio per me".
Su Gasperini: "Credo che saranno gli allenamenti più duri della mia carriera. Malinovskyi mi ha tranquillizzato: 'Nessuno è morto, quindi andrà tutto bene'".
Sull'Olimpico aggiunge: "L'atmosfera è incredibile, qui il calcio si vive in modo totale. A Roma o sei un re o cadi".
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