Bucchioni: "Napoli seconda forza del campionato. Gabriel Jesus? Può fare ancora la differenza"
Enzo Bucchioni, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.
Sembrerebbe molto vicina la cessione di Noa Lang al Galatasaray, per far spazio magari a Gabriel Jesus. Tu cosa ne pensi?
"Sì, questa è una strategia del Napoli che è molto chiara dall'inizio di questo mercato che non ha eccitato più di tanto i tifosi, però è un mercato molto razionale, oculato. Va a coprire quelle caselle che erano rimaste vuote e finalmente è arrivato il difensore centrale, l'esterno destro e per fare le altre operazioni tipo Jesus devi necessariamente sfoltire una rosa, una rosa molto vasta, ampia, che ti porta poi anche quei soldi che puoi reinvestire. Il discorso è stato chiarissimo da parte di De Laurentiis già diversi mesi fa. Questo doveva fare il Napoli: una rosa da sfoltire, dei soldi da recuperare per gli investimenti che ne sono stati fatti negli anni scorsi e questo sta succedendo. De Laurentiis ha visto uno dopo l'altro, Lukaku e ora toccherà anche agli altri, toccherà Lang, toccherà agli altri esuberi e con questo, chiamiamolo tesoretto, con questo recupero di risorse e anche l'abbassamento del monte ingaggi, ovviamente perché sono stipendi che se ne vanno, puoi concentrarti magari a dare un ingaggio superiore a uno come Jesus che secondo me può ancora fare la differenza nel campionato italiano e nel ruolo che lo vedremmo bene tutti quanti alle spalle di Hojlund in questo Napoli che sta nascendo."
Forse l'unica cosa che si può contestare al Napoli è di essere andato un po' lungo con i tempi, possiamo dirlo?
"Sono andati tutti lunghi, sì, lo puoi contestare al Napoli ma lo devi contestare anche all'Inter, lo devi contestare al Milan, lo devi contestare a tutte le società che hanno tanti giocatori da vendere. Il mercato è così, soldi non ce ne sono, fai fatica a vendere sotto tutte le latitudini, fai fatica a vendere in Francia, in Premier, ci sono società, l'ho provato dappertutto, ci sono tanti. Pensa al Milan quanti giocatori ancora lì in parcheggio non riesce a vendere, a cominciare da Leao, che sono giocatori tutti di alto livello. Anche il Napoli è frutto dei mercati degli anni precedenti, di giocatori che hanno legato con Conte, che ora sono lì, vanno recuperati, quindi è un mercato che va a rilento per tutti. Anche il Napoli sì, poteva fare prima, poteva fare meglio, il campionato comincia sabato, quindi siamo assolutamente alle porte, però mentre squadre come il Milan devono essere reimpostate, devono essere ricostruite con un allenatore nuovo, ma anche la Juventus deve essere ricostruita parecchio perché è il primo anno di Spalletti dall'inizio, il Napoli ha già una struttura consolidata. È una squadra, come dicevo prima, che ha bisogno di pochi ritocchi oculati, una squadra che se ci mettiamo lì a fare la formazione la facciamo e vedi che non ci sono caselle vuote o punti interrogativi. C'è qualcosa da fare per arricchire e questo arricchimento lo puoi fare anche negli ultimi giorni di mercato. Mancano circa due settimane, poco più, poco meno, i tempi ci sono ancora e in genere aspetti anche perché, perché magari qualche giocatore che non si è riuscito a piazzare ora o venti giorni fa o un mese fa, alcune squadre poi si accorgono di avere bisogno di uno come Lang e magari negli ultimi giorni riesci a ottenere quello che non si era riuscito a fare nelle settimane precedenti."
Abbiamo visto tanti sistemi di gioco differenti, Allegri si divertirà molto secondo me a ruotare le risorse, a sistemare i moduli in funzione anche dell'avversario ma anche dello stato di forma dei calciatori di maggiore qualità.
"Sì, sono molto curioso anch'io perché abbiamo visto Allegri negli ultimi anni che ha giocato prevalentemente con il 3-5-2, però nella sua carriera e come sta dimostrando anche a Napoli ha fatto anche il 4-3-3, 4-2-3-1. L'importante è, quando noi parliamo di moduli e ci divertiamo come se venissimo tutti da Coverciano, avere dei giocatori utili, dei giocatori che sappiano fare più cose e sappiano giocare in più sistemi di gioco. Io credo che a Napoli ci sia questa possibilità e allora potremmo anche ritrovare l'Allegri, quello di prima fascia, l'Allegri che ha vinto tanto alla Juventus e non solo, che aveva la disponibilità della rosa, aveva una rosa, il primo Allegri ovviamente, il secondo la Juve ha faticato un po' di più, aveva una rosa alla quale poteva chiedere anche da una partita all'altra il cambio di modulo. Non è facile, però è proprio una caratteristica secondo me delle grandi squadre, di squadre mature con giocatori che sanno fare più cose. Io credo che Allegri lì a Napoli possa trovare terreno fertile per fare questo tipo di calcio che non gli è riuscito negli ultimi anni. Ora abbiamo visto prevalentemente è partito col 4-3-3, anche perché ha tanti esterni, il Napoli ha tanti esterni e di valore, quindi è giusto giocare così, però sono convinto che in certe situazioni, in certi momenti, come dicevi, di forma o situazioni particolari, il ritorno al vecchio 3-5-2 può essere comunque la soluzione."
Siamo alle porte della prima giornata di campionato e tanti allenatori dicono sempre che il mercato dura troppo: "Io non posso giocare le partite con il mercato aperto, mi rovinano le partite, mi rovinano le rose". Sei d'accordo con questa frase che spesso dicono tanti allenatori?
"Noi non dovremmo dirlo, perché io collaboro a un giornale online che si chiama TuttoMercatoWeb, quindi il mercato è la nostra fortuna, dovrebbe essere aperto 360 giorni all'anno, magari. In effetti poi alla fine lo è, però dobbiamo dare ragione agli allenatori, anche perché diciamo la verità, poi raccontiamo quello che succede ogni anno e lo stavamo dicendo poco fa: il mercato sta aperto tre mesi, poi se vai a vedere anche dal punto di vista numerico gli affari li fai nelle ultime due settimane, le trattative si concludono tutte nelle ultime due settimane. Allora non è che voglio bloccare il mercato, per carità, poi ti ripeto che comunque le trattative sotto banco vanno avanti tutto l'anno, ma cosa costerebbe dire il mercato si chiude 24 ore prima dell'inizio del campionato? Mi sembrerebbe una cosa talmente logica, perché togli 15 giorni, 15 giorni di cosa? 15 giorni che potresti spostare indietro, perché se il campionato comincia sabato, se dicessimo venerdì si chiude il mercato, questi affari li avrebbero fatti prima, perché ad agosto sai che hai ancora 15 giorni, te lo tiri avanti con queste trattative. È un problema di mettersi d'accordo sul dire: quando ci sono i campionati in corso il mercato è chiuso. Ma il discorso vale a maggior ragione per il mese di gennaio. Una volta, all'epoca dei dinosauri probabilmente, ma io non lo ricordo, il mercato si faceva nelle due settimane quando i giocatori hanno le ferie invernali, chiamiamole così, oppure il campionato ha uno stop e lo facevi in quel lasso di tempo lì, per dar modo appunto di cambiare casacca, di passare. Oggi succede che una domenica gioca un giocatore con una squadra e la domenica dopo gioca con un'altra. È vero che siamo ormai abituati a questo tipo di situazioni, però l'esagerazione è evidente che ci sia. È altrettanto evidente che gli allenatori facciano fatica ad assemblare le squadre, poi il conto i tifosi lo chiedono a loro."
Girano pochi soldi e le idee ci sono, però evidentemente non c'è nemmeno più la volontà di poter investire così tanto, parlo soprattutto di alcune realtà in particolare.
"Sì, sì, è vero, è vero anche questo, però dal punto di vista temporale innanzitutto tutti i campionati dovrebbero cominciare lo stesso giorno, quindi lì sarebbe molto più facile dire il mercato si chiude 24 ore prima. Ora ci sono sempre delle finestre, ci sono campionati che cominciano prima, campionati che cominciano dopo, c'è un po' di caos nell'organizzazione calcistica. Tu hai citato comunque una squadra, una società come il Chelsea, al quale io proibirei, se fossi un dirigente calcistico, di farlo, ma a tutti. C'è bisogno di andare verso un contingentamento dei numeri dei giocatori, dobbiamo mettere un paletto, dobbiamo dire alle grandi società, a quelle che magari fanno 50-55 partite l'anno sulla carta, bene, queste possono avere al massimo 35 giocatori. Sono arrivate ad avere 60, è un'esagerazione e parallelamente bisogna mettere il monte ingaggi e il contingentamento della rosa, altrimenti questo calcio non riuscirà mai a frenarlo. Ogni anno lo diciamo e ogni anno i Chelsea aumentano. Il Chelsea è una roba che non si può vedere razionalmente, quanti soldi hanno buttato, quanti talenti hanno sprecato negli anni, hanno bruciato, perché basta una partita giocata male, vai fuori nel Chelsea, perché tanto ce ne sono altri due dietro che valgono più o meno quanto te. Infatti quando Palestra ha scelto di andare al Chelsea non sono stato molto favorevole a questa idea, perché è un ragazzo talentuoso, straordinario secondo me, diventerà un campionissimo, però i rischi sono molto alti, perché nel ruolo c'è concorrenza, ci sono tanti altri fattori. Quindi non è un bell'esempio il Chelsea, perché purtroppo fa parte di questo mondo pieno di eccessi e lì è l'eccesso dell'eccesso."
Io penso che la Premier League prima o poi, non so quando, colerà a picco con tutti questi stipendi alti, con tutti questi prezzi esorbitanti. Vedremo.
"Secondo me la bolla sta arrivando."
Come arriva il Napoli alla trasferta di Genova?
"Arriva con le sue convinzioni, con la serenità che gli ha dato la preparazione. Questo allenatore è stato preso apposta per alzare il piede dall'acceleratore, per rimettere le motivazioni giuste, per ottimizzare la rosa, per ottimizzare il lavoro, quindi è una squadra che non sentirà quelle pressioni che a volte l'hanno condizionata, però è una squadra che è consapevole della sua forza, del suo valore. Magari Allegri chiederà di fare un gioco più semplice, più basico, però con tante altre componenti che sono le motivazioni, che sono appunto il sollevare i giocatori dal peso della responsabilità che a volte hanno fatto rendere meno alcuni giocatori che caratterialmente non sono pronti. Quindi quello che dicevo prima, un'ottimizzazione del lavoro, Allegri è un grande ottimizzatore, quindi vai a Genova con la consapevolezza che il Napoli è la seconda forza del campionato, perché questa è la realtà delle cose. Per me l'Inter ovviamente è la più forte, dopo ci metto il Napoli, al terzo posto ci metto la Juventus, quindi hai questa consapevolezza che ti deriva anche da quello che ha fatto negli ultimi anni. Qui parliamo di una squadra ormai matura, di un ambiente che ha vinto due scudetti in tre anni, non va mai dimenticato, la crescita c'è stata, quindi parti, pronti via, sei una grande squadra e le altre sanno che guardando te in faccia sei più forte, quindi non vedo nessun tipo di problemi. Problemi, voglio dire, normali, ovvi, di un avvio di stagione, con un nuovo allenatore, ci saranno dei meccanismi da amalgamare, ovvio, delle incognite in cui puoi incappare durante la stagione, durante gli inizi, comunque ti devi conoscere, un po' un punto interrogativo. Questa, hai ragione, in tutte le partite il nuovo inizio ti dà sempre qualche preoccupazione, qualche ansia, perché non sai, anche dal punto di vista emozionale, sei pronto o non sei pronto, il lavoro che fai, ti carichi di lavoro. Magari le squadre più piccole, ora non so come lavora De Rossi, ma magari le squadre più piccole fanno il lavoro meno intenso, perché devono fare i punti subito, quindi la prima gara è sempre difficile affrontarla. Però ti ripeto, questa è una squadra piena di giocatori che sanno, poi ce ne sono diversi che arrivano dai Mondiali, le fatiche. Sarà una stagione anomala sotto questo aspetto, perché ce lo racconta la storia, negli anni dopo i Mondiali qualche sorpresa c'è sempre, soprattutto le squadre che hanno impiegato tanti giocatori qualche difficoltà ce l'hanno, perché il rendimento dei mondialisti, chiamiamoli così, non è sempre all'altezza delle loro possibilità, o quantomeno è sempre altalenante. Quindi anche questa è una variabile, il post Mondiale è sempre una stagione con qualche sorpresa."
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