Geolier, anche Rolling Stone lo celebra: "In napoletano in una dimensione internazionale!"

Geolier, anche Rolling Stone lo celebra: "In napoletano in una dimensione internazionale!"
Tutti pazzi per Geolier, il racconto della prima serata al Maradona e di tutta Italia che impara le sue canzoni

Tutta Italia celebra Geolier, protagonista da anni delle classifiche italiane ed anche degli stadi. Clamorosa la prima serata al Maradona con l'ingresso in scena anche di 50 Cent, leggenda dell’hip hop mondiale, mandando in delirio il pubblico del Maradona. La serata è stata celebrata anche dagli esperti di RollingStone Italia come in questo breve estratto: "È l’incontro fra il flow di Secondigliano e quello di New York, fra due periferie che parlano lingue diverse ma riconoscono lo stesso immaginario urbano fatto di riscatto e identità. L’impianto di Fuorigrotta esplode in un boato da goal del Napoli e, per qualche istante, sembra di assistere al definitivo ingresso del rap italiano in una dimensione internazionale, pur conservando la propria lingua e la propria identità, si legge.

Geolier va anche oltre i numeri degli stadi. Non riempie solo uno stadio, ma "ne diventa linguaggio". Ed attenzione:  "Non come rivendicazione folkloristica, ma come lingua madre di una nuova generazione che non sente più il bisogno di tradursi". "Una periferia diventa centro culturale. Secondigliano smette di essere soltanto un luogo geografico e diventa un simbolo universale, riconoscibile da chiunque sia cresciuto ai margini di una grande città".  

La partenza è dal quartiere, le radici, dove nasce il fenomeno Geolier: "Per anni il mercato musicale italiano ha sostenuto che per raggiungere il grande pubblico fosse necessario attenuare il dialetto, renderlo più accessibile. Geolier ha fatto il contrario. Non ha mai tradotto Napoli. Ha chiesto all’Italia di impararne la lingua. E l’Italia lo sta facendo. Il napoletano non è un limite commerciale, ma un elemento identitario". Ed il suo Rione Gescal non viene mai raccontato come semplice quartiere difficile, ma "diventa metafora, il simbolo di tutte le periferie del mondo, di quei ragazzi che crescono ai margini".