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Crisi Napoli, Bucchioni: "Allegri scelta incauta! Temo possa ripetersi l'anno del 10° posto"

Crisi Napoli, Bucchioni: "Allegri scelta incauta! Temo possa ripetersi l'anno del 10° posto"
Oggi alle 18:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Bucchioni analizza la crisi del Napoli: "È una situazione da fine ciclo, serve una rivoluzione". Poi su Allegri: "Il suo calcio non piace ai giocatori".

Enzo Bucchioni, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Esonero Allegri? È evidente che il presidente ci penserà cento volte prima di compiere un passo del genere. Parliamo di un impegno economico enorme, ma i problemi del Napoli vanno oltre Allegri e riguardano anche le scelte della società. Quando Conte disse che non voleva partecipare a un funerale, aveva già fatto capire che questa squadra era arrivata alla fine di un ciclo. Anche l'anno scorso aveva faticato a tenerla sulla corda, tra infortuni e difficoltà. Si sperava che Allegri, con il suo carisma e la sua storia, potesse riattivare il gruppo, ma non è successo. Ho la sensazione che questa possa diventare un'altra stagione come quella successiva al primo Scudetto. La differenza è che stavolta, alla fine, bisognerà probabilmente azzerare tutto e ripartire con una squadra profondamente diversa. È una situazione da fine ciclo e se ne esce soltanto attraverso una rivoluzione".

Che tipo di reazione ti aspetti dal Napoli contro la Lazio dopo quanto accaduto nelle ultime partite?

"Faccio fatica a rispondere, perché in una situazione normale direi che serve una partita della svolta. Bisognerebbe ritrovare energie, carattere, senso di appartenenza e rispetto per il pubblico. Ma questa squadra è ancora in grado di avere una reazione del genere? Ci sono grandi giocatori che, visti dall'esterno, sembrano quasi disinteressati a quello che sta succedendo. Molti stanno rendendo nettamente al di sotto delle proprie possibilità. Eppure le qualità tecniche esistono ancora: lo abbiamo visto in alcuni momenti contro Inter e Roma. Il problema è capire se lo spogliatoio riuscirà a ritrovare un minimo di unità. Se ci sono davvero gruppi contrapposti, non basta qualche giorno per sistemare tutto. Inoltre sappiamo che il ritiro non è stato gradito dalla squadra. Come reagiranno i giocatori? Lo capiremo probabilmente soltanto al fischio d'inizio".

Contro Juventus e Porto il Napoli è rimasto in partita per alcuni tratti, salvo poi crollare. Come spieghi questa fragilità?

"È proprio questo l'aspetto più grave. Quando subisci gol come quelli presi contro il Porto, lasciando un avversario completamente libero in area, significa che non sei mentalmente dentro la partita. Le capacità per giocare ci sono, ma nei momenti in cui cala la tensione emerge una mancanza di concentrazione preoccupante. Non è il problema di un singolo giocatore che puoi sostituire: qui c'è un cortocircuito collettivo. Mi auguro che il ritiro possa servire e che la presenza di De Laurentiis rappresenti un segnale forte. A volte l'intervento diretto del presidente può provocare una reazione. Ma la situazione è estremamente complicata".

Se arrivasse un'altra sconfitta contro la Lazio, Allegri dovrebbe essere esonerato?

"Bisogna capire quale sia il vero problema. Se De Laurentiis, parlando con i calciatori, dovesse rendersi conto che il gruppo ha rigettato l'allenatore e il calcio che propone, allora tanto vale trovare una soluzione e interrompere subito il rapporto. Non avrebbe senso trascinare una situazione del genere. Certo, l'esonero costerebbe moltissimo, ma bisogna valutare anche il rischio di compromettere definitivamente gli obiettivi stagionali. Il Napoli è già lontanissimo dalle prime posizioni e davanti ci sono tante squadre che funzionano. Faccio fatica a immaginare una rimonta fino alla zona Champions. A quel punto si potrebbe anche considerare questa una stagione di transizione, salvare il salvabile e cominciare immediatamente a progettare il futuro".

Hai definito incauta la scelta di Allegri. Perché ritieni che il Napoli abbia sbagliato ad affidarsi a lui?

"Bisognava valutare la sua storia più recente, non soltanto i sei Scudetti che ha vinto. Già negli ultimi anni alla Juventus erano emerse difficoltà e anche l'esperienza al Milan si era conclusa in maniera traumatica. Non voglio mancare di rispetto a un allenatore che ha avuto una grande carriera. Trovo sbagliato anche un certo antiallegrismo, ma bisogna riconoscere che oggi sta facendo fatica a trasmettere i suoi sistemi di gioco. Ci sono momenti in cui un allenatore, pur avendo vinto tantissimo, può ritrovarsi superato. Secondo me è stato incauto prendere Allegri quest'estate senza considerare fino in fondo queste difficoltà".

Il Napoli dovrebbe quindi evitare di costruire anche il prossimo mercato sulle indicazioni di Allegri?

"È una questione fondamentale. Se devi rinnovare profondamente la rosa, prendere tanti giocatori giovani e avviare un nuovo progetto, sei sicuro di volerlo affidare ancora ad Allegri? Il mercato di gennaio, tra l'altro, offre possibilità limitate. Spesso trovi giocatori che non vengono utilizzati dalle rispettive società o che hanno avuto problemi con gli allenatori. Non puoi pensare di risolvere tutto acquistando uno o due calciatori. Il Napoli dovrebbe già cominciare a monitorare giovani interessanti e soprattutto individuare un allenatore capace di dare un'identità di gioco alla squadra. Oggi il calcio va in quella direzione".

Ritieni che il calcio proposto da Allegri sia ormai distante dalle esigenze dei giocatori e dalla tradizione del Napoli?

"Sì, perché oggi sono gli stessi calciatori a chiedere un calcio organizzato, nel quale possano riconoscersi e divertirsi giocando. Se proponi loro un sistema che condividono, riescono a dare il cento per cento. Se invece chiedi soltanto di buttare la palla avanti, rischiano di eseguire le indicazioni controvoglia. Il Napoli, poi, ha una cultura calcistica precisa. De Laurentiis ebbe una grande intuizione quando prese Benitez, portando una mentalità internazionale e moderna. Poi sono arrivati Sarri, Spalletti con il suo calcio straordinario e Conte, che proponeva un calcio diverso ma comunque moderno e aggressivo. Questa piazza è abituata a un certo tipo di calcio. Oggi, invece, il Napoli non riesce né a giocare bene né a difendere. Ed è paradossale, perché proprio la fase difensiva era uno dei punti di forza delle squadre di Allegri. Per questo credo che De Laurentiis debba guardare avanti. Non si può continuare a pensare che il passato ritorni automaticamente. Bisogna costruire un progetto nuovo, con giocatori giovani e un allenatore capace di dare un'identità riconoscibile".