Forgione: “Parole Allegri inaccettabili! Pensa al futuro, ma il Porto non è il Barça!”
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Conferenza Allegri? Non la condivido affatto. Non sono parole da club importante. Nessuna grande società dovrebbe mandare il proprio allenatore a dire una cosa del genere. Allegri ha fatto una tabella: bisogna arrivare a dieci punti, ne abbiamo tre e quindi ne servono altri sette. Il messaggio è che quei punti arriveranno nelle ultime tre partite, senza considerare Porto e Manchester City. Non va bene. Il Napoli ha il dovere di provare a fare punti anche a Oporto e possibilmente a Manchester, come ha già fatto in passato con Mazzarri, Benitez e altri allenatori, quando aveva persino uno status internazionale inferiore. Questo tipo di comunicazione non fa altro che ridimensionare il Napoli in Europa, quando invece bisognerebbe andare nella direzione opposta".
Perché, secondo te, una parte dell'opinione pubblica tende a giustificare queste dichiarazioni e il rendimento della squadra?
"Credo ci sia una sorta di rassegnazione generale. Tra infortuni e risultati che non arrivano, ci si sta abituando a una dimensione rinunciataria del Napoli, accettando ambizioni inferiori rispetto a quelle proclamate all'inizio. Ma noi dobbiamo ricordare quali erano gli obiettivi. De Laurentiis aveva affidato ad Allegri il compito di fare meglio dell'anno scorso in Champions League, dopo il percorso deludente della squadra di Conte in Europa. Invece le cose stanno andando peggio sia in campionato sia in Champions. Le aspettative erano state alimentate dal presidente e condivise dallo stesso allenatore, anche nell'atmosfera di festa legata al centenario. Adesso, però, quelle celebrazioni sembrano lontane anni luce",
Anche Politano ha parlato della necessità di arroccarsi in difesa contro il Porto. È un atteggiamento comprensibile considerando l'emergenza?
"Non si può accettare una mentalità del genere. Capisco benissimo che il Napoli sia in condizioni critiche dal punto di vista numerico, ma non possiamo affrontare ogni partita europea come se avessimo davanti una squadra imbattibile. Con tutto il rispetto per il Porto, che sta facendo ottime cose nel proprio campionato, non stiamo affrontando il Real Madrid o il Barcellona. È una squadra importante, ma il Napoli deve comunque mettere in campo una proposta di gioco. Altrimenti rischia di uscirne con le ossa rotte. Mi preoccupa anche il fatto che si continuino a utilizzare le stesse espressioni. Allegri ci sta abituando a rinviare tutto: c'è tempo per recuperare in campionato, ci sono le ultime tre partite per recuperare in Champions. Ma a furia di procrastinare si rischia di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano".
Con una rosa così ridotta, il Napoli può davvero permettersi una partita di lunga sofferenza? Non dovrebbe giocarsi tutto nel primo tempo?
"Il Napoli ha dimostrato di non riuscire ad arrivare fino in fondo alle partite. Gioca sessanta minuti e poi entra in grande difficoltà. È un dato di fatto. Mi viene da pensare che Allegri abbia preso coscienza di questa situazione e si stia quasi rassegnando. Sa che la squadra può arrivare in affanno nella parte finale della gara, anche perché non dispone di una panchina sufficientemente lunga per effettuare i cambi. Ci sono diversi fattori: l'età della rosa, una preparazione forse non adeguata, anche se non conosco le cause precise, e naturalmente gli infortuni. Tutto questo può spiegare certe dichiarazioni, ma non le rende meno preoccupanti".
Nonostante tutto, un risultato positivo a Porto potrebbe rappresentare una svolta anche psicologica?
"Assolutamente sì. Questa squadra è in grande difficoltà sia fisica sia psicologica. Rincorre continuamente risultati che non arrivano, magari ne ottiene due consecutivi, poi manca il terzo e si riparte sempre da capo. È come nel gioco dell'oca: si torna continuamente alla casella iniziale. Siamo al 4 novembre e la situazione sembra identica a quella di un mese fa. Per questo bisogna sperare che arrivi una vittoria o quantomeno un pareggio. Anche un punto sarebbe prezioso per la classifica di Champions. Non bisogna rassegnarsi a perdere. Il Napoli deve provare a conquistare almeno un punto, se non addirittura tre. Sarebbe importante per riprendere il cammino europeo e dare nuove prospettive alla squadra".
Come interpreti, infine, l'assenza delle principali figure dirigenziali nella trasferta di Oporto?
"È un'altra cosa che non mi piace. Sembra mancare quella febbre positiva, quella partecipazione che dovrebbe accompagnare una squadra impegnata in una partita così importante. l Napoli in questo momento sembra quasi abbandonato a se stesso. Sicuramente non lo è, ma dall'esterno manca quella sensazione di cura e vicinanza che dovrebbe esserci. Il Porto resta un avversario prestigioso e una trasferta europea di questo livello rappresenta sempre un'occasione per dare lustro al club. Andarci senza una presenza dirigenziale significativa e senza la carica giusta mi lascia qualche dubbio".
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