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Sparnelli: "Allegri va sostenuto! Arrivato in un momento storico difficile, la sua mano si vede"

Sparnelli: "Allegri va sostenuto! Arrivato in un momento storico difficile, la sua mano si vede"
Oggi alle 16:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Massimo Sparnelli analizza il successo del Napoli contro il Bodø/Glimt: "Forse Venezia è stata salutare, ho visto una reazione soprattutto dai veterani".

Massimo Sparnelli, giornalista, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, la prima radio tematica sul Napoli in onda tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania: "Io ho sempre sostenuto Allegri e continuo a farlo, perché è arrivato in un momento storico difficile del Napoli. Ci sono giocatori in scadenza, altri avanti con l'età e sono mancati alcuni acquisti sul mercato. Non era e non è semplice. Questo non significa che il Napoli abbia già trovato il suo nuovo orizzonte: quest'anno probabilmente dovremo vivere di settimana in settimana. Forse la brutta prestazione di Venezia è stata salutare. Contro il Bodø/Glimt ho visto ancora tante situazioni da sistemare, ma soprattutto nei veterani ho notato un impegno diverso, quasi la volontà di dire: 'Noi ci siamo'. Può essere un segnale importante. Credo anche che Allegri sia un allenatore molto aperto al dialogo con i calciatori. È possibile che determinate scelte siano nate anche dal confronto con la squadra. Adesso sta dando opportunità a tutti e nessuno potrà dire di non aver avuto la possibilità di dimostrare il proprio valore".

Quanto cambia il Napoli quando McTominay torna ai suoi livelli?
"Tantissimo. Lo dicevo già a settembre: a questo Napoli mancava McTominay. Mi si rispondeva che fosse regolarmente in rosa, ma io parlavo del vero McTominay, quello visto con Conte. Il Napoli senza di lui perde tantissimo, soprattutto in fase realizzativa. Probabilmente contro il Bodø/Glimt senza McTominay il Napoli non avrebbe vinto. A centrocampo puoi anche trovare delle alternative, ma i suoi gol sono molto più difficili da sostituire. L'intesa con De Bruyne è stata bellissima: in alcune azioni sembrava quasi che si guardassero e sapessero già dove sarebbe arrivato il pallone. Il problema è che davanti il Napoli continua ad avere difficoltà. Hojlund fa un grande lavoro e prende tante botte, ma manca una vera alternativa. In tribuna stampa avevo provocatoriamente detto che, invece di inserire Lucca nel finale, si sarebbe potuto provare McTominay da centravanti. Naturalmente sarebbe una forzatura, ma rende l'idea di quanto siano importanti i suoi inserimenti e i suoi gol".

Continua intanto l'emergenza infortuni: credi che il Napoli debba approfondirne le cause?
"Assolutamente sì. Questa è una critica che faccio alla società. Non basta cambiare una persona nello staff: bisogna capire perché ci siano stati tutti questi infortuni. Un'azienda, calcistica o meno, deve analizzare le cause e, se non riesce a farlo internamente, deve chiamare il miglior esperto possibile e farsi consegnare una relazione. Le tante partite incidono, naturalmente, ma è un problema che riguarda anche Inter, Atalanta, Barcellona, PSG e tutte le altre squadre impegnate su più fronti. Bisogna quindi analizzare le specificità del Napoli: i campi, i carichi di lavoro, la condizione dei giocatori. Serve capire cosa non stia funzionando".

Tra Meret e Milinkovic-Savic il Napoli ha trovato il suo portiere titolare per il futuro?
"Secondo me no, il Napoli dovrà comprare un portiere titolare. Entrambi hanno qualità. Meret è bravissimo tra i pali, su questo non si discute, ma il calcio si è evoluto e oggi un portiere deve anche saper gestire il pallone con i piedi. Milinkovic-Savic da questo punto di vista ha una personalità diversa. Anche quando commette un errore dà l'impressione di avere maggiore sicurezza e freddezza nella gestione. Meret, invece, dopo alcuni errori è sembrato perdere un po' di tranquillità. Per questo penso che in prospettiva il Napoli debba cercare un nuovo titolare".

De Bruyne è stato utilizzato anche in cabina di regia e contro il Bodø/Glimt è sembrato avere un atteggiamento diverso. Cosa è cambiato?
"Credo che anche Venezia abbia fatto capire a De Bruyne che determinati atteggiamenti non servono e che deve dare qualcosa in più alla squadra. Contro il Bodø/Glimt era diverso: non lo vedevi continuamente alzare le braccia, era molto più dentro la partita. Nessuno discute il calciatore, perché parliamo di un campione riconosciuto da tutti. Però deve essere più umile e mettersi completamente al servizio della squadra. Stavolta lo ha fatto. Credo che anche la formazione e il suo utilizzo possano essere stati frutto del dialogo tra Allegri e i giocatori. Il tecnico parla molto con la squadra e con i singoli. Se De Bruyne mantiene questo atteggiamento e mette le sue qualità a disposizione del Napoli può diventare ancora più determinante".