Milan, cambio di filosofia con Amorim: “Qui per dominare! Non per evitare di perdere…”
Ruben Amorim, nuovo allenatore del Milan, è stato presentato oggi in conferenza stampa. Di seguito le sue parole: "Mi scuso di non parlare in italiano, è un atto di rispetto verso dei tifosi e la ritengo una cosa molto importante per me che l'allenatore del Milan si esprima in italiano. Sono felicissimo di essere qui. Adoro Milanello, c'è tutto quello che serve, anche il personale, non potrei essere più felice. Mi sento a casa ed è un grande piacere essere qui".
C'è un Milan del passato che vorresti emulare? "Cardinale vi ha detto che vogliamo giocare a calcio, quindi niente pressione (ride, ndr). Ricordo il Milan di Ancelotti, ho guardato tantissimo la difesa e la pressione di Sacchi, che aveva portato tantissime nuove idee. Ricordo Capello, la sua squadra incredibile che non perdeva mai: veramente incredibile. Il passato del Milan non è la squadra, ma tutto un insieme di giocatori straordinari del Milan. Sono le persone. Se dovessi scegliere un ricordo sarebbe difficilissimo. Sono grande fan delle squadre portoghesi, ricordo le finali del '90 col Benfica. Ho bellissimi e profondi ricordi del Milan e ora ci sono dentro completamente. Sento il piacere e la responsabilità. È molto difficile vincere in Italia, ma noi non siamo qui per giocare per perdere. È una bella sfida".
Perché Goncalo Ramos? "Non voglio parlare dei singoli. Non spetta a me dire perché è stato scelto. Vedo la squadra, il lavoro di squadra e poi mi piace vedere i giocatori. Non vediamo solo i nomi, guardiamo i profili: facciamo scouting e vediamo cosa c'è dietro. Mi piace tanto Gonçalo, l'avete visto con la Croazia: in mezzo a tre difensori ha segnato, ed è una cosa che si vede spesso anche in Italia questa situazione. Le persone guardano solo il talento, io vedo invece proprio un giocatore. Si tratta di vederlo giocare ben inquadrato nella squadra. Guardate Gonçalo giocare, vi basta guardarlo giocare 5 minuti. Lui per me è un messaggio: vuol dire che crediamo nel gruppo e nella squadra. È stato un arrivo veloce. Leao ha giocato molto bene ai Mondiali, giocatore con la G maiuscola, ma sono felice di tutta la squadra in generale"
E se andasse bene...? "Certo sì. È difficile. Però attenzione, a parte il dire poi c'è il fare. So benissimo che è una sfida. È sempre più di una frase o una slogan: vuol dire appartenere alla storia di qualcuno che è iconico. È il tipo di sfida che mi piace cogliere. Sono felice. Sarò felice avendo provato, anche quando quel provare non porta a risultati eccellenti. Ora ho fame di successo, credo nel Milan. Bisogna conoscere bene le caratteristiche del calcio italiano. Vediamo tante cose, cerco di confrontarmi spesso e imparare. Quando ho pronunciato quelle frasi ci credevo e ci credo ancora oggi".
Lo Scudetto è l'obiettivo? "Ci mettiamo in discussione. Certo che vogliamo vincere la seconda stella: so benissimo che sarà difficile e sarà dura. Ma è chiaro che l'obiettivo per eccellenza è dominare il campionato".
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