Damascelli, che attacco a Infantino e Ceferin: "Come i ladri di Pisa"
Non si placano le polemiche attorno al Mondiale e, in particolare, alla squalifica di Florian Balogun, sospesa dalla FIFA e che ha consentito all'attaccante degli Stati Uniti di scendere regolarmente in campo negli ottavi di finale contro il Belgio. Sulla vicenda è intervenuto il giornalista Tony Damascelli, che sulle pagine de Il Giornale ha espresso un duro giudizio nei confronti dei rapporti tra UEFA e FIFA.
"Leggendo la dura reazione della Uefa alla telefonata scandalo di Trump a Infantino, si potrebbe pensare che effettivamente il governo di Nyon abbia deciso di mettere la scarpa sul tavolo così da imporre finalmente il proprio ruolo. Balla colossale. Ceferin e Infantino sono come i ladri di Pisa: un detto toscano che descrive il comportamento ipocrita di quelli che durante il giorno litigano ma, una volta arrivato il buio della notte, collaborano nel realizzare il furto".
Damascelli ha poi allargato il discorso al rapporto tra UEFA e FIFA, sostenendo che l'organismo europeo dovrebbe avere un peso maggiore nelle scelte relative al Mondiale.
"Se effettivamente l'Uefa avesse potere avrebbe dovuto e dovrebbe esigere che al Mondiale partecipino di diritto le nazioni che hanno vinto la coppa, dunque, insieme con Uruguay, Brasile e Argentina, ci deve essere un posto per Italia, Spagna, Germania, Francia, Inghilterra, tutte non devono passare il turno di qualificazione, così garantendo tornei nazionali regolari. I meriti storici vanno rispettati mentre oggi i meriti mercantili hanno la prevalenza e preferenza".
Infine, il giornalista ha criticato anche l'evoluzione del format della Coppa del Mondo, destinata ad accogliere un numero sempre maggiore di squadre.
"Che sia a 48 o a 64 squadre, il Mondiale ormai è un festival elettorale. Ora i ladri di Pisa aspettano la Fifa per organizzare un altro colpo. Basta aspettare, non appena ha risposto Donald Trump".
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