Caputi: "Inter s'è rinforzata, ma aspettiamo i saldi per Napoli, Milan e Juve"
10 giorni dalla fine del mercato e poche ore invece all'inizio del campionato. E' il tempo delle prime griglie del campionato. Ne ha parlato anche il giornalista Massimo Caputi che è intervenuto in diretta alla radio di Tuttomercatoweb per dire la sua su vari temi. Q
L'Inter ha aumentato il gap con le altre? In Europa potrà ambire ad una stagione importante?
"Innanzitutto una squadra che ha vinto il campionato parte sempre favorita. L'Inter comunque ha puntato su giocatori che alzano l'esperienza e l'intensità per ciò che richiede il calcio moderno. È un rafforzamento anche per il campionato, ma soprattutto per l'Europa viste le caratteristiche degli innesti. Sulle altre aspetterei i saldi degli ultimi giorni di mercato, ma per natura ritengo che Juventus e Milan vadano tenute d'occhio. Poi c'è sempre il Napoli, senza dimenticare Como e Roma; per queste due sarà determinate capire come assorbiranno il doppio impegno, ma ripeto che il Como non lo sottovaluterei; non si vince più solo con il nome".
Il Milan insomma può lottare per lo scudetto o no?
"La spesa di 150 milioni non garantisce la lotta per lo scudetto. Vediamo Amorim come risucirà a gestire alcuni giocatori. Per dare un giudizio però, ripeto, serve aspettare la fine del mercato. Anche la Juventus ha ancora sul groppone tanti giocatori che al momento non servono".
La Roma è da scudetto?
"Io non credo che sia una squadra pronta a vincere lo scudetto, anche se farà di tutto per lottare. Di certo se negli ultimi giorni di mercato porteranno a Gasperini il famoso esterno mancino e un altro colpo, diventeranno una squadra in grado di assorbire il doppio impegno in maniera più adeguata. Certo, se Malen dovesse confermarsi a quei livelli la Roma sarebbe candidabile per lo scudetto, ma non sarà facile. Rimarrà però utile per il gioco, anche segnando qualcosa in meno".
Bamba Dieng è saltato per la Lazio. Che precampionato stanno vivendo i biancocelesti?
"La Lazio è un qualcosa di molto particolare. C'è una difficoltà oggettiva che è questa situazione ambientale, la quale in qualche modo condiziona i giocatori. Quando ti trovi in una squadra in cui non hai particolari obiettivi, dove tutto sembra trasmettere pochi stimoli, finisci per non avere quello spirito che deve contraddistinguere una squadra. È in un limbo molto pericoloso". Di seguito il podcast integrale
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