Chiariello: "Mercato più difficile dell'era ADL! Manna neanche in 3 anni ci può riuscire..."

Chiariello: "Mercato più difficile dell'era ADL! Manna neanche in 3 anni ci può riuscire..."
Oggi alle 22:00Le Interviste
di Antonio Noto
"Quest’anno il giovane Manna non sarà più giovane, sarà Manna che dovrà dimostrare la sua nobiltà".

Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto "Non mi sta bene" ai microfoni di Radio CRC: "Nel caso del Napoli il treno ha fischiato. Perché ha fischiato? Perché il Napoli sta per diventare una stazione ferroviaria. Dopo due anni di tanti arrivi, ne sono arrivati prima sei, poi nove, poi altri due giovani e poi a gennaio altri due giovani. Insomma, sono arrivati oltre venti calciatori in due anni. Quest’anno bisogna fare il minimo e non è così, perché il treno ha fischiato e le valigie sono pronte e molti stanno per saltare sul treno.

Ma sarà anche il fischio del treno che porterà la ribellione di Antonio Conte? La novella di Pirandello passerà da Belluca Conte come protagonista. Oggi la Gazzetta ci dà dei bei nomi come speranze per il rinnovamento azzurro. Attenzione: rinnovamento, non ridimensionamento. Che questa parola sia abolita dai vostri vocabolari. La Gazzetta ci parla di tre nomi interessanti, vale a dire Albegovic, l’atleta bosniaco che è nel mirino anche della Roma, ha Pjanić come procuratore ex romanista, o perlomeno Pjanić se ne occupa, dell’Udinese. Ari Begović è molto giovane anche lui, è un 2007 addirittura, ha 23 anni. E il terzo nome che gira con insistenza è il laziale Gila: signor difensore, eh, intendiamoci, forte, forte. E il quarto nome che gira è quello di Khalaili dell’Union SG belga, che costa circa 25 milioni ed è giovane anche lui, 21 anni, terzino di fascia. Quindi un difensore centrale, un esterno di fascia, un incursore di centrocampo e un’ala che debba dividersi il compito con Alison Santos di fare l’incursore alle spalle di Hojlund. 

Se questi sono i nomi che circolano, la parola “amen” sarebbe d’obbligo, perché sono dei bei nomi. Poi si apre Repubblica e leggiamo che Azzi ci dice che la rifondazione dopo la Champions vede il capolinea della vecchia guardia. Secondo Azzi, il ciclo d’oro finisce qui. Restano soltanto Di Lorenzo, Politano e Rrahmani. Attenzione a Politano, che la Gazzetta ieri aveva messo in discussione, ma è un clamoroso errore della Gazzetta, perché Politano da Napoli non si muove. Non c’è nessun dubbio che faccia parte di quella vecchia guardia che resterà in azzurro e magari farà da chioccia a un nuovo esterno. Questi sono i tre bucanieri, condottieri, più quelli del doppio scudetto che restano, perché sono in partenza Meret, Elmas, nonostante si sia scritto molto in stagione. Pare che non venga riscattato, ma sono in uscita anche Juan Jesus sicuramente, Lobotka e Anguissa, e su questi due nomi c’è tanto da discutere. Io per Lobotka farei le barricate, chissà se sono del parere che il suo ciclo napoletano possa volgere al termine per davvero.Insomma, se Conte aveva ereditato dalla precedente gestione almeno dieci eroi dello scudetto — e sì, perché aveva Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera, Lobotka, Anguissa, Politano, Raspadori e Simeone — dieci ne aveva in rosa e ha vinto lo scudetto con questi dieci, a cui si è riaggiunto Elmas, che di quello scudetto di Spalletti faceva abbondantemente parte, era il dodicesimo uomo. Adesso di tutti questi qualcuno già è andato via: Simeone e Raspadori. E gli altri? Molti prenderanno questa strada, con Juan Jesus di sicuro. E sono tre. Gli altri sette? Ecco, tre restano: Rrahmani, Politano e, abbiamo detto, Di Lorenzo. E gli altri quattro è da capire, da capire. Olivera va via? Probabile. Meret va via? Probabile. Resta il nodo Lobotka-Anguissa. E in più il nodo De Bruyne: che senso verrà sciolto? Fa parte dell’epurazione degli anziani? Si va verso un gruppo giovane? Si impongono dietro Hojlund, che ha 23 anni e a febbraio ne farà 24, un gruppo di giovani interessanti, perché se Giovane finora non ha dato buona prova di sé e non si sa nel futuro andrà in prestito o rimarrà nel Napoli come vice Hojlund, che pare sia il progetto di Manna e lascia qualche perplessità una scelta del genere, sugli esterni, o perlomeno nei corridoi intermedi, trovar spazio da una parte Neres e Vergara, dall’altra Alison e Aliabovic. Vedremo, perché nel frattempo, sempre i giornali di oggi, la Gazzetta segnatamente ci dice un’altra cosa interessante: pagina sul Napoli, “i ritorni d’oro”. Lang, Lucca fino a Marin, a Rafa Marin: c’è un tesoretto da far fruttare, perché tra loro ci sono anche Cajuste, Ngonge, Hasa, ma io ricorderei che nei ritorni ci sono anche gente come Marianucci, Zanoli, oltre che Cajuste, Zerbin, Rao, perché del Napoli che sta facendo a Bari un gran campionato. Lindstrom, signori cari, Ambrosino e Cheddira, non solo Ngonge, Cajuste e Hasa, che potrebbe invece rimanere in rosa perché è un ragazzo molto valido che a Carrara ha fatto un gran campionato in Serie B.

E se andiamo a guardare chi rimane? E beh, Milinkovic e Contini restano, purtroppo sì, non per Contini, ma per Milinkovic che non mi esalta, però è un buon portiere, non da titolo per me. Buongiorno. Sì, 40 milioni investiti, brutta annata la sua. Speriamo che finalmente si affermi del tutto. Gutierrez: sì, Gutiérrez è un acquisto che non ha fatto grandi cose, ma che un suo spazio se l’è ritagliato. E Spinazzola? Rebus, assolutamente rebus. Più parte che resta. Gilmour resta. McTominay è il centro del progetto insieme ad Oland. Vergara, abbiamo detto, Neres che sta più infortunato che in campo, e Alison Santos e Oland: queste sono le poche certezze del Napoli. La stazione vede gente con i bagagli pronti. Meret: il treno ha fischiato per lui. Sì, Beukema, e non sappiamo se farà in tempo a prendere un treno o se rimane a Napoli. E questo è un altro di quei misteri d’annata di cui non sappiamo dipanare la matassa proprio per nulla. Tra Marin e Marianucci uno si salverà, resterà in azzurro. Eh, anche qua le domande non hanno risposta. Di Olivera abbiamo detto. Zanoli va ripiazzato, Mazzocchi deve uscire e abbiamo detto di Anguissa e Lobotka. Noa Lang va piazzato e intanto esce un disco di Noa Lang. Avremmo preferito il gol al Galatasaray, che non lo riscatterà. Lucca ci ritorna sul gruppone. Insomma, vi faccio un piccolo elenco: Meret, Beukema, Rafa Marin, Marianucci, Juan Jesus, Olivera, Zanoli, Mazzocchi, Cajuste, Anguissa, Zerbin, Khedira, Noa Lang, Rao, Gong, Lindstrom, Lucca, Lukaku, Ambrosino, Khedira, Giovanni: venti. E Spinazzola ventuno. È una rosa. Cioè, Manna, se lavora 24 ore al giorno e assume altri due direttori sportivi, a smaltire tutti questi giocatori non gliela può fare manco in tre anni.

Signori, questo è il mercato più difficile dell’era De Laurentiis, perché sono troppi, i calciatori da piazzare e non vorrei che Conte restasse a Napoli e uscisse fuori con la solita frase: “Eh, ne sono arrivati nove, sono assai, e che facciamo? Ce li teniamo tutti? Di Lindstrom, di Cajuste, dello stesso Lucca, che ne famo?”, direbbero a Roma. “Khedira, mo’ quel Gong e Giovanni che sembra la replica di Gong, che ne famo?”, direbbero sempre a Roma. Eh beh, è vero che c’è chi ha problemi più gravi dei nostri. Il Milan, che ha fatto dei disastri inauditi, 400 milioni buttati al vento in campagne acquisti dissennate. La Roma ha un sacco di problemi sui rinnovi, non ne parliamo neanche. La Juve che non riesce in nessun modo a venire a capo della questione Dusan Vlahovic e di problemini ne ha, come no, eh. L’unica che sembra non avere nessun problema, ahinoi, è la stessa che ha vinto due trofei: l’Inter. Perché l’Inter sì, qualche vecchietto se ne libera — Darmian, Acerbi, forse De Vrij, eccetera — ma ha le idee chiare e i soldi purtroppo a Milano corrono e i conti si stanno aggiustando e mirano a pochissimi innesti. Mauremovic in difesa, buonissimo difensore del Sassuolo. Non vendono Dumfries, un esterno destro al posto di Henrique e mirano a Palestra. E il grande colpo che vogliono fare è lui, Nico Paz, e speriamo che non accada, perché poi l’Inter diventerebbe ingiocabile per tutte le altre: già parte con un vantaggio di oltre quindici punti e, insomma, mala tempora currunt per il mercato che verrà. Noi tutti focalizziamo il tema allenatore, del quale sono stufo di parlare perché attendo i colloqui che ci saranno tra direttore sportivo, tecnico e proprietà, ma la pletora di calciatori che sta per ripiombare sul gruppone del Napoli e tutti quelli che dovranno partire per fine ciclo fa sì che non possiamo sentirci troppo ottimisti, perché quando c’è da piazzare venti calciatori, da prenderne sette-otto, eh beh, è complicato. Anche perché il Napoli si sa che è una società liquida, che ha soldi e viene presa per la gola da tutti, perché quando si sa che uno c’ha i soldi, gli altri aumentano i prezzi e sappiamo di aver strapagato un sacco di calciatori, Lucca in primis. Vediamo. Quest’anno il giovane Manna non sarà più giovane, sarà Manna che dovrà dimostrare la sua nobiltà. Date a te le belle cose. Il treno ha fischiato, caro Manna. Vediamo se sapremo ribellarci a un tran tran di un campionato che vede l’Inter sola protagonista e nessuno è in grado di contrastarla. Eravamo i favoriti, vogliamo tornare a essere competitivi, non chiediamo altro".