Italia, Baldini: “Tanti ragazzi già pronti per la Nazionale! Lussemburgo? Visto poco”
“I ragazzi si sono allenati benissimo, sono un gruppo stupendo”. Con queste parole Silvio Baldini, commissario tecnico ad interim della Nazionale, ha aperto la conferenza stampa alla vigilia dell’amichevole contro il Lussemburgo, prima delle due gare che lo vedranno sulla panchina azzurra. Il tecnico ha elogiato l’atteggiamento del gruppo, sottolineando l’impegno e l’emozione con cui i giocatori stanno vivendo questo momento: “Si sono allenati con il cuore, con l’emozione di sentirsi protagonisti domani sera e rappresentare il popolo italiano”.
Giovani, integrazione e libertà in campo: la filosofia di Baldini
Nel corso del suo intervento, Baldini si è soffermato anche sulle convocazioni, che includono diversi giocatori provenienti dal suo percorso con l’Under 21, evidenziando il valore del lavoro svolto nelle nazionali giovanili: “Questi ragazzi sono il futuro del calcio italiano. Se sono arrivati qui vuol dire che in questo momento sono i più bravi, sono partiti dall’Under 15 per arrivare alla Nazionale maggiore. Vogliamo far vedere che questi ragazzi hanno avuto una maturazione in questo percorso”. Il ct ha poi affrontato anche il tema degli italiani di seconda generazione, sottolineando l’importanza dell’integrazione e della crescita sociale del Paese: “L’Italia è un Paese in cui l’immigrazione negli ultimi vent’anni è aumentata moltissimo, noi dobbiamo andare dietro la storia. Il nostro popolo è composto da questi ragazzi che hanno origini diverse, ma vedo che c’è molta integrazione e questo mi lascia sperare che abbiano trovato una terra che li ha saputi accogliere”.
Baldini ha quindi spiegato di aver dedicato poco tempo all’analisi video del Lussemburgo, una scelta dettata dalla volontà di non appesantire i giocatori con eccessive pressioni: “Non abbiamo guardato nulla non per mancanza di rispetto, ma perché non voglio mettere pressione ai ragazzi, voglio che giochino liberi. Dovranno essere bravi a prendere le misure agli avversari”. Non è mancato un passaggio sull’emozione personale vissuta al ritorno a Coverciano: “Una volta entrato a Coverciano ho sentito la responsabilità di sentirmi utile per i ragazzi. Sento questa grande gioia di rappresentare la nostra gente. La cosa che mi interessa è che i ragazzi abbiano l’orgoglio di sentirsi la maglia addosso, ma soprattutto il coraggio e la libertà di esprimere quello che sono senza paura”. Infine, con un sorriso, il ct ha rivelato anche una possibile dedica in caso di vittoria: “Non a una persona, ma al cane dei miei figli, in particolare di mia figlia. Era un pastore maremmano”.
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