Jorginho a cuore aperto: "Vivevo con 20€ a settimana e non c'era acqua calda, resto coi piedi per terra! Ora voglio raccogliere"
E' un Jorginho a cuore aperto quello presentatosi al microfono di Carlo Alvino su TvLuna. Il centrocampista italo-brasiliano ha raccontato la sua storia calcistica, rivelando tanti bei retroscena: "Ad un anno e due mesi già calciavo il pallone, a quattro anni mi sono iscritto a scuola calcio. Mia madre mi aiutava, andavo in spiaggia con lei. Mio padre pure mi ha sempre spinto. Nei momenti di difficoltà per fortuna ho avuto la mia famiglia, da solo sarebbe stato molto difficile. Ero già in Italia e chiamai casa dicendo che era tutto finito, ero a Verona e non era neanche professionista, ero nel settore giovanile. Dissi di voler tornare a casa, avevo sofferto troppo, mi sembrava che quel mondo non facesse per me. La mia famiglia però mi disse 'No, tu a casa non ci torni', mi motivava, hanno fatto cose che nessuno sa. Però ho conosciuto anche tanti che davvero sono tornati e non sono riusciti a tornare. Penso anche a quei 20 euro a settimana, quando si parla di restare con i piedi per terra. Penso a quando non c'era l'acqua calda, anche di inverno, quando mangiavo la stessa cosa per tre giorni. E' stato così per un anno e mezzo, ma poi per fortuna sono riuscito ad andare avanti. Quello che semini raccogli, io ho seminato e ora è il momento di raccogliere".
A tuo figlio cosa piacerebbe raccontare? "Quando comincerà a capire di più potrà vivere molte cose insieme a me, voglio giocare ancora tanto. Per fortuna nasce in una maniera diversa, lui è fortunato ad avere tutto ciò che ha, ma io cercherò di dargli dei valori umani, come il rispetto e l'umiltà, altrimenti farebbe fatica in futuro. Io e mia moglie riusciamo a trasmettergli questa cosa importante per noi. Ci stiamo organizzando, vogliamo un altro paio di figli".
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