Maradona o Messi? Javier Zanetti non si sbilancia: “Un tempo a testa”

Maradona o Messi? Javier Zanetti non si sbilancia: “Un tempo a testa”TuttoNapoli.net
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Oggi alle 22:10Le Interviste
di Francesco Carbone
Il confronto tra Diego Armando Maradona e Lionel Messi continua a essere uno dei dibattiti più accesi del calcio mondiale

Il confronto tra Diego Armando Maradona e Lionel Messi continua a essere uno dei dibattiti più accesi del calcio mondiale, destinato probabilmente a durare ancora per decenni. Il tema è stato affrontato sia dal trio Adani-Cassano-Ventola nel corso di “Viva el Futbol”, sia da chi ha avuto il privilegio di conoscere entrambi da vicino, come Javier Zanetti, che ha raccontato il suo punto di vista tra ricordi personali e carriera in Nazionale.

Il racconto di Zanetti tra Maradona e Messi

“Io sono cresciuto col mito di Diego, sinceramente da bambino quello che ci ha fatto vivere è stata una cosa straordinaria. Poi ho avuto la fortuna di conoscere Messi e di essere stato suo compagno in Nazionale. I suoi numeri sono straordinari, già dal primo allenamento si vedeva come fosse qualcosa di fuori dal normale. Conoscendolo come persona, lui e la sua famiglia… È difficile scegliere tra i due, uno era il mio idolo d’infanzia ma essere compagno di Messi… sinceramente è difficile, i numeri di Messi sono impressionanti”.

Alla domanda finale su chi sia il più grande, Zanetti prova a mediare: “Primo tempo Maradona, secondo tempo Messi”, scatenando anche la reazione ironica di Antonio Cassano. Sul legame tra i due fenomeni e il sentimento dell’Argentina, l’ex capitano nerazzurro aggiunge: “Sappiamo di essere fortunati che entrambi siano argentini, è una cosa incredibile. In Argentina facevano vedere solo le partite del Napoli e nel 1986, quando abbiamo vinto il Mondiale, il Paese era qualcosa di incredibile. Poi la fortuna ha voluto che nascesse uno come Lionel Messi, una cosa pazzesca. Ricordo ancora il primo allenamento, è stato come quando arrivò Ronaldo all’Inter. Lionel era l’essenza del calcio, il Fenomeno era la potenza. Poi davanti al portiere non sbagliava mai, ricordiamo il gol nella finale di Coppa UEFA contro la Lazio. È un ragazzo straordinario, bravissimo”.