Sabatini : “Napoli sull'orlo del baratro e del fallimento! Non basta più stare zitti e lavorare”

Sabatini : “Napoli sull'orlo del baratro e del fallimento! Non basta più stare zitti e lavorare”
Oggi alle 00:50Le Interviste
di Antonio Noto
Sandro Sabatini analizza il disastro del Napoli a Porto: critiche ad Allegri, errori difensivi, pagelle e sfida decisiva con la Lazio.

Sandro Sabatini lancia un durissimo allarme sul momento del Napoli di Massimiliano Allegri, reduce dalla pesante sconfitta per 4-1 contro il Porto nella quarta giornata della fase campionato di Champions League. Attraverso il proprio canale YouTube, il giornalista ha analizzato il crollo degli azzurri, soffermandosi sulla fragilità difensiva, sull'assenza di progressi e sulle responsabilità dell'allenatore. Il bilancio di sette sconfitte nelle prime quattordici partite rappresenta, secondo Sabatini, il segnale di una crisi profonda: “Il Napoli è dentro un incubo: sette sconfitte in 14 partite, tre batoste nelle prime quattro gare di Champions League. È sull'orlo del baratro, sull'orlo del fallimento”. Il giornalista ha poi ricostruito la prestazione contro il Porto: “Per 70 minuti abbiamo avuto l'illusione di vedere un Napoli comunque sufficiente, in partita, propositivo e capace anche di costruire qualche occasione. Poi, dopo aver subito il gol del 2-1, il Napoli è crollato, mostrando tutta la sua evidente debolezza fisica, tattica e anche psicologica. È inaccettabile quello che il Napoli ha proposto dal momento del 2-1 in avanti. Alla fine sono arrivati i giusti fischi dei tifosi napoletani, che erano andati fino in Portogallo per sostenere una squadra che evidentemente ha bisogno dell'appoggio di tutti”. Sabatini ha quindi contestato l'idea che sia sufficiente continuare a lavorare senza cercare spiegazioni più profonde: “È vero quello che hanno detto Politano, il capitano e Allegri: bisogna stare zitti e lavorare. Ma quando poi arrivano risultati di questo tipo, evidentemente stare zitti e lavorare non basta più”.

Sabatini critica Allegri: “Gli errori della prima giornata sono gli stessi dopo 14 partite”

Il giornalista ha individuato soprattutto nella fase difensiva uno dei problemi principali della squadra, sottolineando come gli errori continuino a ripetersi senza miglioramenti evidenti. “Subire due gol da calcio d'angolo, entrambi contro i difensori centrali, una volta perché si marca a zona e un'altra perché si marca a uomo perdendo l'avversario, significa che manca la cura dei dettagli. Quei famosi dettagli che fanno la differenza e che, soprattutto nella fase difensiva, sono sempre stati uno dei punti fermi della carriera di Massimiliano Allegri. Quei dettagli oggi non ci sono più, anche dal punto di vista del temperamento e del carattere”.

Sabatini ha poi analizzato il secondo gol del Porto, evidenziando le difficoltà di coordinamento della retroguardia: “In occasione del gol del 2-1, il Napoli presenta tre difensori completamente disconnessi tra loro. Beukema va per conto suo e l'attaccante del Porto riesce a inserirsi. Sul gol di Gabri Veiga vediamo una difesa a tre nella quale uno dei componenti è praticamente assente, completamente scollegato dagli altri due. Non è il caso di dare ancora una volta tutta la colpa a Beukema, ci mancherebbe altro. È però giusto esaminare singolarmente le prestazioni dei calciatori, senza dimenticare quello che abbiamo visto collettivamente”.

Nel suo intervento, il giornalista ha riconosciuto anche alcuni aspetti positivi della prestazione azzurra, senza però ridimensionare la gravità del risultato: “Il Porto ha giocato meglio nella prima mezz'ora del primo tempo, poi ha subito il Napoli, che avrebbe anche potuto segnare con De Bruyne, ingenuo nel farsi trovare in fuorigioco sul lancio di Politano. Il Napoli ha proposto qualcosa di buono nella parte finale del primo tempo. Negli ultimi venti minuti della prima frazione è stato pienamente in partita, riuscendo anche a uscire dal pressing del Porto. Complessivamente, però, il Porto è stato superiore. E se possiamo considerare i quattro gol una punizione fin troppo severa, è altrettanto vero che, per onestà e coerenza, bisogna giudicare tutte le squadre e tutti gli allenatori allo stesso modo, indipendentemente dal colore della maglia o dalle eventuali giustificazioni”.

Le valutazioni sui singoli: da Beukema a De Bruyne

Sabatini si è soffermato anche sulle prestazioni individuali, distinguendo le responsabilità dei difensori dal rendimento del centrocampo. Su Meret, Beukema, Rrahmani e Rafa Marín ha osservato: “Meret, nonostante i quattro gol subiti, non ha particolari responsabilità. Semmai deve ringraziare Santa Traversa, che lo ha salvato in due occasioni: una su calcio d'angolo e l'altra su un tiro dalla distanza. Beukema sta attraversando un momento davvero difficile. Lo si vede anche in occasione del gol del 2-1, quello che stappa definitivamente la partita, nel quale è coinvolto. Rrahmani gioca condizionato da un'ammonizione ricevuta dopo circa un quarto d'ora del primo tempo, se non sbaglio, ma comunque fa la sua parte. Anche Rafa Marín disputa una partita sulla quale, fino al momento dell'espulsione, non si può dire nulla. Poi commette un fallo che, nella dinamica dell'azione, ci può anche stare, ma bisogna ragionare con lucidità: sei sotto 3-1, gli avversari stanno per segnare il quarto gol, commetti un fallo da rigore, prendi anche il cartellino rosso e ti fai squalificare per la prossima partita”.

Più incoraggiante, invece, il giudizio su alcuni centrocampisti: “Politano gioca in gestione, perché sa di non avere i 90 minuti nelle gambe e quindi cerca di amministrare le energie lungo tutta la fascia. Dall'altra parte Vergara, condizionato da un'ammonizione arrivata dopo un minuto e mezzo, se non sbaglio, sbaglia tantissimi palloni. Fa anche qualcosa di positivo, ma si tratta di episodi sporadici. Anguissa disputa una buonissima partita. Gilmour fa il possibile e, nonostante il pressing avversario, riesce comunque a cavarsela. McTominay firma il gol e conclude una prestazione più che sufficiente”.

Su Kevin De Bruyne, Sabatini ha espresso una valutazione articolata, riconoscendone l'impegno ma sollevando qualche dubbio sul suo atteggiamento nei confronti dei compagni: “De Bruyne gioca praticamente da uomo a tutto campo, in appoggio alla punta. Una scelta abbastanza obbligata, considerando gli uomini a disposizione. De Bruyne, dal punto di vista tecnico, commette quell'errore sul fuorigioco, ma nel complesso disputa una buona partita. Dal punto di vista della leadership, invece, probabilmente dà l'impressione di sentirsi troppo più bravo e troppo più forte rispetto a gran parte dei compagni. Questo atteggiamento un po' superiore forse non aiuta. Non possiamo però fargliene una colpa. La sua è una prestazione molto volenterosa”.

Allegri sotto esame: “La Lazio sarà un verdetto inevitabile”

Il passaggio più significativo dell'analisi riguarda però la mancanza di miglioramenti nel corso della stagione. Sabatini ha sottolineato come il Napoli continui a commettere gli stessi errori nonostante le numerose partite disputate: “Se scorriamo tutta la formazione, ci rendiamo conto che il Napoli paga moltissimo le incertezze e le indecisioni nella fase difensiva. Ma sono problemi dei quali parliamo fin dalla prima giornata di campionato. Ed è proprio questo il punto: il progresso, che è uno degli elementi fondamentali da valutare quando si giudicano il lavoro e la traiettoria di un allenatore e di una squadra, in questo momento non c'è. Gli errori commessi alla prima giornata sono gli stessi che continuiamo a vedere dopo 14 partite”.

Il giornalista ha quindi indicato nella prossima sfida di campionato contro la Lazio un appuntamento fondamentale per il futuro degli azzurri: “Sette sconfitte in 14 gare inchiodano Allegri a una presa di coscienza. E ci sarà un verdetto inevitabile e inequivocabile prima della sosta, nella partita di domenica alle 12.30 contro la Lazio capolista. Questa è la realtà, espressa credo con grande coerenza. Una realtà che, in una serata come questa, non può continuare a prendere in considerazione soltanto il mercato che non è stato fatto, l'età media più alta di tutti, i tredici o quattordici giocatori disponibili, il Porto che ha potuto effettuare i cambi mentre il Napoli non aveva alternative. Va bene tutto, ma c'è modo e modo di perdere”.

Infine, Sabatini ha richiamato anche le possibili conseguenze della pesante sconfitta sulla differenza reti in Champions League e il rapporto con i tifosi: “Un conto è perdere 2-1, un altro è buttare via una partita fino a chiuderla sul 4-1. Sono due gol di differenza che potrebbero pesare moltissimo nell'ultima giornata di Champions League, quando teoricamente con nove o dieci punti potresti entrare nei playoff, ma rischieresti di giocarti tutto sulla differenza reti”.

La conclusione è un'ulteriore riflessione sulla crisi della squadra: “Come ha detto anche Politano, il capitano, il Napoli non può arrivare a un 4-1 finale, a una figuraccia del genere, con i tifosi che fischiano e la squadra costretta ad andare sotto la curva a chiedere scusa. Per tentare che cosa? Una rimonta? Certo, cercare di rimontare è anche encomiabile, ma se nel tentativo di recuperare subisci altri due gol, alla fine non ti resta nulla. Anzi, ti rimangono il peso della brutta figura, la consapevolezza di una situazione difficilissima, la sensazione che tutto il Napoli sia sull'orlo del baratro e quel sentimento diffuso di fallimento che aleggia su questa squadra in questa stagione”.