Simeone: “Potevo andare al River, ma sono rimasto al Torino. C'era bisogno di me"

Simeone: “Potevo andare al River, ma sono rimasto al Torino. C'era bisogno di me"
Oggi alle 18:40Le Interviste
di Antonio Noto
Giovanni Simeone racconta il mancato trasferimento al River Plate, il problema alla schiena e il rapporto con Abate.

L'ex attaccante del Napoli, Giovanni Simeone, è tornato a parlare del suo futuro e della possibilità di lasciare il Torino durante l'ultima sessione estiva di mercato. Intervistato da Sky Sport Insider, il centravanti argentino ha confermato di essere stato vicino al trasferimento al River Plate, spiegando i motivi che lo hanno convinto a proseguire la propria esperienza in granata: "È vero, c’era la possibilità di andare al River, che è una squadra a cui voglio tanto bene. Mi potevo spostare: avrei cambiato calcio e vita. Abbiamo deciso insieme che c’era bisogno di me in questa squadra e sono molto contento di essere rimasto. Ho capito che serve anche la mia leadership per aiutare i compagni giovani che sono arrivati. Serve esperienza e voglio dimostrare di poter continuare a fare quello che ho fatto l’anno scorso”

Il gol non è un peso

Il Cholito non cerca scuse, ma analizza anche perché quest'anno è in ritardo nelle reti segnate: "Parto dalla partita contro la Roma. Due giorni prima ho avuto un blocco alla schiena e mi era già capitato a Napoli: è difficile tornare in pochi giorni. Per fortuna sono comunque riuscito a giocare, ho resistito e ho provato a dare tutto quello che avevo andando anche vicino alla rete. Devo ringraziare tutto lo staff per avermi aiutato a recuperare così in fretta. Ma il gol non è un problema: non ci penso tanto. Io ci devo provare tutte le partite, a volte non si riesce e conosco queste dinamiche: ci sono partite in cui ti sblocchi in un attimo o magari ti possono capitare partite senza rete. So come funziona”

Gli elogi ad Abate e Comuzzo

Simeone parla anche del suo allenatore: "È giovane, ma conosce molto bene l’Italia per quanto ha giocato qui. Sa come funziona la Serie A, ha tanta energia, gli piace avere rapporto con i giocatori. Ascolta molto, è una cosa buona: cerca di trovare il modo migliore per far stare bene i giocatori. Se pensiamo al campo, ha idee, un’identità precisa che vuole portare avanti partita dopo partita. Tra i giocatori se devo dire uno che mi ha sorpreso quello è Comuzzo. Pietro sembra esperto ma è giovanissimo, ha ancora tanta strada da fare. Prendiamo la partita proprio contro la Fiorentina: è stato bravissimo ad annullare uno come Mastantuono. Mi ha colpito molto".