Conte lo bocciò, Allegri l'ha rilanciato: Rafa Marin è il secondo giocatore più utilizzato
Il titolare che non ti aspetti è diventato una delle poche certezze della difesa del Napoli. La storia di Rafa Marin sembrava aver preso tutt'altra direzione quando, nell'estate 2025, lasciò gli azzurri dopo una stagione praticamente da spettatore: appena 139 minuti in Serie A e due partite complete in Coppa Italia nel Napoli campione d'Italia di Antonio Conte. Acquistato un anno prima dal Real Madrid dopo l'ottima esperienza in prestito all'Alaves, lo spagnolo era stato di fatto bocciato. Il prestito al Villarreal, però, ha cambiato tutto: 31 presenze, continuità e una stagione sufficiente per presentarsi nuovamente a Castel Volturno con credenziali completamente differenti. Quest'estate è tornato per restare, inizialmente anche per il ridotto margine di manovra del club sul mercato. Poi il campo ha riscritto le gerarchie.
Da soluzione provvisoria a punto fermo: solo Di Lorenzo ha giocato più di Rafa Marin
L'infortunio di Buongiorno gli ha consegnato una maglia da titolare già durante il precampionato, ma i piani iniziali raccontavano altro. Per tutta l'estate il Napoli ha cercato un centrale mancino da affiancare a Rrahmani sul centro-sinistra della linea a quattro di Massimiliano Allegri. Il 20 agosto è arrivato Benoit Badiashile, ma il ritardo di condizione e i successivi problemi fisici del francese hanno continuato a spalancare la porta a Rafa Marin. Lo spagnolo non l'ha più richiusa: dopo 12 partite è il secondo calciatore della rosa per minutaggio con 963 minuti, dietro soltanto al capitano Di Lorenzo e davanti persino a un riferimento come Rrahmani. A Monza è arrivato anche il primo gol in Serie A e con la maglia azzurra, un colpo di testa che ha definitivamente indirizzato la partita e cancellato l'errore sull'1-1 di Gustavo Varela, una delle poche sbavature del suo ottimo avvio.
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