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CR7 rompe il silenzio: “Jesus non ha mantenuto le promesse! Pronto a tornare per vincere”

CR7 rompe il silenzio: “Jesus non ha mantenuto le promesse! Pronto a tornare per vincere”TuttoNapoli.net
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Oggi alle 21:10Notizie
di Francesco Carbone
Cristiano Ronaldo ricostruisce nel dettaglio la rottura con Jorge Jesus e spiega i motivi che lo hanno portato a lasciare il ritiro del Portogallo.

È stato il mancato rispetto di una promessa a far esplodere il caso tra Cristiano Ronaldo e Jorge Jesus. Il capitano del Portogallo racconta nel dettaglio quanto accaduto durante il ritiro della Nazionale, spiegando perché abbia deciso di lasciare la squadra. Il punto di rottura è arrivato nella sfida contro la Norvegia: Jesus gli aveva comunicato che avrebbe giocato 30 minuti e Ronaldo aveva accettato, nonostante la modifica rispetto al programma iniziale. Dopo aver trascorso tutto il secondo tempo a riscaldarsi, però, non è entrato in campo: "Ho visto i minuti scorrere e non sono stato chiamato. L'allenatore aveva infranto la sua promessa". Ronaldo riconosce comunque il proprio errore per non aver salutato il pubblico: "Chiedo scusa al popolo portoghese che ci ha sostenuto intensamente lì, chiedo scusa ai tifosi e chiedo scusa a coloro che potrebbero essere venuti a vedermi e che potrei aver deluso".

Ronaldo accusa Jorge Jesus: “Era la seconda volta che veniva meno alla sua parola”

Quarantotto ore dopo la partita sarebbe andato in scena un confronto tra Ronaldo, Jesus e Simão Coutinho. Secondo il racconto di CR7, il ct avrebbe promesso di chiarire pubblicamente l'accaduto, spiegando che era stato lui a proporre il piano di gestione, che Ronaldo non aveva chiesto di giocare e che era stato un errore farlo riscaldare senza poi mandarlo in campo: "Abbiamo concluso l'incontro con l'allenatore che mi chiedeva un abbraccio, promettendomi che avrebbe detto in conferenza stampa quello che mi aveva appena detto". Ronaldo sostiene però che il successivo intervento pubblico di Jesus sia stato molto diverso: "Ho percepito espressioni e aggressività che ritengo ingiustificate, un atteggiamento del tipo 'voglio, posso e comando' che non mi aveva mai mostrato". Il capitano ha inoltre pubblicato gli appunti che, secondo il suo racconto, avrebbero dovuto costituire la base della conferenza: "Non ha mai messo in discussione le mie scelte. È stato esemplare, leale e professionale. Ho commesso un errore nel far riscaldare uno del calibro di Pelé o Maradona per poi non farlo entrare in partita. Se fosse oggi, non lo farei". Da qui la decisione di lasciare il ritiro: "Era la seconda volta che veniva meno alla sua parola. Decisi di lasciare il ritiro senza aspettare un'altra promessa non mantenuta. Per me, la verità è ancora la cosa più importante nei rapporti interpersonali". Ronaldo ribadisce inoltre di non aver mai interferito nelle scelte tecniche di un allenatore in quasi 25 anni di carriera: "Rispetto la decisione e, quando non mantengono la parola data, sento di non avere più un ruolo in squadra".

Ronaldo spiega anche che la vicenda arriva dopo una decisione già maturata sul futuro in Nazionale. Dopo il Mondiale 2026 aveva preparato una lettera per lasciare il Portogallo, salvo poi cambiare idea su richiesta della Federazione. Consultato sulla scelta del nuovo commissario tecnico, aveva dato il proprio assenso all'arrivo di Jesus: "È stata la scelta giusta, come dimostrano i risultati". Nel successivo incontro con l'allenatore era stato definito un piano per la sua gestione: "Mi disse che contava su di me e che la mia presenza era fondamentale per il suo progetto. Mi presentò subito un piano per la mia partecipazione". Ronaldo racconta inoltre di aver rifiutato la possibilità di evitare le trasferte in Norvegia e Danimarca: "Quel privilegio di rimanere in Portogallo non sarebbe stato un buon esempio".

Nella parte conclusiva del comunicato, CR7 si assume la responsabilità della scelta di abbandonare il ritiro: "Devo anche chiedere scusa ai miei compagni della nazionale per aver abbandonato il ritiro. Nonostante la totale violazione della fiducia riposta nella parola del ct, non avrei dovuto farlo. La responsabilità è esclusivamente mia". Il 41enne non chiede sconti alla Federazione: "Le conseguenze delle mie azioni devono essere valutate e sanzionate dalla Federazione calcistica portoghese. Credo che la punizione non debba essere attenuata. Non sono un giocatore qualunque; sono il capitano della squadra, e questo è un fattore aggravante". Ronaldo chiarisce poi di non considerare ancora chiuso il capitolo con la Nazionale: "Posso promettere a tutti i miei tifosi, naturalmente e soprattutto a tutto il popolo portoghese, che giocheremo una o più partite d'addio; ci sarà tempo per questo. Ma quando penso alla nazionale, quello a cui penso davvero è competere". La porta a un ritorno resta dunque aperta: "Se sarò in forma fisica, giocherò per il mio club e, si spera, segnerò gol, dopo aver scontato la mia squalifica, sarò disponibile, come lo sono sempre stato, per competere e vincere con la nostra Nazionale". La conclusione è affidata a una frase netta: "Questa è, credetemi, la pura verità".