Domande limitate e risposte sbrigative: il NYT chiede l'abolizione delle interviste al 45'
Le interviste durante le partite di calcio finiscono nel mirino del New York Times. Dalla stagione 2025-26 in Premier League è diventata consuetudine ascoltare giocatori e allenatori anche durante l'intervallo, ma secondo il quotidiano statunitense il format offre ben poco: "Nella maggior parte dei casi, queste interviste sono una perdita di tempo che apporta ben poco valore a chiunque. È ora di abolirle". Il regolamento limita inoltre questi interventi a un massimo di tre domande, tutte relative alla partita e "di natura positiva", senza poter ritardare la ripresa del gioco.
New York Times: "È lecito chiedersi se siano davvero interviste"
Il problema, secondo il NYT, non riguarda chi pone le domande, ma un sistema estremamente regolamentato: "Si tratta di brevi frammenti di conversazione, una manciata di domande sbrigative e frettolose che generalmente ricevono risposte altrettanto sbrigative". Nel calcio, a differenza dei principali sport americani, l'accesso dei giornalisti ai protagonisti è molto più controllato. Da qui il paradosso: qualsiasi occasione viene sfruttata nella speranza di ottenere una dichiarazione interessante, ma con argomenti, numero e persino tono delle domande prestabiliti diventa difficile riuscirci. "Le interviste sono così brevi che è improbabile che si riesca a ricavare qualcosa di veramente interessante", conclude il quotidiano.
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