Un libro su Carlo Ascarelli: la storia del fondatore del Napoli nel centenario del club
(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Nell'anno del centenario del calcio Napoli, la figura del suo fondatore, Carlo Ascarelli, riemerge con forza nella memoria, dopo lunghi anni di oblio. Se l'amministrazione comunale partenopea ha deciso finalmente di ricordare l'imprenditore dedicandogli una via, a tratteggiarne a tutto tondo la figura è la biografia scritta da Adam Smulevich e che sarà in libreria dal prossimo 28 agosto per i tipi di Giuntina. con una prefazione di Erri De Luca. "Carlo Ascarelli, imprenditore e filantropo" è il titolo dell'opera, che in poco meno di duecento pagine fa emergere nitida la figura di un protagonista della vita cittadina, di cui contribuì a trasformarne il volto economico e sociale, sostenendo iniziative culturali e benefiche e promuovendo forme innovative di tutela dei lavoratori.
Il suo nome è legato soprattutto alla nascita del Napoli, dato che per Ascarelli il calcio non era soltanto uno sport, ma uno strumento di coesione civile e identità. Animato da questa visione, realizzò a proprie spese uno stadio all'avanguardia, simbolo delle ambizioni di una Napoli affamata di futuro. Alla sua morte, nel 1930, migliaia di persone si raccolsero per rendergli omaggio, ma a causa delle sue radici ebraiche il regime fascista ne cancellò il nome dallo stadio da lui voluto, oscurando progressivamente il suo lascito. Adam Smulevich, giornalista e scrittore, si era già occupato della figura di Ascarelli e con Giuntina aveva pubblicato 'Presidenti. Le storie scomode dei fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma', per ricordare presidenti di calcio che, in quanto ebrei, sono scomparsi dalla memoria in seguito alle leggi razziali del 1938. (ANSA).
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