Chi ha trasformato Mertens in falso nove? La rivelazione di Ghoulam

Chi ha trasformato Mertens in falso nove? La rivelazione di GhoulamTuttoNapoli.net
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Ieri alle 23:20Notizie
di Francesco Carbone
Faouzi Ghoulam ha raccontato il retroscena sulla trasformazione di Mertens in falso nove, spiegando il ruolo avuto da Sarri e dal suo vice Calzona.

Chi ha trasformato Dries Mertens in un falso nove? La risposta arriva da Faouzi Ghoulam, che in una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport ha raccontato il retroscena legato alla trasformazione tattica dell’attaccante belga. L’ex terzino del Napoli ha sottolineato il ruolo di Francesco Calzona, all’epoca vice di Maurizio Sarri, senza però togliere meriti allo stesso Mertens: “Ci sono due scuole di pensiero. Dicono che è stata una grande intuizione di Sarri, però Mertens più di una volta ha ringraziato Calzona, che era il vice. Ha detto: ‘Mi ha cambiato lui la carriera’”.

Ghoulam: “Calzona ha cambiato più di un giocatore”

Ghoulam ha poi raccontato quanto fosse importante il lavoro individuale svolto da Calzona con i calciatori: “Dries si è cambiato da solo perché è stato bravo. Però Calzona ha cambiato più di un giocatore. Te lo può dire Koulibaly, te lo posso dire io. Nei momenti in cui il mister non ci vedeva come titolarissimi, lui veniva da noi e diceva: ‘Devi imparare questo, questo e questo’. Io, se dovevo fare il terzino che non avevo mai fatto in vita mia per giocare nel Napoli, lo facevo. Se il mister aveva bisogno di un terzino che non spinge ma sta dietro, lo facevo. E Calzona veniva e diceva: ‘Il mister si aspetta questo da te, secondo me puoi farlo’. Rimanevamo sempre 30, 45 minuti, un'ora dopo l'allenamento con Ciccio e i collaboratori a fare sedute individuali.

A Dries, per esempio, hanno detto: ‘Tu puoi fare il nove perché non abbiamo bisogno di uno che attacca solo in profondità, ma di uno che gioca con i compagni. Conosci bene José, Lorenzo, Marek, Hamsik, Jorginho, Allan. Puoi giocare con loro facilmente’. Maurizio era il capo e ha fatto tutto lui, ma aveva collaboratori di altissimo livello. Ciccio, in particolare, conosceva perfettamente quello che il mister voleva e veniva da te a dirtelo. Come calciatore, quando non giochi non sai il perché. È bello che qualcuno venga e ti dica: ‘Il tuo ruolo è questo, aspettiamo questo da te’”.