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Esonero Allegri, Gaito: “Lazio e poi via! Disorganizzati e dominati già in parte del 1T ed inizio 2T”

Esonero Allegri, Gaito: “Lazio e poi via! Disorganizzati e dominati già in parte del 1T ed inizio 2T”
Oggi alle 11:00Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Il direttore Antonio Gaito ha aperto così il suo editoriale quotidiano nel "Buongiorno Tutto Napoli", la prima trasmissione live già dalle 7 sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Sul giudizio di Allegri relativo ai 70 minuti di buona prestazione del Napoli:

"Non avevamo grosse pretese, perché sapevamo che il Napoli arrivava maluccio e conoscevamo il problema dei pochi cambi, però veramente si poteva fare molto di più contro la squadra di Farioli. Allegri addirittura ha visto 70 minuti di buon Napoli, di buona partita. In un'altra intervista a Sky ha detto che non immaginava che giocassero così bene. Allegri si scopre giochista, perché quando parlava di giocare bene diceva: che significa giocare bene? Con il sorriso sornione di chi aveva vinto 1-0 magari con mezzo tiro in porta. Ora, da un po' di tempo a questa parte, senza risultati, si scopre a ogni post partita giochista. Già questa mi sembra una presa in giro".

Sulla strategia comunicativa dell'allenatore:

"La sua strategia è arrivare a questi famosi 70 minuti, come per dire: io 70 minuti li ho fatti bene e poi non avevo i cambi. È una questione soltanto di infortuni. Ma ormai una partita dura 100 minuti, non più 70. Lui è molto furbo, sente evidentemente che c'è una riflessione anche nei suoi confronti. Prova ad arrivare a questi 70 minuti, ma non ci arriviamo in nessun modo, perché il Napoli nel secondo tempo non ha proprio giocato. Io fatico ad arrivare a più di 45 minuti nella connotazione positiva che vede Max Allegri. Nei primi 30 minuti del secondo tempo il Napoli non ha fatto un tiro in porta e non ha avuto tocchi in area. Quindi non so cosa intenda per giocare bene".

Sui calcoli per la qualificazione in Champions League:

"Si è rivelata un disastro anche questa strategia comunicativa di fare la tabellina, di fissare la quota punti e di mettere dentro le prossime partite. Ormai tutto quello che fa Allegri, secondo me, è finalizzato a salvare la panchina, a lanciare messaggi, a curare il proprio orticello. Dire che saranno decisive le prossime partite significa scaricare tutto sul futuro, come se fossero facili. Il Bruges ha vinto un'altra partita, dopo aver battuto l'Inter a San Siro ha vinto anche sul campo del PSV. Voglio pure capire Viking e Sabah, che comunque non te le porti da casa, ma col Bruges non sarà affatto facile. Anzi, forse a livello individuale, per i talenti che ha, il Bruges è persino superiore".

Sul confronto tra Napoli e Porto e sul peso degli infortuni:

"Il Porto ha dimostrato di giocare di gran lunga meglio, ma individualmente non è nulla di eccezionale. Mi fa una grossa impressione Farioli per l'organizzazione, ma individualmente il Napoli proposto ieri, con tutte le sue problematiche, era più forte del Porto. Chi parlerà solo di infortuni, secondo me, non vuole il bene del Napoli. Perché questo presuppone che quando rientreranno i giocatori il Napoli avrà risolto tutti i suoi problemi. Lo ha detto anche ieri Allegri: dopo la sosta recuperiamo qualche calciatore, come se fosse la soluzione a tutto. Lui si scagiona. Io sono convinto, con tutti i dati a supporto, che i rientri dei giocatori e anche qualche acquisto a gennaio non cambieranno il problema di non avere un'identità di gioco".

Sugli aggiustamenti tattici di Farioli durante la partita:

"All'inizio del secondo tempo loro cambiano le pressioni. Lo ha spiegato anche Farioli, che nel post partita parla di calcio. C'era De Bruyne spesso libero e lui ha dato l'ok anche al terzino a salire, perché si muoveva l'uomo tra le linee e il Napoli riusciva a ripartire. Ha alzato un ulteriore uomo ed è riuscito a soffocare le transizioni del Napoli, che ogni tanto ribaltava il campo. Ci sono stati degli aggiustamenti all'intervallo".

Allegri merita l'esonero?

"Allegri doveva essere esonerato già da diverso tempo e, se si fosse chiamato in un altro modo, forse anche prima. Il nostro ragionamento non deve basarsi sui soldi e sul contratto. Sento molti dire che è un discorso inutile perché guadagna quattro milioni e mezzo e tanto non lo esonereranno mai. Ma quello è un discorso che spetta alla società. Noi giornalisti dobbiamo dire che merita l'esonero, che non vediamo la possibilità di continuare in questo modo. Probabilmente De Laurentiis non lo esonererà, però è nostro compito dire che Allegri merita l'esonero a questo punto, perché i numeri sono emblematici. Se si perde con la Lazio saranno più del 50% le partite perse. Ma dove vogliamo arrivare? Fino a dove vogliamo spingerci per accettare l'indecenza?".

Sulla possibilità di ripartire con un nuovo allenatore:

"Bisognerà capire chi potrebbe arrivare. Alcuni nomi che si fanno sì, altri no. Ad esempio Pioli: io non credo che un altro gestore possa essere idoneo. A Napoli è molto chiaro, questi fantomatici gestori non funzionano. Il Napoli ha bisogno di allenatori, di persone che possano lavorare sul campo e far crescere la squadra attuale. Sono giocatori forti, ma non sono certo stelle assolute che tu prendi Mourinho e lui le gestisce. Ma cosa c'è da gestire? Qui bisogna crescere. In Serie A campioni non ce ne sono e non ce ne saranno per tanti anni. Ci sono buoni giocatori o campioni che magari non sono più all'apice, ma bisogna avere un'organizzazione collettiva e il Napoli non ce l'ha".

Sul gol subito da calcio d'angolo e sugli errori difensivi:

"Ci rendiamo conto che il Napoli non ha saputo sistemare un castelletto difensivo sul calcio d'angolo? Vogliamo dare la colpa ai giocatori che non saltano, perché non avevano voglia? Io la squadra la salvo. L'unica cosa che salvo dalla serata di ieri è lo spirito della squadra, che ha lottato. Ma queste sono cose che si allenano. Perché il Napoli aveva questa linea unica? Solitamente si mettono due linee, con lo spazio per andare ad aggredire in avanti. Bednarek, un gigante che vedi in area di rigore, salta da solo sul dischetto. È normale questa cosa? Direi di no, anche se marchi a zona. Ci deve essere qualcuno che va verso il pallone. Niente, nessuno si è mosso, nessuno ha fatto nulla. Significa che si è completamente spento l'interruttore e questa è una cosa molto grave".

Sulla confusione tattica della squadra:

"Si racconta che McTominay e Vergara si siano invertiti di posizione, ma questa confusione da dove nasce? Perché non abbiamo le posizioni chiare in questo castelletto difensivo da calcio d'angolo? Il Porto non è una squadra fisica, aveva un solo saltatore forte, Bednarek, e noi avevamo almeno sei saltatori forti. Anche nella marcatura a zona devi aggredire e devi avere lo spazio. Noi eravamo talmente schiacciati che quasi si formava una linea unica. Non hai le spaziature, che sono la base del calcio. Allegri ha detto che bisogna capire perché i giocatori si siano confusi. Ma da dove nasce questa confusione? Non è solo su questo episodio: in tutti i frangenti il Napoli è confuso tatticamente".

Sulle differenze tra l'organizzazione del Porto e quella del Napoli:

"Chi vuole vedere solo gli infortuni vede solo gli infortuni, dice che ci sono stati 70 minuti buoni, poi sono mancate le forze e i cambi. Chi vuole realmente il bene del Napoli vede da un lato una squadra che non ha singoli eccezionali, però è super organizzata. C'è un tecnico che viene studiato da molti, è un riferimento per i nuovi allenatori. Dall'altro lato c'è una squadra che non ha idee, che crea qualcosa sugli spunti individuali, ma non ha un'organizzazione. Non viene esaltato il talento individuale tramite il gioco, sono le individualità che devono creare qualcosa. Anche quando il Napoli recupererà dei giocatori o acquisterà qualcuno a gennaio, potrà crescere il valore individuale, ma il Napoli non è organizzato. Non esiste la magia, non esiste nessuna magia".