Mignano: "Il Napoli deve intervenire subito in difesa, ma non escludo cessione eccellente"
Il giornalista Raffaele Mignano è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale, con Claudio Ranieri direttore tecnico e presidente del Club Italia. Come giudica questa scelta?
"Condivido pienamente l'analisi fatta in precedenza. Io, però, partirei dalle ultimissime. Durante la conferenza stampa Malagò mi è sembrato abbastanza inquieto, nervoso e a tratti anche irascibile nei confronti dei colleghi. Ad alcune domande scomode ha preferito glissare. Ha capito perfettamente che guidare la FIGC è ben diverso dal governare il CONI e che il calcio italiano è davvero in una situazione di emergenza. Ha già voluto mettere le mani avanti, spiegando che Mancini avrà a disposizione appena due allenamenti prima dell'esordio in Nations League contro Belgio, Turchia e Francia. Inoltre ha sottolineato che oggi l'Italia non può contare su un Mbappé o uno Yamal con doppio passaporto. In pratica ha fatto capire che il materiale umano è quello che è e ha voluto alleggerire fin da subito le responsabilità del nuovo commissario tecnico. Per quanto mi riguarda, da questa vicenda Maldini, Leonardo e Pirlo escono vincitori. Hanno scelto di farsi da parte nel momento in cui hanno capito che non avrebbero potuto incidere davvero sul rilancio del calcio italiano."
Malagò ha parlato di condivisione delle scelte con il nuovo direttore tecnico. Che idea si è fatto?
"È evidente che Malagò si trovi in grande difficoltà. Per uscirne ha chiamato due persone di cui si fida e che presumibilmente non lo tradiranno. Ma il problema è un altro: a oltre un mese dalla sua elezione si è parlato di tutto tranne che del programma di riforme del calcio italiano. La questione del commissario tecnico è soltanto la punta dell'iceberg. I veri problemi riguardano i diritti televisivi, i settori giovanili, l'impiantistica e tutto ciò che serve per rilanciare il movimento. Mi auguro che l'eventuale ingresso di Gianfranco Zola possa portare davvero qualcosa di nuovo."
Mancini può comunque rappresentare una scelta utile dal punto di vista tecnico?
"Sì, anche perché la Lega di Serie A ha avuto un peso determinante nell'elezione di Malagò. Il presidente dovrà mediare continuamente tra le esigenze della Lega e quelle della Federazione. Mancini e Ranieri erano probabilmente gli unici due nomi in grado di garantirgli un minimo di serenità in un momento così complicato. Tutte le suggestioni su Guardiola o Ancelotti le lascerei perdere. Un conto è allenare un club, dove scegli i giocatori, un altro è guidare una Nazionale, dove lavori con il materiale che hai."
Passando al Napoli, quali sensazioni le ha lasciato il ritiro di Dimaro e il lavoro di Massimiliano Allegri?
"Per il momento non mi sbilancio. Questa calma apparente mi preoccupa un po', ma è figlia di una situazione di stallo. Il Napoli deve prima risolvere il problema dei tanti esuberi. Una rosa così numerosa rende complicato sia il mercato sia il lavoro quotidiano di Allegri, che fatica a fare valutazioni definitive. L'allenatore sta portando serenità rispetto al passato e sta trasmettendo esperienza e fiducia ai suoi giocatori. Le amichevoli con Arezzo e Carrarese, però, dicono ancora poco. La squadra è incompleta e si sono viste soprattutto alcune buone giocate individuali. Serve ancora tempo. Il Napoli deve alleggerire la rosa e risolvere i rebus legati all'attaccante, al vice Di Lorenzo, al secondo portiere e ad altri innesti. Invito anche a non lasciarsi trascinare troppo dall'entusiasmo legato alle celebrazioni del Centenario. La festa è giusta, ma non deve distogliere l'attenzione dalle questioni di campo."
La priorità resta il difensore centrale?
"Assolutamente sì. In questo momento il Napoli deve intervenire rapidamente in difesa. Se l'obiettivo è essere protagonista anche in Champions League, servono calciatori affidabili e di alto livello. Oltre al difensore serve anche un'alternativa importante a Højlund in attacco e, probabilmente, un altro centrocampista. I problemi da risolvere sono ancora tanti, anche se se ne parla poco."
Si aspetta anche qualche cessione importante?
"Non escludo una grossa sorpresa da qui alla fine del mercato, sia in entrata sia in uscita. Potrebbe esserci anche una cessione eccellente, e non mi riferisco soltanto a Lukaku. Penso, ad esempio, ad Anguissa, che confermerei ma che è in una situazione contrattuale delicata. Anche Lobotka, per quanto sia un grandissimo giocatore, non lo considero totalmente inamovibile nell'idea di Allegri. Mi è piaciuto molto, invece, il rinnovo di Vergara. Credo stia studiando da leader e sono convinto che possa diventarlo nel giro di poco tempo. Lo vedo un po' come il Kaká del primo Milan di Allegri: in una posizione diversa dalla sua naturale, ma perfetta per il calcio che il nuovo allenatore del Napoli vuole proporre."
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