Parlato: "Lukaku e Lucca in uscita, ecco quando partiranno le prime operazioni"
Manuel Parlato, giornalista, è stato ospite della nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live su sito, app smartphone e smartTv e Dab Campania.
Roberto Mancini sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale, mentre Claudio Ranieri ricoprirà il ruolo di direttore tecnico. Come giudica queste scelte?
"Alla fine Malagò ha scelto l'allenatore al quale pensava fin dall'inizio. Siamo tornati al punto di partenza. Probabilmente è stata commessa una leggerezza nell'affidare la direzione tecnica a Maldini e Leonardo senza condividere preventivamente la scelta dell'allenatore e senza considerare che avrebbero potuto indicare un commissario tecnico non gradito. Per me la questione della sponsorizzazione è soltanto una scusa. La verità è che si voleva un commissario tecnico con un pedigree importante. Con tutto il rispetto, non si può passare da Guardiola a Pirlo. I nomi erano Mancini e Conte. Non si poteva parlare seriamente di Ancelotti, che ha un contratto con il Brasile, o di Guardiola, praticamente irraggiungibile, per poi virare su Pirlo. La leggerezza l'ha commessa Malagò, immaginando che Leonardo e Maldini avrebbero condiviso una scelta differente. Non è stato così e si è tornati al punto di partenza."
La presenza di Ranieri può rappresentare l'inizio di una vera riforma del calcio italiano?
"Speriamo che Claudio Ranieri possa incidere anche come presidente del Club Italia, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Bisogna riscrivere i regolamenti e riformare l'intero sistema calcio. Il vero problema non era soltanto scegliere il commissario tecnico. Non possiamo parlare di rinnovamento. Con Leonardo si poteva forse immaginare un progetto nuovo, mentre qui siamo davanti a un piano di restauro della Nazionale. Mancini, inoltre, aveva sbattuto la porta dopo l'eliminazione contro la Macedonia del Nord per andare ad allenare l'Arabia Saudita. Anche da questo punto di vista si tratta di un autogol. Non so come i tifosi abbiano accolto il suo ritorno, ma è un po' lo specchio del nostro Paese e della politica che gestisce anche il mondo del calcio. C'era l'occasione di azzerare tutto e ripartire con un progetto nuovo. Invece si è tornati al passato e all'usato sicuro."
Dopo aver seguito il ritiro di Dimaro, quali sono le sue prime impressioni sul Napoli di Massimiliano Allegri?
"Rispetto al primo anno di Conte e alla stagione successiva allo Scudetto, le presenze dei tifosi sono state praticamente dimezzate durante tutto il ritiro. Anche l'entusiasmo mi è sembrato molto contenuto e si è visto soprattutto negli ultimi due giorni. Probabilmente si attende ciò che dirà il campo. L'entusiasmo può essere stato frenato anche dal mercato, perché il Napoli non ha operato come nella scorsa stagione, quando i nuovi acquisti erano già presenti a Dimaro. Il ritiro è stato anche una sorta di passerella per il mercato in uscita, con diversi giocatori sotto osservazione per capire chi fosse promosso, bocciato o rimandato."
In quale reparto il Napoli deve intervenire con maggiore urgenza?
"Il Napoli deve lavorare innanzitutto sul difensore. Con l'infortunio di Buongiorno, che non ha preso parte al ritiro, e i problemi di Beukema, la squadra deve assolutamente rinforzarsi in quel reparto. Non può presentarsi all'inizio del campionato in queste condizioni, con tutto il rispetto per i calciatori attualmente a disposizione. Qualcuno ha fatto comunque la propria parte ed è tra i promossi. A Castel di Sangro, con il ritorno di McTominay e degli altri nazionali, vedremo probabilmente anche qualcosa di diverso dal punto di vista tattico."
Come valuta il gruppo storico del Napoli e si aspetta qualche cessione eccellente?
"Il gruppo storico può certamente aiutare l'inserimento dei nuovi calciatori e dei giovani, come Vergara, che ha appena rinnovato il contratto. Il Napoli, però, ha lo stesso problema della scorsa stagione: ci sono diversi centrocampisti importanti e bisogna capire come Allegri riuscirà a gestirli. Dovrà effettuare un turnover scientifico per far ruotare tutti. Bisognerà anche comprendere quale ruolo verrà assegnato a De Bruyne, come sarà gestito e se il calciatore accetterà questa impostazione. Ci sarà inoltre una valutazione economica, perché De Bruyne e Lukaku hanno un peso importante sul monte ingaggi del Napoli."
Qual è il suo giudizio su Lukaku e sulle possibili scelte per l'attacco?
"Lukaku è rimandato, perché non è riuscito ad allenarsi con continuità e non ha disputato neppure la seconda amichevole. È un giudizio che si avvicina maggiormente alla bocciatura. Secondo me non sarebbe l'alternativa ideale a Hojlund, né dal punto di vista temperamentale né sotto l'aspetto tattico. Il Napoli dovrà necessariamente fare delle valutazioni sul reparto offensivo. Credo che andrà via almeno uno tra Lukaku e Lucca, se non addirittura entrambi. Sarà il mercato a dircelo, ma penso che le operazioni vere cominceranno con l'inizio del ritiro di Castel di Sangro."
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