"Se vincerai lo scudetto a Napoli...", Carnevale racconta una telefonata con Allegri
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Andrea Carnevale, ex calciatore del Napoli: "Io ringrazio Napoli, che ha un popolo straordinario, il 10 maggio è una data bellissima. Abbiamo fatto la storia della città. Per me ricordare questo evento, che inizia stasera e domani. Sarà straordinario. Ringrazio il Calcio Napoli che ha invitato le Legends del Napoli. Meritiamo il palcoscenico con i tifosi nostri. Sono emozionato di essere lì domani sera a Napoli. Io devo tanto alla tifoseria del Napoli. Ho ricordato l'aneddoto nel 1988, quando i tifosi spingevano per farmi convocare in Nazionale. Ho fatto solo 10 presenze, ma una volta era difficile arrivare in Nazionale. Le migliori Nazionali sono stati quelle del 1982, poi quella del 1990 contro il nostro Diego. Non è vero che quello stadio San Paolo fece il tifo per l'Argentina contro di noi. Poi vero che fece piacere che Diego ai calci di rigore segnò.
Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli? Ho fatto il tifo per lui, è un ragazzo per bene, ha fatto tanta esperienza, conosce tanto il calcio. Allegri è quasi vicino all'età mia, penso che sia un esperto di pallone e non si inventa nulla. Penso che farà molto bene. Con lui si comunica bene, è intelligente. Ha questa macchia di aver allenato Milan e Juventus, ma si farà amare da Napoli. È molto umile. Ho tifato per lui. Faccio un grande in bocca a lupo. Quando ha firmato per il Napoli, l'ho chiamato: gli ho detto che se vince uno Scudetto al Napoli, non sarà come al Milan o alla Juventus.
Un pensiero su Franco Baresi? Ho visto quel filmato che sta girando di Maradona con la maglia di Baresi, io ero proprio dietro di lui. Franco era un leader silenzioso. Io ieri sera quando me l'hanno detto ho quasi pianto, equivale a Maradona. Sono due mostri sacri del calcio Mondiale. Si faceva capire con gli occhi. Gli episodi che sono capitati alla sua famiglia, sono simili anche alla mia. E capisco il suo silenzio. Franco ci mancherà, oltre ad essere stato un campione di calcio è un campione di vita. Ho chiamato anche Paolo Maldini, che so quanto ci tenesse. Dal 9 settembre in poi concorro per la vittoria del mio libro, sono emozionato. Ma io ho già vinto, perché questo libro è sull'omicidio di mia madre che mi è capitato da bambino. E voglio portare avanti questo percorso, tutti i giorni accadono queste tragedie e noi dobbiamo dare questa voce. È diventato un cancro nazionale, io non mi fermerò perché l'ho vissuta in prima persona".
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