Vinicius racconta: "Al Napoli era impossibile, ma fu la svolta! Ancelotti? Il primo a salutarmi"
Carlos Vinicius, ex attaccante brasiliano del Napoli, ora al Gremio, ha parlato della sua esperienza in azzurro ai tempi di Ancelotti. Il centravanti acquistato nel gennaio 2018 non mai sceso in campo con la maglia azzurra, partecipando soli ai ritiri estivi, in carriera ha giocato con maglie di Monaco, Benfica, Tottenham, Psv Eindhoven, Fulham e Galatasaray.
Queste le dichiarazioni di Vinicius ai microfoni di "Abre Aspas", su Globo Esporte: "Quando sono arrivato al Napoli mi aspettavo che Ancelotti non mi avrebbe neanche salutato. Per me andava benissimo, mi bastava essere lì. Invece poi quando sono arrivato nel ritiro pre-campionato, ho capito davvero cosa significava essere al Napoli. Dieci mesi prima, ero in seconda divisione, nel campionato Goiano, e stavo per smettere di giocare. Dieci mesi dopo, ero lì con Ancelotti, con il Napoli. Il Napoli che aveva fatto 91 punti, perdendo il campionato contro la Juventus, che ne aveva fatti 92.
C'era Hamsik, il centrocampista con la cresta. Insigne, Mertens, Koulibaly... e poi Ancelotti come allenatore. Mio Dio. Nello spogliatoio non avevo nemmeno il coraggio di alzarmi per prendere un po' d'acqua... la verità è che stare lì era qualcosa di impossibile. Ma Ancelotti fu il primo a salutarmi, provò a parlare un po' di portoghese, poi anche i giocatori... Ancelotti mi ha abbracciato... è stata un'esperienza fantastica. Sono stati solo due ritiri pre-campionato, più o meno due mesi... Ma è stata un'esperienza di altissimo livello, straordinaria perché ha rappresentato una svolta decisiva per me.
È stato un breve periodo, solo due ritiri con Ancelotti, ma sono felice di averlo fatto. Ma è evidente e chiaro che possiede una qualità altissima, ovvero saper gestire i giocatori di punta che ha a disposizione e saper gestire il calcio non solo in campo, ma anche fuori dal campo. Oserei dire che non c'è un solo giocatore che parli male di Ancelotti perché sa come trattarli come una figura paterna e li fa sempre sentire a proprio agio. E credo che il suo stile si sposi bene con il calcio brasiliano. Gli sono sempre piaciuti i giocatori brasiliani. Tutte le sue squadre hanno sempre avuto giocatori brasiliani di successo, e credo che questo sia stato uno dei motivi per cui ha accettato l'invito della Nazionale brasiliana".
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