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“Doumbia più avanti di Vergara, già gioca in Champions”, lapsus Mancini? I dati parlano chiaro

“Doumbia più avanti di Vergara, già gioca in Champions”, lapsus Mancini? I dati parlano chiaroTuttoNapoli.net
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Oggi alle 21:30Notizie
di Francesco Carbone
La frase di Roberto Mancini su Doumbia e Vergara fa discutere: il centrocampista è considerato più avanti perché ha già maggiore esperienza in Champions

“Doumbia è più avanti perché già gioca la Champions League”. È la frase pronunciata da Roberto Mancini dopo Italia-Turchia 3-1 che ha fatto scattare il confronto tra i due classe 2003. Perché, a guardare i dati, c’è un dettaglio da correggere: anche Antonio Vergara ha già debuttato nella massima competizione europea con il Napoli. Il senso delle parole del commissario tecnico va quindi cercato soprattutto nella continuità e nel minutaggio. "Vergara ha bisogno di giocare queste partite per crescere di livello. Sono certo che migliorerà tantissimo. Doumbia è più avanti perché già gioca la Champions League. Romano aveva giocato bene a Roma e anche stavolta ha disputato una buona partita". Un giudizio arrivato dopo due prestazioni incoraggianti di Vergara con l’Italia, tra Francia e Turchia, culminate con la titolarità a Bologna e una prova positiva sulla fascia destra, tra giocate creative e buone combinazioni con i compagni. E Mancini ha ribadito il concetto anche successivamente: "Romano e Vergara sono giocatori che hanno bisogno di giocare queste partite per alzare il loro livello".

Il vero vantaggio di Doumbia? Continuità e minutaggio

Ed è proprio qui che il confronto diventa più interessante. Issa Doumbia è una delle scommesse vinte da Mancini e contro la Turchia, alla prima da titolare in Nazionale, è stato tra i migliori, soprattutto nella ripresa. Il centrocampista classe 2003 ha avuto però dal proprio club una continuità che Vergara non ha ancora trovato a Napoli. Da quando è arrivato in Portogallo, l’ex Venezia è partito titolare in tutte le sette gare di campionato e anche in Champions League contro il Galatasaray, proprio sotto gli occhi di Mancini, accumulando quasi 700 minuti prima della prima convocazione. Vergara, invece, ha giocato appena 162 minuti complessivi, con due presenze dall'inizio in campionato, mentre in Champions è entrato nell'ultima mezz'ora contro l’Arsenal dopo l'infortunio di Alisson. Dunque, più che la Champions in sé, a fare la differenza è soprattutto l'esperienza maturata con continuità. Un aspetto che spiega il giudizio di Mancini, ma che non cancella il percorso di Vergara, ancora alla ricerca di spazio nel Napoli.