Caso striscioni al Maradona, le mosse e la strategia di De Laurentiis: la situazione
Spuntano nuovi dettagli sul caso striscioni allo stadio Diego Armando Maradona. La firma di Repubblica, Antonio Corbo, svela l'intento del patron azzurro: dopo aver accantonato l'idea dello stadio nella zona delle raffinerie Q8, il Napoli avrebbe immaginato di rastrellare nuove risorse economiche ospitando sponsor e iniziative di marketing all'interno dell'impianto. Non era subito chiaro con quali accorgimenti tecnici e strutturali su curve e tribune il club sarebbe riuscito nell'operazione, ma il prezzo da pagare sarebbe stato il sacrificio di spazio riservato agli striscioni degli ultras e gruppi organizzati.
De Laurentiis-Ultras Napoli, intervento di Questore e Prefetto: nulla cambia
Secondo quanto racconta Corbo su Repubblica Napoli, la Questura ha imposto il rispetto dell'attuale disposizione. Una lunga ma franca telefonata tra il patron e il questore Maurizio Agricola non avrebbe convinto De Laurentiis, tanto da rendere necessario l'intervento del prefetto Michele di Bari, in proroga fino al 12 gennaio 2027, che ha portato il caso a un tavolo tecnico in Questura. L'esito, sottolinea l'editorialista, è che nulla cambierà: gli striscioni restano espressione di fede e appartenenza, valori del tifo che un pur comprensibile progetto di business non può cancellare.
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