"Più aziendalista di così non si può", Allegri accetta il (non) mercato. Ma alla Juve...

"Più aziendalista di così non si può", Allegri accetta il (non) mercato. Ma alla Juve...TuttoNapoli.net
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Oggi alle 20:00Rassegna Stampa
di Redazione Tutto Napoli.net
Conferenza stampa Allegri, le reazioni all'aziendalismo del tecnico del Napoli

Non raccoglie troppi consensi la conferenza stampa di Max Allegri alla vigilia della sfida contro il Genoa. "Aziendalista che più aziendalista non si può. Vago nelle risposte, accomodante nei confronti di una società che quest'anno vuole soprattutto rientrare dai troppi investimenti fatti nell'ultimo biennio che non hanno reso", scrive Raimondo De Magistri per Tuttomercatoweb.com, raccontando che ancora oggi il diktat è vendere prima di comprare. Sono arrivati soltanto Costantino Favasuli dal Catanzaro e Benoît Badiashile in prestito dal Chelsea. Poi, anche per l'attaccante, dipenderà dalle uscite, in particolar modo quelle di Lang e Lucca. Un mercato in tono minore, ma ad Allegri va bene così: "La rosa è ottima, la società è vigile sul mercato, in questo momento però abbiamo giocatori molto bravi ed a volte si pensa che alcuni siano meno forti di quelli fuori ma invece dobbiamo dare molto valore a chi è già qui".

Dare valore a chi già c'è.

Allegri l'ha ripetuto più volte anche perché - ha aggiunto in un altro passaggio - questa è una squadra che nel recente passato è stata ben allenata: "Ma può bastare questo per una squadra competitiva per il titolo calcolando che le rivali hanno tutte investito più di 100 milioni sul mercato?", è l'interrogativo sollevato. Alla Juventus nel 2014 andò diversamente: "Quando Allegri ereditò la squadra da Conte, il club ingaggiò Patrice Evra e Alvaro Morata. Portò a Torino un giovane Kingsley Coman e poi Isla, Pereyra e Romulo. Non una campagna acquisti indimenticabile, ma nemmeno banale con almeno un paio di titolari molto utili. A Napoli invece l'impressione è che sia stato scelto Allegri anche per gestire una rosa spremuta da due anni di Conte".