Frosinone, Alvini: "Prima sfida con Allegri in D, poi incrociati nel 2023. Quella partita mi rimase lì"

Frosinone, Alvini: "Prima sfida con Allegri in D, poi incrociati nel 2023. Quella partita mi rimase lì"TuttoNapoli.net
Oggi alle 14:00Le Interviste
di Antonio Noto
Alvini racconta il suo Frosinone al Festival dello Sport e avverte in vista della sfida contro il Napoli.

Massimiliano Alvini, allenatore del Frosinone, è intervenuto a Palazzo Benvenuti nel panel “La tripletta”. Il tecnico, intervistato da Luigi Garlando, Marco Guidi e Tommaso Milanese, ha affrontato numerosi temi: dall’identità della sua squadra alla lotta salvezza, passando per Calò, Raimondo, Palmisani, il VAR e la prossima sfida contro il Napoli. Alvini ha ribadito subito la filosofia alla base del suo Frosinone: “Il percorso è lungo, ma c’è l’identità di squadra che serve per fare la tua partita contro chiunque, cercando di fare gol e di arrivare alla vittoria indipendentemente dall’avversario”. 

In caso di difficoltà faresti un passo indietro sulle tue idee?
“No. Una volta ho preso i complimenti per un punto fatto con il Milan tutti bassi a difendere, senza mai proporre. Non ero affatto contento, altro che complimenti. Mi è servito per migliorare, non voglio commettere quell’errore di nuovo”.

L’Italia però con la Francia ha saputo anche difendersi per la forza dell’avversario. C’è un compromesso?
“C’è un compromesso, puoi fare una scelta: avere una squadra aggressiva in alto o fare una squadra più d’attesa giocando più basso. Quando la squadra si difende e non propone niente io faccio più fatica in partita”.

Bracaglia e Calvani hanno impressionato rispetto a quanto non si conoscessero.
“Bracaglia è un ciociaro, prima di tutto: incarna lo spirito della squadra. Un ciociaro vero, come Palmisani. Per noi allenatori avere calciatori con quello spirito è una fortuna. Ne vorrei tanti come Bracaglia da allenare, sempre. Viene da un percorso di sacrifici. Gli auguro il meglio, si sta ritagliando il suo spazio in A”.

Raimondo: due doppiette, dopo che sono arrivati altri nel suo ruolo.
“Ha delle qualità tecniche e caratteristiche notevoli, è in un percorso di miglioramento, è futuribile, attacca lo spazio. A me piace tantissimo. Anche nei rapporti umani. Castagnini ha preso lui come primo nome in attacco, dal Bologna, speriamo che continui su questa strada”.

Si aspetta che Raimondo venga chiamato in Nazionale?
“Me lo auguro per lui, per noi. Prima era più tosta arrivare in Nazionale, sicuramente è un ragazzo sul quale lavorare per il futuro”.

Calò: fondamentale tatticamente, tanti pensavano avrebbe fatto fatica.
“È un giocatore forte. Vede calcio, delle linee di passaggio enormi. Ha un piede gentile. Un piede determinante in B, ma anche in A. Giocava nel Pontedera, io allenavo il Tuttocuoio, nello stadio a fianco. Ho sempre desiderato allenarlo, arrivo a Cosenza e lui viene venduto il primo giorno. Arrivato in A con 29 anni, ma è uno dei più intelligenti allenati in carriera”.

Hai pensato di comprare un vice-Calò in estate.
“Sì, la prima scelta non neghiamo che fosse Romano. Anche l’anno scorso. Volevamo un giocatore giovane, con struttura diversa da Calò fisicamente, bravo il Cagliari a prenderlo. Se eravamo vicini a prenderlo? Sì, eravamo lì”.

Calò era vicino alla Samp...
“Gli dissi: guarda che non vai eh! Siamo contenti di averlo con noi. La proprietà ha creduto in questi ragazzi, da Bracaglia a Raimondo e Calò. Con loro vogliamo raggiungere la salvezza”.

Palmisani con il Como ha preso 9 in pagella. Ma non è l’unica prestazione super che ha fatto.
“Lorenzo è un calciatore che ha qualità tecniche nel ruolo del portiere da top, ha una testa notevole per il ruolo che fa. C’è del materiale nel ragazzo. L’anno scorso eravamo a Monza, in Coppa Italia, il nostro portiere si fa male ed entra Lorenzo. Fa 40 partite da lì in poi in maniera egregia. Si sta confermando anche in A, speriamo che continui, sarebbe bello per il calcio italiano avere un altro portiere forte”.

Allegri?
“Lui allenava l’Aglianese in D, io il Quarrata. Il primo incontro risale a un’amichevole, vinse lui: era più forte. Poi ci siamo incrociati in Cremonese-Juventus, il 5 gennaio 2023. Quella partita mi rimase lì: Ayroldi che è un buon arbitro annullò un mezzo golletto che poteva essere convalidato… Ma gli arbitri fanno un lavoro difficile". 

Com’è il presente del Frosinone?
“Il presente è di un Frosinone notevole: l’unico obiettivo è salvarsi. Ora vedi una certa classifica, ma non sarà quella. L’obiettivo salvezza sarebbe un obiettivo importante, da raggiungere tutti insieme. Siamo collegati assieme, con una proprietà fantastica”.

Sul VAR: le piace la linea Orsato?
“Penso che la linea di Orsato sia una linea giusta. In una riunione con gli allenatori - nella quale non c’ero, ma c’era il mio vice - ha fatto vedere due-tre episodi che lo hanno fatto arrabbiare tantissimo. Se questa è la strada, allora sono molto contento di questo: si eliminano i rigorini, dico al designatore di andare avanti così”.

Sabato pensa che schiereranno tutto il Napoli contro di voi al Fantacalcio?
“Non lo so, sabato è tosta eh”.

Sull’Italia e l’incertezza alla FIGC?
“Sono convinto che ritorneremo, magari con un pochino più tranquillità e meno polemiche, mettendo più al centro il campo, le partite. Quella è la strada per ridare un futuro importante al calcio italiano”.

Uno dei più sottovalutati in rosa è Anthony Oyono: dove può arrivare?
“In Champions League. Se migliora nella fase difensiva è da grande squadra. Sottovalutato. Ha un gemello, Jeremy è in prestito a Spezia, anche se li volevo entrambi. Eccellente, molto forte”.