Guardiola CT Italia? Abete dice no: “Abbiamo allenatori italiani capaci”

Guardiola CT Italia? Abete dice no: “Abbiamo allenatori italiani capaci”TuttoNapoli.net
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Ieri alle 22:45Le Interviste
di Francesco Carbone
Giancarlo Abete, candidato alla presidenza della FIGC, è intervenuto ai microfoni di “Sabato al 90º”, programma in onda sulla Rai

Giancarlo Abete, candidato alla presidenza della FIGC, è intervenuto ai microfoni di “Sabato al 90º”, programma in onda sulla Rai, soffermandosi sulle sue eventuali linee guida in caso di elezione alla guida della Federazione. Tra i temi affrontati, anche la scelta del futuro commissario tecnico della Nazionale italiana: “Ci sono i selezionatori che sono in grado di creare l'alchimia giusta anche se esiste il problema dei pochi giorni l'anno per allenare. Guardiola? Nulla da dire ma ci sono tecnici italiani che hanno vinto all'estero, penso che abbiamo tecnici di qualità che possono guidare la nazionale”.

Abete ha poi affrontato anche il tema della carenza di talenti nel calcio italiano, indicando possibili soluzioni strutturali e incentivi per favorire l’impiego dei giovani: “L'unica modalità per stimolare l'impiego di giovani calciatori italiani è quella di incentivarlo con dei riconoscimenti economici che magari potrebbero arrivare dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Si può premiare chi utilizza giovani selezionabili come avviene con la riforma Zola della Serie C”.

Il confronto con Malagò e la visione sul futuro della FIGC

Infine, Abete è intervenuto anche sul tema elettorale e sul vantaggio di Giovanni Malagò, dopo gli endorsement ricevuti dalle varie componenti federali, sottolineando la necessità di mantenere aperta la competizione democratica: “In un confronto elettorale è fisiologico che ci sia chi prende più voti ma se partissimo dal presupposto che chi è sfavorito alla fine ritira la candidatura non va bene. In una logica di democrazia dobbiamo credere nel confronto accettando che ci sia un vincitore e un perdente. Ritirare la candidatura con un programma condiviso? Il problema è che sui programmi finora non ci ha lavorato nessuno”.