Centenario, Iovino: “Una serata che resterà nella storia. ADL e Ferlaino insieme sul palco immagine potente” 

Centenario, Iovino: “Una serata che resterà nella storia. ADL e Ferlaino insieme sul palco immagine potente” 
Iovino e De Laurentiis
Oggi alle 19:50Le Interviste
di Francesco Molaro
Intervista a Tuttonapoli dello scrittore napoletano che già scrisse la biografia di Cavani nel periodo azzurro

Alessandro Iovino, scrittore e storico, cavaliere della Repubblica e console onorario della Costa d’Avorio, autore del libro “Un secolo azzurro” per i tipi di Solferino, ha evidenziato come ieri sia stata una serata in cui Napoli si è unita per celebrare l’incredibile storia della sua squadra di Calcio. 


Console Iovino, ieri sera hai partecipato alla grande festa per il Centenario del Napoli. Che atmosfera hai respirato?

È stata una serata che ha raccontato molto più di una squadra di calcio. Ho visto una città riunita attorno alla propria storia, alla propria identità e al proprio orgoglio. Napoli sa trasformare il calcio in cultura popolare, in appartenenza, in emozione condivisa. È stata davvero la festa di un popolo.

C’è chi ha definito la serata anche una celebrazione del presidente Aurelio De Laurentiis. Sei d’accordo?

Assolutamente sì. Credo sia stato anche un meritato riconoscimento al lavoro di Aurelio De Laurentiis. In vent’anni ha riportato il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo, vincendo due Scudetti e restituendo prestigio internazionale al club. La storia del Napoli è lunga cento anni, ma una parte importante di questa storia porta inevitabilmente la sua firma. L’ha fatto con il suo stile, non sono mancate le polemiche. Ma ieri i segnali di unità sono stati più forti di tutto, ed è stato merito suo...

Quali sono stati i momenti che ti hanno emozionato di più?

Appunto vedere Ferlaino e De Laurentiis sul palco è stato un segnale forte. Domani l’ingegnere sarà alla presentazione del mio libro. Ieri ho consegnato una copia del libro anche ad ADL, che mi è parso molto felice. Lancerò una grande iniziativa per celebrarli insieme. Serena Autieri ha incantato Napoli: quando ha cantato “Abbracciame” con il mio amico Andrea Sannino ci siamo idealmente uniti tutti in un grande abbraccio …. lungo cent’anni. 
Ho visto Siani emozionato. Poi Marco D’Amore e Salvatore Esposito hanno letto ed interpretato un manifesto d’amore per il Napoli che ci ha commossi. Sono il nostro orgoglioso così Maurizio De Giovanni, un maestro. 
Ho parlato anche con i figli di Maradona. Ho visto un clima cordiale anche con Stefano Ceci, e questo mi ha fatto davvero piacere. 
I ricordi dei grandi campioni, gli applausi, i volti delle famiglie e dei bambini, l’orgoglio che si leggeva negli occhi della gente. Sono immagini che resteranno impresse nella memoria di tutti noi.

Che messaggio si porta a casa da questa serata?

Che il Napoli è molto più di una squadra di calcio. È un patrimonio collettivo, un simbolo capace di unire persone di ogni età e provenienza. Ieri sera abbiamo celebrato cento anni di storia, ma soprattutto abbiamo visto una città che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Questo, credo, sia il significato più autentico della festa. E l’ho vissuto con mia figlia. 
Mancava solo lui: Diego. Colui che ha scritto le pagine più gloriose di questa incredibile storia...