Podcast

Marino: "Così aumenti gap dall'Arsenal! Alisson basso, normale sbagli e poi scoppi!"

Marino: "Così aumenti gap dall'Arsenal! Alisson basso, normale sbagli e poi scoppi!"

Continua a far discutere la gara contro l'Arsenal, ma dopo tre sconfitte - con lunghe fasi di passività che hanno subito messo sotto pressione Max Allegri - ora arriva il Bologna. Ne ha parlato il tecnico Giuseppe Marino, intervenendo alla nostra Radio Tuttonapoli, la prima radio tematica sul Napoli sempre live.

Col Bologna vincere per uscire da questa striscia di sconfitte e servirà essere più offensivi.
"Arriva il Bologna in un momento peggiore anche loro, quindi credo che assolutamente non si prospetti una partita semplice, perché per la settimana scorsa l'ho vista la partita del Bologna con il Sassuolo, una squadra che gioca bene, forse non ha la stessa solidità e aggressività che aveva con Italiano, però comunque è una squadra da valori importanti. Soffrono un po' dietro, quindi forse l'idea di essere un pochino più spregiudicati... quello a volte più che negli interpreti e nell'atteggiamento che la squadra deve tenere in campo. La partita con l'Inter a me è piaciuta perché il Napoli ha pressato alto, è andato lì, cosa ben diversa dalla partita di Champions, vuoi per i valori, vuoi un po' per la paura perché comunque quando stai alla terza sconfitta consecutiva e non fai un risultato positivo inizi anche un attimino a guardarti indietro, quindi spero che Napoli abbia lo stesso atteggiamento di Milano, sicuramente il mister saprà dare la tranquillità giusto al gruppo e la consapevolezza che merita. Io sono convinto che il Napoli adesso difficilmente perderà le prossime 4-5 partite, che siano Champions, che siano campionato, ma sono convinto di questo. Poi forse quando parlo del Napoli vengo influenzato perché sono tifoso, però sono molto ottimista. Le sconfitte non sono arrivate perché tecnicamente inferiore agli altri. Poi che a noi non piace l'atteggiamento di stare dietro nella palla, di stare ridosso nell'area di rigore, di non avere il possesso palla, perché ormai si era creata un'identità forte, dopo Sarri, Ancelotti, Benitez, sotto l'aspetto del gioco, però io credo che ogni allenatore debba avere la possibilità di esprimere quello che è il suo pensiero. Poi alla fine il calcio è non guardare in faccia a nessuno, parlano i risultati e poi i risultati diranno se il mister in una situazione particolare avrà agito bene o avrà agito male".

Infortuni dovuti anche ai campi di allenamenti?
"Devo dirti la verità, sicuramente io sono del parere che la qualità delle strutture faccia la differenza in qualsiasi realtà sportiva. Io ti devo dire la verità, ho notato che anche in serie A nelle altre squadre ci sono stati molti infortuni, quindi io credo che il problema principale sia stato anche l'inizio forte tra campionato, Champions League, ritmi alti, vuoi che non si fanno più le preparazioni di una volta, perché magari si fanno le tournee, si fanno determinate situazioni, va a implicare comunque in affaticamenti o complicazioni, ma anche le altre squadre stanno un po' come il Napoli".

Cosa trai di positivo dalla sconfitta con l'Arsenal?
"Io non voglio paragonare i valori, perché sono lette di cose, però il calcio ci ha sempre insegnato questo, che a prescindere dalla formazione che c'è su carta poi si va in campo e lì si possono sovvettire tutti i pronostici con un atteggiamento giusto, con la cattiveria giusta, con la mentalità giusta. La partita non è stata malvagia del Napoli, io credo che il Napoli piano piano stia salendo di condizione e stia performando sempre meglio, il problema è che a me non piace prestare così il fianco all'avvessario, perché lì un cross, un calcio d'angolo, un calcio di punizione, più dai possesso palla agli avvessari, più sei a rischio, sicuramente è facile. Se tu magari lasci il possesso palla agli avvessari, fai due contropiedi, fai 2 gol è un discorso, ma se poi questo non succede allora è un gioco a perdere, quindi sia per una questione mia di identità che mi piacerebbe trasferire alla squadra, ma anche per una questione di probabilità di poter creare più palle gol e di portare il pallone dall'altro lato, quindi di subire il meno possibile nella tua metà campo, io credo che avere un atteggiamento propositivo contro qualsiasi squadra aiuti, sia per il risultato, ma anche per creare consapevolezza dei giocatori e per continuare un'identità di squadra che Napoli ha sempre avuto".

Come si riparte se Hojlund è al limite della tua area?
"E' da premettere, gli esterni che fanno i terzini. Allison a tutto campo è normale che poi arrivi agli ultimi 15 metri scoppiato perché invece di 30 te ne devi fare 100. Cioè è un discorso poi di lucidità, è un discorso che poi vai a pagare sotto porta. Ieri ho visto la partita del Como, è stata qualcosa di spettacolare. Stiamo parlando di una squadra che era all'esordio in Champions. Qui parliamo di impatto emotivo, qui parliamo che le squadre a volte quando sono esordienti in alcune competizioni soffrono di impatto. Ma cosa? Ma cosa? Se tu giochi, giochi bene e la tua squadra ha un'identità, ma che cosa soffri? Puoi beccare pure il Real Madrid. Sicuramente la partita la porti a casa con più difficoltà, ma almeno te la giochi".