Napoli si stringe attorno a Lavezzi, Iezzo: "È un ragazzo dal cuore d’oro"

Napoli si stringe attorno a Lavezzi, Iezzo: "È un ragazzo dal cuore d’oro"
Oggi alle 14:30Le Interviste
di Antonio Noto
Napoli abbraccia il Pocho: l’affetto e i racconti degli ex compagni.

Napoli si stringe attorno a Ezequiel Lavezzi dopo che l’ex attaccante azzurro ha raccontato in Argentina il difficile periodo attraversato e il percorso intrapreso per superarlo. Il Pocho ha spiegato di essere ancora in trattamento ma di essersi lasciato alle spalle i momenti più complessi. Parole che hanno suscitato grande emozione tra i tifosi e gli ex compagni, rimasti profondamente legati all’argentino. Lavezzi ha lasciato Napoli nel 2012, ma il rapporto con la città è rimasto fortissimo. "Oggi continuo con un trattamento – ha spiegato Lavezzi – ma ho superato periodi complessi".

Iezzo e Viviani al fianco di Lavezzi

Tra gli ex compagni che hanno voluto manifestare la propria vicinanza c’è Gennaro Iezzo, che lo ha incontrato lo scorso maggio in occasione della partita di beneficenza delle Legends Napoli. "Siamo stati insieme – spiega l’ex compagno di squadra a Repubblica – proprio in occasione di quell’evento. E’ stato bello condividere qualche ora insieme. E’ stato bello rivederlo bene. Ho letto la sua intervista e sono contento che il peggio sia alle spalle. L’affetto che mi lega a lui è infinito. Al di là del suo grande talento calcistico, il Pocho è un ragazzo dal cuore d’oro e non è una frase fatta".

Iezzo ha ricordato anche la generosità mostrata dall’argentino durante gli anni trascorsi insieme al Napoli:

"Ci capitava di andare a trovare i bimbi ricoverati in ospedale per portare loro un sorriso. Di solito le associazioni mi contattavano me perché ero uno dei più esperti del gruppo. Lavezzi è sempre stato un generoso ed era sempre disponibile. Ha trovato il tempo per i bambini, questo fa capire lo spessore dell’uomo".

Anche Fabio Viviani, all’epoca nello staff di Edy Reja, ha ricordato il carattere del Pocho e un episodio dei suoi primi mesi in azzurro.

"Inizialmente lo abbiamo sostituito – spiega Viviani – e gli risparmiavamo l’ultimo quarto d’ora. Eravamo convinti che dopo tantissime sgroppate sulla fascia fosse stanco. Mi pare che capitò per due partite di fila. La settimana successiva, alla ripresa degli allenamenti, sentimmo bussare alla porta dell’ufficio di Edy Reja. Era Ezequiel. Fummo ovviamente sorpresi, all’inizio era abbastanza taciturno anche per via della lingua e parlava pochissimo. Disse poche parole: ‘Mister, guarda che io ce la faccio. Poi precisò: ‘Non è un problema, io sto bene’. Si riferiva ovviamente alla possibilità di giocare per tutti novanta minuti. Edy allora venne da me e mi disse: ‘Fabio, lasciamolo dentro e proviamo’. Da allora non è mai più uscito. Sono felice che stia meglio. E’ sempre stato un buono. Durante gli allenamenti era sempre sorridente, come lo è adesso. E’ una persona gentile".