Figc, Malagò: "Mancini Ct, Ranieri Dt. Separazione con Maldini e Leonardo. Su Conte..."
Giornata decisiva per il futuro della Nazionale italiana. Al termine del Consiglio Federale andato in scena nella sede della FIGC di via Allegri, il presidente Giovanni Malagò ha fatto chiarezza sul nuovo corso azzurro, confermando la nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico e annunciando anche l'arrivo di Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Nel corso della conferenza stampa il numero uno federale ha ripercorso tutte le tappe che hanno portato alla scelta finale, soffermandosi anche sul mancato approdo di Andrea Pirlo e sull'addio di Paolo Maldini e Leonardo: "Mi scuso se la giornata di ieri ha visto qualcuno di voi anche con temperature non meravigliose non ho potuto dare risposte. Non c'erano alternative, cominciamo dalle notizie che vi interessano. È stato riammesso il Foggia in Lega Pro, assieme al sottoscritto e Simonelli entrano nel comitato di presidenza Marani, Abete, Bedin e Calcagno ed è stato confermato Tisci come presidente del Settore Giovanile e Scolastico. Questi sono gli argomenti deliberati, salvo argomenti specifici su norme regolamentari. Abbiamo calendarizzato nelle prossime ore un appuntamento col Ministro Abodi in vista delle scadenze da qui a fine anno per la legge di bilancio. Domani andrò invitato in Senato in audizione. Entro il fine settimana contiamo di ricevere il dossier per UEFA 2032, entro venerdì 31 luglio e lavoriamo a stretto contatto con l'UEFA. Ci sono delle tempistiche che dovranno poi dare una certificazione in base alla documentazione che ci verrà data in base ai parametri imposti dalla UEFA per l'organizzazione di Euro 2032. Per ciò che riguarda la vicenda del commissario tecnico, quello che è emerso dai media nella giornata di ieri sostanzialmente corrisponde al vero.
C'era un candidato che era assolutamente stato definito, mi sento di utilizzare anche la parola concordato su indicazione del direttore tecnico e presidente del Club Italia Paolo Maldini in sinergia con Leonardo. La involuzione sul nominativo prescelto che era quello di Andrea Pirlo ha portato il sottoscritto a non approvare più questa candidatura ed è stata una semplice valutazione di opportunità, non ho fatto in tempo a leggere tutto ma qualcosa ho letto. Non ci sono altre interpretazioni o altre verità, non ci sono altre situazioni che hanno determinato questa scelta. Sicuramente una cosa è certa, non ero affatto al corrente né io né il direttore tecnico di questa collaborazione che ha fatto riflettere su una presa di posizione. Si è automaticamente creata un'altrettanta presa di posizione, non c'è stato nessun tipo di conflitto e alcun tipo di polemica. Non c'è stata rabbia, forse del dispiacere. Mi sento di dire che all'inizio e ancor prima di cominciare si era presentato un caso più unico che raro, massimo rispetto come avviene nelle migliori famiglie e c'è stata un'assoluta e serena consensualità nel decidere e valutare che fosse giusto separare le nostre strade. Anche il documento che abbiamo sottoscritto da parte mia con Paolo Maldini e Leonardo parla espressamente di questo concetto di complicità nella decisione finale. Il tempo stringeva, sapete benissimo che tre giorni in più o in meno non cambiano le cose. Ho ritenuto giusto che la persona che dovesse diventare commissario tecnico della nazionale fosse Roberto Mancini, per tutta una serie di considerazioni. Mi assumo la responsabilità, la notizia è che non è venuto meno quel concetto alla base della nuova gestione del presidente del Club Italia e del cosiddetto direttore tecnico. Mi serviva una persona con cui condividere la decisione del commissario tecnico, se fosse stata individuata un'altra figura sarebbe saltato ogni mio ragionamento. Una condivisione che sul nome di Roberto Mancini era venuta meno con Maldini e Leonardo. Questa persona con cui ho condiviso la scelta è Claudio Ranieri, che ha accettato pochi minuti fa e arriverà dalla Calabria. Domani alle ore 18 è prevista una conferenza stampa sia con Claudio Ranieri che con Roberto Mancini".
C'è qualcosa di cui si è pentito in questo percorso?
"No perché se tornassi indietro non cambierei nulla. Ho passato più tempo in videoconferenza con Maldini e Leonardo che con qualsiasi altra persona. Io sono molto fatalista, ho un approccio positivo verso il destino. Ognuno di voi può giudicare se la mia presa di posizione sia stata giusta o sbagliata, nella vita può anche essere che le cose negative possano offrirti nuove opportunità. Non posso che ringraziare Paolo e Leo, sono stati dei signori e sono stati molto schietti nella loro presa di posizione".
C'è stata piena condivisione con il Consiglio Federale?
"La scelta di Ranieri non l'ho neanche proposta in Consiglio Federale, stavamo definendo gli ultimi dettagli. La scelta di Mancini l'ho detta ed è stata una cosa molto positiva perché dopo esattamente due minuti e trenta secondi è uscita un'agenzia. È successa la stessa cosa in Giunta CONI e dopo tre Giunte ho scoperto la talpa. C'è stata totale condivisione, se dicono altre cose fuori io vi dico che a livello formale è successo questo".
Conte e Chiellini sono due nomi che ha preso in considerazione?
"Perché Conte è un allenatore che ha una storia che parla da sola. Ho un buonissimo rapporto con lui, ma qui qualcuno continua a ragionare in modo diverso rispetto alla realtà di oggi, che non è la realtà di ieri. Oggi c'è un allenatore e un presidente del Club Italia, il motivo per cui si sono separate le strade con Maldini e Leonardo è proprio questo. L'idea è sempre stata Mancini e Ranieri. Conte poteva essere sicuramente un candidato per l'allenatore, Zola può essere sicuramente un nome che rientra nella scelta del terzo soggetto. Chiellini? Uno degli argomenti sul quale sono stato chiarissimo parlando con Paolo e Leo è che per rispetto di società che mi hanno candidato e sostenuto non vado a prendere delle persone che lavorano in società di Serie A. Su questo presupposto potevano esserci altri allenatori o direttori tecnici, nomi anche pesanti che però non ho mai preso in considerazione".
Stamattina l'86% delle persone ha bocciato tramite un sondaggio il nome di Mancini. Ha preso in considerazione questo fattore?
"Sicuramente l'ho preso in considerazione, so delle sue scuse recenti e ovviamente tutti hanno fatto le valutazioni del caso".
Lei ha detto che bisogna vedere chi ha fatto brutte figure. Cosa pensa nella giornata di oggi?
"Io penso che questa sia una giornata bella e importante per il calcio italiano. Qualsiasi cosa dico, tanto ormai lo sappiamo, viene strumentalizzata. Per questo voglio fermarmi qui per non alimentare altro".
Maldini e Leonardo hanno parlato di un percorso di 8-10 anni, con Mancini e Ranieri il discorso rimane invariato?
"L'obiettivo non cambia, il tema è quello al 100%. Sicuramente il focus sarà quello, qui ci sono due binari ma in realtà il binario è uno solo. Bisogna andare alla stessa velocità per non far deragliare il treno. Qui bisogna andare a due velocità, ho letto qualcuno di voi che parla di retrocessione nella Nations League e problemi del ranking. È logico che iniziando il 25 settembre l'allenatore avrà due allenamenti a disposizione e nel frattempo dalla partita della Bosnia non mi sembra che siano stati passaportati Lamine Yamal, Mbappé o Kane. Adesso bisogna cercare di fare il meglio con quello che abbiamo, sapendo che giocheremo un girone con tre squadre che sono andate ai Mondiali, due delle quali entrate tra le prime otto. In teoria sul valore dei Mondiali dovresti essere quarta, speriamo di non esserlo, ma rischi anche di arrivare terzo e giocare lo spareggio con un girone dove ci sono Spagna, Inghilterra e Germania. Poi c'è l'altra velocità, bisogna arare completamente un campo per seminare e andare a fare un raccolto nel minor tempo possibile. Bisogna partire dalla filiera e dalla scuola calcio, un obiettivo può essere quello di Euro 2032, magari chi ha 13-14 anni oggi potrà essere convocato tra sei anni".
Roberto Mancini era il candidato ideale per lei già dopo l'elezione? Perché non è stato fatto subito dopo l'elezione?
"Perché credevo e continua a credere nella figura del direttore tecnico. Qualsiasi nome che avessi in mente, mi sono sforzato nel seguire il nome fatto dal direttore tecnico e quindi da Maldini insieme a Leonardo. Da parte loro non mi è stato fatto un altro nome, era stato fatto un profilo di allenatore".
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