Repice: "Contrario al VAR e a tutte le sue applicazioni! Allegri? Ci vuole tempo…”

Repice: "Contrario al VAR e a tutte le sue applicazioni! Allegri? Ci vuole tempo…”TuttoNapoli.net
Oggi alle 20:20Le Interviste
di Francesco Carbone
Francesco Repice analizza il momento del Napoli, soffermandosi sul processo di adattamento della squadra a Massimiliano Allegri.

Il Napoli di Massimiliano Allegri ha ancora bisogno di tempo per assimilare idee e metodi del nuovo allenatore. È questa l’analisi di Francesco Repice, giornalista e storica voce di Radio Rai, intervenuto a Radio Napoli Centrale per commentare il momento degli azzurri: "Quanto era in difficoltà il Napoli rispetto alle difficoltà del Bologna? Per me erano in difficoltà entrambe le squadre. C'è un modo diverso di stare in campo. Ci vuole tempo per assimilare i modi di allenare del nuovo mister. Alla base dei cambiamenti ci sono anche questioni relazionali, come accaduto a Firenze. Penso che a Napoli ci sia tanta voglia di giocare a pallone, che porta risultati. Credo che Allegri metta sempre a posto le cose". Repice ha poi analizzato la prestazione contro il Bologna: "Il Napoli ha creato tre palle gol nitide nel primo tempo, nel secondo tempo ha accelerato e alzato la pressione, ma non ha tirato in porta come nel primo tempo. Il Napoli era in difficoltà". In vista della Fiorentina, invece, ha spiegato: "Che Napoli ci aspettiamo contro la Fiorentina? Non penso che Vanoli attaccherà il Napoli, penso che farà blocco basso e proverà a ripartire. Una grande squadra dovrà capire come scardinare il blocco basso. Se si cade nell'inganno si fa una brutta fine. Se invece si farà girare palla con pazienza, andando sulla prima punta così come fa l'Inter con Pio Esposito".

Repice tra VAR e calcio moderno: "I calciatori non sono solo aziende che camminano"

Repice ha poi affrontato il tema dell’arbitraggio e del VAR, esprimendo una posizione molto critica nei confronti dell’attuale sistema: "La direzione Orsato? Mi sta piacendo molto. A me il VAR non piace, non vedo l'utilità del VAR, ma è più il regolamento che non piace. I grandi arbitri devono interpretare le partite. Sono totalmente contro questioni che riguardano VAR, il semiautomatico... I regolamenti sono un obbrobrio. Non tanto le macchine in quanto tali, ma i regolamenti che tendono a rendere difficile cose molto semplici". E ancora: "Se un arbitro non è capace e commette errori enormi, allora si può aiutare, ma non c'è bisogno del VAR. Quando Zidane diede la testata a Materazzi, non serviva il VAR. Bastava un monitor per rivedere al rallenty cosa era successo. Senza messe in scena. E non è che se un arbitro sbaglia si può ripetere l'azione e si torna indietro. Gli errori vanno accettati. Il discorso è questo. La ricerca della perfezione è filosoficamente sbagliata. Io sono contro il VAR in tutte le sue potenziali applicazioni. Gli errori sono umani e gli uomini non sono perfetti, a maggior ragione le macchine". Infine, un passaggio sul calcio moderno e sul ruolo dei calciatori: "Il campionato è cambiato un po'. Faccio l'esempio della Juventus. Guardate i centravanti della Juventus, un tempo c'erano Higuain e Tevez. Mandzukic per me avrebbe vinto il Pallone d'Oro ogni anno. Avevo una fissazione per i giocatori come lui o come Camoranesi, per cui avrei investito tutti i soldi". Repice ha poi ricordato anche il rapporto tra giocatori e allenatori: "Ho visto Paredes che discuteva con Scaloni per cambiare tatticamente la squadra. I calciatori non sono solo aziende che camminano".