L'incapacità di creare pericolosità: il power play sprecato dagli azzurri a Villarreal
La sconfitta del Napoli per 3-1 contro il Villarreal lascia in eredità non soltanto un risultato pesante in Champions League, ma anche un episodio che fotografa le difficoltà offensive della squadra di Massimiliano Allegri. Nel corso del secondo tempo, con gli spagnoli avanti 2-1, gli azzurri hanno avuto la possibilità di giocare per circa due minuti in doppia superiorità numerica, undici contro nove, senza riuscire a trovare il gol del pareggio. Una circostanza insolita, determinata dalla temporanea impossibilità per due nuovi giocatori del Villarreal di entrare in campo dopo le sostituzioni. Il Napoli, però, non è riuscito a sfruttare l'occasione: invece di far circolare rapidamente il pallone, allargare la difesa avversaria e individuare lo spazio per concludere, la squadra ha lasciato trascorrere quei preziosi istanti senza trovare la giocata decisiva.
Villarreal-Napoli, il caso al 63': undici contro nove, ma manca la capacità di creare spazi
L'episodio si verifica intorno al 63', quando il tecnico del Villarreal, Inigo Perez, richiama in panchina Gerard Moreno e Mikautadze per inserire Oluwaseyi e Freeman. Le uscite troppo lente dei due calciatori spingono l'arbitro Daniel Siebert ad applicare la nuova disposizione regolamentare contro le perdite di tempo, ritardando l'ingresso dei sostituti. Il Villarreal resta così temporaneamente in nove uomini, mentre il Napoli può attaccare con due giocatori in più. Un'occasione che avrebbe dovuto spingere gli azzurri a un assalto organizzato, soprattutto dopo gli ingressi di Neres, Lang e Spinazzola, inseriti da Allegri pochi minuti prima per dare maggiore vivacità alla manovra.
E invece emerge ancora una volta la difficoltà del Napoli nel muovere il pallone con velocità e precisione, nel cambiare lato e nel costringere gli avversari a scoprire qualche zona del campo. Il paragone più immediato è con il power play dell'hockey su ghiaccio, quando la squadra in superiorità numerica fa circolare rapidamente il disco per spostare il blocco difensivo e liberare un compagno al tiro. Una soluzione che richiede movimenti coordinati, occupazione razionale degli spazi e idee chiare. Tutto ciò che è mancato al Napoli in quei frangenti. Certamente due minuti non garantiscono un gol, ma rappresentano un tempo sufficiente per provare a costruire almeno un'occasione nitida, soprattutto con una superiorità di due uomini. La squadra di Allegri, invece, non è riuscita a trasformare quella situazione in un reale pericolo per la porta di Luiz Junior, lasciando sfumare una possibilità preziosa per rimettere in equilibrio la partita. Un episodio che diventa emblematico delle difficoltà offensive degli azzurri e della necessità di trovare soluzioni collettive più efficaci, senza affidarsi esclusivamente alle iniziative individuali.
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