Pistocchi: “Napoli molto forte, ma non pressa e non aggredisce. Allegri cambierà?”
La pressione offensiva e la gestione delle partite sono due degli aspetti sui quali il Napoli di Massimiliano Allegri deve ancora crescere. È l’analisi di Maurizio Pistocchi, che nel corso della presentazione della quindicesima edizione de “Il Bello del Calcio” ha evidenziato soprattutto le differenze rispetto al calcio proposto dagli azzurri negli ultimi anni: “Penso che cinque giornate siano poche per dare un giudizio, però c’è un dato che deve far pensare: il Napoli è ultimo per pressione offensiva. Significa che è una squadra che non pressa, è una squadra che non va alta a prendere gli avversari. Ho sentito De Bruyne qualche giorno fa dire: ‘Questo è il calcio che voglio giocare io: venire alti a prendere gli avversari e giocare nella loro metà campo’. Questo era anche il calcio che faceva il Napoli sia con Sarri sia con Spalletti. Quindi io mi chiedo: Max farà un passo indietro rispetto a quelle che sono le sue convinzioni e ridarà a questa squadra quell’autostima, quel modo di riempire il campo, con la padronanza del pallone e del gioco, che ha entusiasmato tutti in questi anni? Questo è il grande interrogativo”.
Pistocchi su De Bruyne: “Va gestito con intelligenza”
Il giornalista ha poi spostato l’attenzione sulla gestione delle gare e sul ruolo di Kevin De Bruyne, sottolineando l’importanza di inserirlo in un sistema che ne esalti le caratteristiche: “Il Napoli è una squadra molto forte, molto forte, però, a mio modo di vedere, deve migliorare parecchio per il modo di gestire la partita. Non basta in questo campionato dove ci sono almeno quattro squadre fortissime: sono secondo me l’Inter, il Como, la Roma, la Juventus. E non ho parlato del Milan. Ci vuole qualcosa in più di quello che ho visto fare dal Napoli finora. De Bruyne è un giocatore di altissimo livello. Negli ultimi anni ha avuto dei problemi muscolari, ha avuto degli infortuni. Quindi secondo me va gestito, va gestito con intelligenza. Bisogna metterlo a suo agio. Per essere a suo agio lui deve stare dentro un sistema di gioco. È un giocatore che va sollecitato dandogli la palla. Non è un giocatore a cui tu puoi chiedere delle corse lunghe di 40-50 metri: non è quello. De Bruyne non è quello. Secondo me, giocando da mezzala nei tre centrocampisti, addirittura anche come alternativa a Lobotka nella posizione di costruzione del gioco, è ancora un giocatore straordinario, tra i più bravi in Europa sicuramente”.
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